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L’Italia ottiene il massimo ed è argento nella staffetta mista di biathlon! Francia imprendibile

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Tommaso Giacomel
Tommaso Giacomel / LaPresse

Dopo i bronzi di Sochi 2014 (con Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer) e PyoengChang 2018 (con Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Dominik Windisch e Lukas Hofer), l’Italia torna sul podio nella staffetta mista del biathlon alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, e lo fa mettendosi al collo la medaglia d’argento con il quartetto composto da Tommaso Giacomel in apertura, Lukas Hofer in seconda frazione, Dorothea Wierer nel terzo segmento e Lisa Vittozzi in chiusura.

La medaglia d’oro va alla Francia (7 ricariche), favorita della vigilia, con la squadra formata da Eric Perrot, Quentin Fillon Maillet, Lou Jeanmonnot e Julia Simon: la leader della generale di Coppa del Mondo fa il vuoto nella terza frazione e Simon deve solo amministrare in chiusura, badando alla precisione al poligono, per poi chiudere in parata con il tempo di 1:04’15″5.

Piazza d’onore per l’Italia (5 colpi ricaricati): nella prima frazione Giacomel sale sul treno giusto quando la gara si spacca e scappano via in quattro (con azzurri e transalpini anche Germania e Norvegia), poi Hofer e Wierer tengono la squadra in corsa per il podio, ma è Lisa Vittozzi a coronare quanto fatto dai compagni di squadra. Nell’ultimo poligono, quando le avversarie dirette crollano, schiacciate dalla pressione, l’azzurra è perfetta al tiro e va prendersi l’argento, improvvisando anche un balletto prima della linea d’arrivo, chiudendo a 25″8.

Il bronzo va alla Germania, con Justus Strelow, Philipp Nawrath, Vanessa Voigt e Franziska Preuss: i tedeschi non usano ricariche per sette poligoni, poi Preuss in piedi incappa in un giro di penalità e vede scappar via Vittozzi per l’argento, difendendo comunque il podio e chiudendo terza a 1’05″3. Peggio della teutonica, infatti, all’ultimo poligono, fa la norvegese Maren Kirkeeide, che vanifica quanto fatto da Martin Uldal, Vetle Sjaastad Christiansen e Karoline Offigstad Knotten, pagando addirittura due giri di penalità nella serie in piedi e finendo quarta a 1’37″2.

Alle spalle delle quattro formazioni che hanno monopolizzato l’attenzione sin dalle prime fasi di gara giunge la Svezia, che rimonta nel finale dopo un pessimo inizio (2 giri di penalità) e termina quinta a 1’40″8. Seguono la Finlandia, sesta a 1’56″5, e l’Austria, settima a 2’21″0. Completano la top ten, infine, l’Ucraina, ottava a 2’36″6, la Polonia, nona a 2’56″9, e la Svizzera, decima a 2’58″5. Oltre i 3′ di ritardo per tutte le altre.