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Francesca Lollobrigida, storia di una mamma che ce l’ha fatta. Il toccante abbraccio col piccolo Tommaso

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Francesca Lollobrigida
Francesca Lollobrigida / LaPresse

Sul ghiaccio di Milano Cortina non corre solo una campionessa: corre una madre. Francesca Lollobrigida, tornata a gareggiare due stagioni fa con un nome nuovo inciso nel cuore, Tommaso, si è regalata qualcosa che nessuno poteva pensare.

L’oro olimpico nei 3000 metri dello speed skating è qualcosa di storico, quasi incredibile da pronunciare. La sua gara è stata un’onda che cresce: controllata, paziente, inesorabile. Quando è arrivato l’ultimo chilometro, Francesca non ha accelerato soltanto, ma ha liberato tutte le sue paure. Ogni spinta è stata una scelta, ogni curva un atto di fede. Il cronometro si è inchinato e il metallo pregiato ha il suo nome.

Ma il momento eterno è arrivato dopo. Tricolore stretto tra le mani, corsa via dal fragore degli spalti, attraversando il ventre dell’arena come si attraversa una vita intera, per arrivare a lui. Tommaso. L’oro pesa meno quando lo condividi, brilla di più quando lo guardi negli occhi. In quell’abbraccio c’è tutto: la fatica, il ritorno, il coraggio di rimettersi in gioco quando il mondo ti dice di rallentare. È la vittoria che non ha bisogno di spiegazioni.

Lollobrigida ha scritto una pagina che resta perché parla a tutte e a tutti: si può tornare, si può cambiare, si può vincere ancora. A 35 anni, con un figlio per mano, diventa leggenda non solo per il record e per l’oro olimpico, ma per aver dimostrato che la forza di una mamma non divide, ma moltiplica. E sul ghiaccio, come nella vita, quando scegli di andare fino in fondo, l’arrivo è solo l’inizio.