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Formula 1

F1, Loic Serra: “Fa piacere vedere l’effetto che fanno le nostre creazioni. Ora dobbiamo migliorare la SF-26”

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Charles Leclerc
Leclerc / IPA Sport

Per avere le prime risposte concrete bisognerà attendere come minimo le qualifiche di Melbourne, ma i Test pre-stagionali andati in scena tra Barcellona e Sakhir sono stati sicuramente incoraggianti (soprattutto in relazione alle aspettative della vigilia) per la Ferrari in vista del Mondiale 2026 di Formula Uno. La Scuderia di Maranello sembra essere riuscita ad interpretare bene il nuovo regolamento, progettando una macchina solida e supportata da una power unit sin qui affidabile e abbastanza competitiva.

Loic Serra, direttore tecnico della Rossa, ha fatto il punto della situazione in vista dell’inizio del campionato rilasciando un’intervista a L’Equipe: “La cosa più importante non è avere una buona vettura adesso, ma essere capaci di migliorarla durante tutta la stagione. Siamo partiti da un foglio bianco e questo dà tante opportunità. Lo svantaggio è che, quando ci sono così tante possibilità, ci si può perdere rapidamente“.

Tra le varie soluzioni innovative portate in pista dal team emiliano c’è anche profilo aerodinamico collocato subito dietro lo scarico. “Il mio scarico? Non è così, piuttosto è lo scarico della squadra. Io mi considero solamente l’ultimo anello della catena“, risponde l’ingegnere francese ad una domanda sul pezzo specifico.

Ammetto che fa piacere vedere l’effetto che fanno le nostre creazioni, ma del resto questo regolamento ci ha dato a disposizione un foglio bianco e tante opportunità. Le regole precedenti non ci davano questo grado di libertà. La nuova ala mobile posteriore che ruota di 270 gradi? Abbiamo visto l’opportunità di massimizzare la velocità in rettilineo e sfruttare meglio i flussi d’aria e l’abbiamo fatto“, prosegue Serra facendo riferimento anche all’ala denominata ‘Macarena’ dal team principal Fred Vasseur.

Ciò che dà davvero prestazione ad una vettura raramente è visibile. Si tratta della somma di tante piccole cose. Con la fine dell’era ad effetto suolo, la ricerca per tutti è massimizzare il carico e ricercare una buona interazione tra telaio e motore. Ora dobbiamo migliorare la SF-26, e dobbiamo farlo per tutta la stagione. Con le persone che abbiamo a Maranello, non vedo perché non dovremmo riuscirci“, il commento del direttore tecnico del Cavallino.

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