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CiclismoPista

Due record del mondo negli inseguimenti a squadre: cade un muro epocale. Azzurre in finale per il bronzo

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Danimarca pista - IPA/Sport

L’avevamo annunciato ieri, ne avevano già parlato anche gli addetti ai lavori: la pista di Konya per gli Europei è una delle più veloci viste negli ultimi anni. Nel velodromo turco arrivano miglioramenti a dismisura da parte di tutti gli atleti ed oggi sono caduti ben due record del mondo. La mente ci fa tornare indietro a Tokyo 2020 (disputata nel 2021 per le vicende covid), i crono infatti sono addirittura migliori del velodromo di Izu, in Giappone.

Nell’inseguimento a squadre maschile cade un muro che fino a un decennio fa sembrava invalicabile, quello dei 3’40”. A riuscirci è la Danimarca che nella sfida con l’Italia trova un mostruoso 3:39.977 che supera il già impressionante 3’40″730 stabilito dall’Australia a Parigi 2024. Gli azzurri Francesco Lamon, Etienne Grimod, Renato Favero e Niccolò Galli timbrano a loro volta un tempone (3:45.680) che non basta però in chiave medaglie. A sfidare i danesi ci sarà la Svizzera, mentre Francia-Gran Bretagna per il bronzo.

Al femminile la Gran Bretagna migliora il quartetto tedesco di Tokyo: 4:03.634 nella sfida contro l’Italia che però può esultare per la qualificazione alla finalina per il bronzo. In serata andranno a giocarsi le medaglie Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Federica Venturelli e Linda Sanarini, che hanno stabilito il nuovo primato italiano in 4:06.796. Azzurre contro la Francia, britanniche contro la Germania per l’oro.

Tempi impressionanti anche nel chilometro da fermo maschile: il francese Etienne Oliviero è al comando in 57.811. Agguantano la finale sia Matteo Bianchi, con il nuovo record italiano in 58.490, che il giovanissimo Fabio del Medico (59.235). Bianchi in serata può giocarsi il podio. Colpaccio nella sprint al femminile per Miriam Vece che agguanta il passaggio ai quarti di finale: battuta agli ottavi la quotata francese Mathilde Gros.