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Tennis

Sinner sfida Djokovic: storia di una rivalità che ha subito un cambio di inerzia

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

La fortuna ci ha messo la sua mano con l’infortunio che ha frenato la corsa di Lorenzo Musetti, ma il verdetto del campo ha sancito l’undicesimo atto del confronto tra due fuoriclasse come penultimo atto del primo Major stagionale. Nella seconda semifinale del singolare maschile degli Australian Open Jannik Sinner, testa di serie numero due, sfida Novak Djokovic, testa di serie numero quattro. Quella tra l’azzurro e il serbo può essere definita una rivalità che, nel suo sviluppo, ha subito un cambio di inerzia.

Il bilancio dei confronti diretti premia il tennista italiano per 6-4. In questo conteggio sono però ben definibili due fasi del duello generazionale tra due giocatori eccezionali. Nella prima Djokovic ha vinto quattro delle prime cinque sfide contro un rivale che stava completando il suo percorso di crescita e acquisendo anche l’esperienza necessaria a competere ai massimi livelli.

La prima vittoria del nativo di San Candido risale al Round Robin delle Nitto ATP Finals 2023, 7-5 6-7(5) 7-6(2), risultato poi capovolto, pochi giorni dopo, nell’atto conclusivo dello stesso torneo, incontro vinto dal serbo con il punteggio di 6-3 6-3. L’affermazione del ventiquattro volte vincitore di Slam è stata l’ultima prima del cambio di inerzia arrivato pochi giorni più tardi.

Il match che segna la svolta nel rapporto di forza tra i due si disputa a Malaga nella semifinale della Final Eight di Coppa Davis. L’italiano s’impone con il punteggio di 6-2 2-6 7-5 dopo aver annullato tre match point consecutivi e trascina la squadra alla vittoria del trofeo. Il momento sliding door in terra spagnola segna una svolta significativa perché nei successivi quattro incroci Sinner concede un solo set al rivale.

L’inevitabile incedere dell’età anagrafica e l’esponenziale crescita nel tempo del classe 2001 acuiscono ulteriormente la differenza di valori tra i due contendenti. L’italiano parte nettamente avanti, ma il vecchio leone serbo metterà in campo l’orgoglio e venderà cara la pelle per dimostrare che quella contro Musetti era solo una giornata storta.

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