Tennis
Puppo: “Sinner costretto a fare il chimico da Shanghai in poi. Quando Alcaraz si pone un obiettivo è diverso”
Dario Puppo (qui riportato), assieme a Massimiliano Ambesi e Guido Monaco, ha condotto, come da tradizione, TennisMania, il programma in diretta sul canale YouTube di OA Sport. Una puntata molto lunga, nella quale entrano con forza gli argomenti legati a Lorenzo Musetti e Jannik Sinner, entrambi protagonisti, ma con facce notevolmente diverse, agli Australian Open.
Si comincia parlando inevitabilmente di Lorenzo Musetti: “Questa volta era davvero diversa dalle altre, lo ha detto anche Djokovic in maniera nitida, senza il minimo dubbio. Purtroppo è andata così, ma è chiaro che andrà approfondita la situazione. Il discorso degli infortuni: Musetti dovrà approfondire, l’ha detto, perché non si spiega come possano succedere più volte queste situazioni“.
Ancora sul tema del toscano e su quel che ha detto Holger Rune: “Musetti, paragonato agli arrivati in semifinale, ha sempre giocato in orari scomodi e un match lungo tra quelli di una certa classifica. Diciamo che si porta dietro una stagione molto impegnativa, può anche essere una serie di cose. Non sarei troppo preoccupato, è chiaro che ora faranno tutte le indagini mediche del caso. Come ha detto Rune, ha fatto bene a fermarsi, ma va rimarcato che abbia continuato e vinto nel secondo set prima di fermarsi. Quella zona è diversa dal polpaccio. Lui ha capito l’avvisaglia di cosa voleva dire quel dolore“.
Poi c’è il tema del fatto che i riflettori ormai si stanno rivolgendo sempre più sul classe 2002 di Carrara: “Banale da dire, ma l’attenzione, l’interesse verso di lui continua a crescere con queste situazioni. Io lo paragono un po’ a Draper: tutti e due hanno guai che li limitano rispetto a quell’oltre dove potrebbero andare. Musetti ha già un curriculum di un certo tipo per i tornei dello Slam. Quasi nessuno dei paragonabili a lui ha fatto due semifinali e tutti i quarti Slam, e qui poteva arrivare la terza semifinale. C’era Artaldi, il manager, che gli è stato vicino nell’abbandonare il campo. Deve stare tranquillo, superare questo problema“.
L’argomento successivo è Jannik Sinner, e non solo per l’ultima delle sue fatiche: “Su Sinner paradossalmente si crea una situazione già alla vigilia, nella partita con Spizzirri, in cui se deve gestire solo quella situazione e non l’avversario che è nuovo… in quel momento è stato sorpreso da Spizzirri, che era condizionato dal non vederlo stranamente così incisivo. I due break avanti ripresi è una situazione che Spizzirri ha sfruttato appieno, ha dimostrato di essere un giocatore molto interessante“.
Il tema dal confronto Spizzirri-Shelton si sposta su qualcosa di più generale, cioè cosa serve a Sinner per vincere: “Con Spizzirri può giocare solo a quel livello del torneo, dove si può testare. Lì c’è stata una concausa di situazioni. Spizzirri non si aspettava giocasse in quel modo; se Sinner è arrivato in quella situazione, è anche perché il primo set è andato così. Se fosse andato via subito dopo il break, il problema si sarebbe presentato magari comunque sui 2 set a 0. Con Shelton qualunque sia il momento della partita lui è tranquillo. Shelton, al di là delle questioni tecniche, non è così tanto giocatore dal punto di vista di scelte e aver capito come giocare la partita con uno come Sinner. Con Alcaraz magari se la gioca diversamente, ma con Sinner non ce n’è, giocare con lui è la cosa peggiore che gli possa succedere. Da un po’ di tempo, secondo me, specie dopo Shanghai, è stato costretto a fare ‘il chimico’, nel senso che dosa, centellina quello che gli serve. Sta diventando incredibile in questo: a giocare quella partita. Non lo vedremo più dare 6-1 6-1 6-1 negli Slam. Non serve. A lui interessa vincere in 3 set anche con delle micropause. Ha detto che non sente di aver avuto cali. Se Darderi alza il livello non hai per forza un calo. Bisogna cercare di entrare bene nelle pieghe delle partite, e non è facile perché loro sono i primi a fare la faccia da poker. Dopo la partita con Spizzirri, Sinner si fa meno problemi. A un certo punto ha cercato di non essere più alla luce del sole. L’importante è che sappia gestire sempre meglio queste situazioni. Accetta che ci possano essere problemi anche con le condizioni di caldo. Indoor è diverso: può farsi carico di tante partite e tornei, e poi vediamo che succede. Detto tutto questo, ma Sinner alla fine dei conti è leggermente favorito rispetto ad Alcaraz? Tutti vogliono capire questo. Onestamente ho sentito l’intervista di Ferrero, che mi piace un casino e ha detto che non riesce a guardare le partite in diretta. E dice che è leggermente favorito Alcaraz perché a questo giro finora non ha perso set. Quando lui si fissa su un obiettivo, è un’altra cosa“.
Ancora sul tema infortuni muscolari e simili: “Una precisazione su Ljubicic che ha preso i crampi e ha perso 8 chili. La disidratazione è micidiale. Ricordiamo quello che ha fatto Nadal con Shapovalov“.
Ritorna poi sul momento in cui c’è stato un piccolo dubbio nel lato di Jannik: “Ho sentito l’intervista di Sinner: è vero che dall’angolo mi hanno detto di chiamare il fisio, ma non sempre quello che vedono loro è quello che succede in campo. Jannik altrimenti il fisio lo avrebbe chiamato: non ne aveva bisogno“.
Poi c’è la profezia, legata anche a un aneddoto dai quarti femminili: “Sinner diventerà la miglior risposta della storia, mi dispiace per Djokovic. Ho commentato Anisimova-Pegula. Precedenti: 3-0 Pegula. Com’è possibile? Pegula andava un quarto d’ora prima dalla parte dove serviva Anisimova. Quando conosci un giocatore e l’hai battuto tante volte, ecco le dinamiche. Anisimova era disperata“.
E sul grande rivale di Sinner: “Alcaraz non è quel tipo di giocatore che dà 6-1 6-2 6-1. Se fa un set 6-1 anche il miglior Alcaraz un minimo si rilassa per com’è fatto lui caratterialmente“.
Pronostico secco: “Per me una finale Zverev-Djokovic è impossibile. Per Djokovic“.
Si va poi su un aspetto del gioco di Sinner che è quasi paradossale, perché le percentuali di punti vinti sulla seconda dell’altoatesino sono da anni formidabili: “Tema: seconda di servizio. Che non è così veloce. Credo che l’abbia detto: sulla seconda si può migliorare. Ha parlato del servizio che oggi non è stato incredibile, ma soprattutto ha parlato della seconda“.
Curiosità sui montepremi dei giocatori: “Una cosa del montepremi che mi ha colpito: Khachanov è nei primi 30 come prize money“. E in effetti il russo a oggi è 29° davanti a gente come Lendl, Hewitt, Roddick e via dicendo.
Conclusione dedicata a Musetti: “L’importante è che per Musetti possa esserci un recupero rapido. Vedi che vinci così il primo set, poi vinci il secondo e il pensiero poteva essere che potesse essere diversa. Tutti quanti possiamo essere d’accordo che la questione Musetti-cemento non si deve più riproporre“.
