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La gioia degli azzurri per il bronzo olimpico nel Team Event di pattinaggio artistico: “Questo bronzo è arrivato grazie alla forza del gruppo”
L’Italia del pattinaggio di figura scrive un’altra pagina della propria storia olimpica conquistando la terza medaglia di sempre nella disciplina. Ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la squadra azzurra ha centrato il bronzo nel Team Event, confermandosi tra le grandi potenze internazionali.
Il gruppo formato da Daniel Grassl, Lara Naki Gutmann, Matteo Rizzo, Sara Conti, Niccolò Macii, Charléne Guignard e Marco Fabbri ha saputo costruire il risultato con solidità e continuità. Già terza al termine delle prime due giornate di gara, l’Italia ha difeso la posizione nei tre programmi liberi disputati domenica, respingendo l’assalto delle inseguitrici.
Decisivi i piazzamenti nei singoli settori: Conti e Macii hanno ottenuto il terzo punteggio tra le coppie di artistico, Gutmann ha chiuso al quarto posto nella gara femminile, mentre Rizzo è stato terzo tra gli uomini. Il bottino complessivo di 60 punti ha permesso ai nostri portacolori di salire sul podio alle spalle di Stati Uniti (69) e Giappone (68), precedendo Georgia (56) e Canada (54).
Un successo che si inserisce in una curiosa linea temporale: tutte e tre le medaglie olimpiche italiane nel pattinaggio artistico sono di bronzo e sono arrivate a distanza di dodici anni l’una dall’altra. Dopo quella di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio nella danza a Salt Lake City 2002 e quella di Carolina Kostner nel settore femminile a Sochi 2014, Milano Cortina 2026 regala così una nuova “terza moneta” al movimento azzurro.
Grande protagonista è stato Rizzo, che ha sottolineato ai microfoni di Eurosport il valore umano e sportivo della competizione a squadre: “Le energie me le hanno date questi ragazzi. E’ molto bello gareggiare in team. Penso che sia una gara molto diversa rispetto le nostre gare individuali. Sapevo che serviva una performance per assicurarci la medaglia. Ho cercato di caricare il pubblico e i ragazzi, io ero molto carico ed è stato molto bello“.
Emozioni fortissime anche per Fabbri, che ha raccontato quanto questo risultato rappresenti il senso di un’intera carriera: “A un certo punto sono dovuto andare via dal box perché non riuscivo a smettere di piangere, ma perché, credo di parlare a nomi di tutti, quando ti ritrovi con una medaglia al collo ti scorre davanti tutto quello che hai fatto nella carriera, ovvero tutti i sacrifici e le difficoltà che hai avuto. Ottenere questa ricompensa è un qualcosa di indescrivibile. Non ero l’unico“.
Sulla stessa linea Guignard, che ha evidenziato la forza del gruppo e la crescita nel tempo: “Noi abbiamo fatto l’Olimpiade a Tokyo quando per la prima volta c’è stato il Team Event. Mai avrei pensato che dopo 12 anni saremmo riusciti a portare a casa la medaglia. Noi siamo un team molto unito e anche se non abbiamo l’atleta top, capace di vincere a livello individuale, siamo tutti forti, bastava crederci e ce l’abbiamo fatta“.
