Tennis
Monaco: “Crampi a Sinner dopo un set e mezzo: questo mi preoccupa. Possono esserci strascichi”
Torna l’appuntamento con Tennismania sul canale Youtube di OA Sport TV. Si continua a parlare ovviamente di Australian Open: Guido Monaco analizza la giornata di ieri con le vittorie di Sinner, Musetti e Darderi: l’Italia qualifica per la prima volta tre giocatori agli ottavi del primo Major stagionale.
Sinner molto vicino al ritiro: “No, il sondaggio è semplicemente un gioco, perché poi ovviamente quando si va a semplificare si cerca di capire se la componente bravura, appunto, cuore è stata prevalente rispetto a effettivamente a una coincidenza temporale che è stata veramente molto, molto, opportuna in quel momento, perché secondo me da lì a 2 minuti, 3 minuti, 5 minuti al massimo potevamo essere vicini a un ritiro di Jannik che era insomma, l’avete visto, completamente bloccato, non sapeva neanche lui cosa fare. Dal box gli hanno detto cerca in qualche modo di finire questo set e poi i dieci minuti di pausa, comunque, ci sarebbero stati a prescindere dalla hit policy. E in quei dieci minuti magari avrebbe potuto fare qualcosa di più significativo per uscire da questi ennesimi, direi, crampi. Poi, appunto, detto che è intervenuta questa pausa ulteriore per la chiusura del tetto, perché ormai il limite aveva raggiunto un livello insostenibile. Lui è stato non bravo, è stato straordinario perché Spizzirri prima di tutto ha giocato e stava giocando una grande partita ed è un avversario che sicuramente vedremo crescere. È vero che a un certo punto è un po’ calato, magari non è stato così incisivo, però ragazzi. Quando avevano ripreso, Jannik era poco più che incrampato, era in condizione quasi di giocare e in condizione quasi di giocare in quella condizione, ha rimesso in piedi un set recuperando un break in maniera straordinaria, riuscendo a centellinare le energie e le giocate in maniera pazzesca. Dopodiché, al quarto set mi ha di nuovo impressionato quel guardare il cronometro fino all’ultimo secondo per cercare di guadagnare ogni attimo per non per non andare a così a sollecitare la muscolatura che stava uscendo da questa situazione di crampi, ma che poteva essere sempre latente, nel frattempo giocando comunque a tennis e correndo dietro la pallina e accelerando in certi momenti come ci ha abituato a fare. Ci sono due aspetti: ne esce secondo me con questo problema che dopo un set e mezzo si è manifestato e questo è l’allarme. No, perché al di là del fatto che il caldo era insostenibile, era un set e mezzo. Quindi oggi c’è stata una componente anche mentale. C’è una componente ormai anche mentale, difficile da quantificare, però al tempo stesso l’allarme rimane lì, ma il modo con cui lui è uscito da questo, da questo problema. È stata per me forse la più grande emozione che mi ha fatto provare Sinner da quando è sul circuito, da quando è un giocatore. È un giocatore importante perché non è non è normale quello che è riuscito a fare col timore, con la stanchezza, con l’avversario. Insomma, è venuto fuori veramente da un qualcosa che fa sembrare, secondo me, la situazione con Rune l’anno scorso e quella con Dimitrov quasi delle bazzecole. Ok, questo per dirvi che tipo di impresa credo che abbia fatto oggi. Poi è ovvio che c’è stata una componente anche favorevole di tempistiche di fortuna abbastanza clamorosa, però io non mi metterei lì a pesare le due cose. Stanno insieme le cose. Poi però quella fortuna lì lui se l’è andata a guadagnare tutta secondo me“.
Una situazione che sembrava difficilmente recuperabile per l’azzurro: “Io credo di aver detto più grande emozione che la più grande emozione che mi ha dato non ho detto la più grande impresa. Per me è stata la più grande emozione che mi ha dato perché io so perfettamente cosa vuol dire essere in preda a quei crampi, a quel tipo di crampi E lui davvero poi è riuscito a gestire per quello che era possibile, al massimo possibile. Però la situazione era drammatica, Max, cioè la situazione era, sono convinto anch’io, era finita, cioè secondo me nella tua analisi che è corretta c’è un pochino uno sminuire la situazione di cioè che era un ritiro, questo era un ritiro, capito? Non era una situazione recuperabile, ecco“.
Il ripetersi di episodi preoccupanti: “Può essere, però attenzione che sarebbe successo con un quarto d’ora in più sotto quel sole con un set sotto. E quindi in una situazione comunque completamente diversa. OK, quindi insomma dai, è stato provvidenziale, ma secondo me il fatto che la tempistica, per come dici tu, ha riguardato il torneo, non Musetti. Poi altri hanno anche hanno anche giocato qualche minuto in più perché doveva finire il game, capito? Non hanno potuto interrompere, quindi il game di Sinner è finito un po’ prima anche rispetto ad altri campi, però è stato veramente provvidenziale secondo me. Parlare di fortuna e mettere insieme le enormi risorse che ha tirato fuori, che è riuscito a trovare, non devono per forza essere in contrasto, ma devono essere una semplicemente nell’analisi di quello che è successo. Sono state grandi tutte e due, quindi. Chi sminuisce Sinner lo dice: è solo c**o. Cioè è ovvio che di nuovo siamo sempre al punto di partenza, che non si può dialogare con uno che sostiene che Sinner è dove è perché fondamentalmente è fortunato. Quindi io sono un po’ più preoccupato per il fatto che dopo un set e mezzo, è risuccesso questa cosa, poi secondo me, siccome sapevano perfettamente al di là dell’orario che sarebbe successa questa situazione, potevano sui tre campi principali far chiudere il tetto, accendere l’aria condizionata, non mettere a repentaglio nessuno, far giocare tutti alla pari e non andare a creare delle situazioni così. Sta di fatto che l’unico che è stato così male è stato Jannik che quindi c’è un problema e quindi che reputo sia fondamentalmente di ordine mentale, perché quando ti succede, ti risuccede, ti risuccede. Anche ad Alcaraz è successo a Parigi, no, tre anni fa di rimanere completamente bloccato, però poi non gli è più successo. E invece a lui siamo già al quarto, quinto episodio“.
I timori del numero due del mondo: “È una questione di programmazione. Però aggiungo solo una cosa, ripeto, per quanto lui possa partire con le sue condizioni. Per quanto fosse l’orario sbagliato, OK, ti seguo in questo è un set e mezzo, non è due ore e mezza, tre di partita; quindi, è evidente che lui in quella situazione si carica anche di un di una paura, di un timore di rimanere bloccato perché non posso credere che sia dovuto alle condizioni, perché sennò sarebbe forse da un lato ancora più grave“.
La discussione sul peso politico della Federazione: “Però, scusami, la nostra Federazione, Dario, che tanto si vanta di essere. All’avanguardia, la più rispettata, la più forte, i più bravi, i maestri più bravi, gli allenatori più bravi, i giocatori più bravi. Non riesce in una prova che lì per organizzare un quinto Slam. Vengo dietro a questa tua, secondo me, giusta osservazione. Non è in grado, a questo punto del torneo, con così poche partite, di dire, di avere un contatto politico organizzativo che sia per dire: ragazzi, ma non potete, anche solo a livello televisivo, metterci tre italiani alla stessa ora? Cioè, smettetela, ne abbiamo tre, ce ne mettete tre e allora questo dov’è questo peso? Dov’è questa importanza? Adesso io butto in ballo la federazione perché è quella che è sempre in prima linea per dire che siamo i più bravi e i più forti. E allora dov’è? Dov’è questo peso politico? Dov’è questa importanza? Quando, quando serve anche no, ma anche per tutelare gli appassionati e per tutelare in primis i giocatori. Io invece sul fatto che, voglio dire, Musetti e Machac che hanno iniziato prima, però hanno giocato quattro ore. E Machac che era in difficoltà. Musetti stava molto bene, per fortuna. Quindi voglio dire, ripeto, oggi il malessere di Sinner era un qualcosa che secondo me sfuggiva un po’ anche a questo discorso, però tre italiani contemporaneamente e a livello di terzo turno con otto partite in campo è una cosa che non si può vedere e che io spero di non vedere più“.
Il programma delle partite ha suscitato diverse discussioni e la componente mentale dei problemi di Sinner: “Quanto ne abbiamo parlato durante il turno di Shanghai di queste questioni? Ne abbiamo parlato tantissimo e posso essere assolutamente anche d’accordo da un lato. Volevo puntualizzare una cosa su quello che hai detto prima, Dario, rispetto a chi dice è solo culo no? Cioè, voglio dire, allora lì non ci mettiamo, è il solito discorso, non ci mettiamo neanche a discutere su quello. Allora, oggi c’era una quasi certezza di trovarci in questa situazione e c’erano sedici singolari. Ok, hai tre campi col tetto, metti se io sono l’organizzatore e voglio tutelare i giocatori senza andare minimamente a intaccare il discorso televisivo, anzi, perché tanto chi è che va a vedere quattro partite contemporaneamente? Quindi le potevi mettere tutte e tre sui campi principali, potevi iniziare prima e magari su un campo finivi un po’ più tardi. Pazienza, non si è voluto fare, quindi si è creata questa situazione. Per fortuna Darderi ha finito prima, perché altrimenti anche lì veniva fuori in pieno. Le scene che dici tu è vero, non le vuole vedere nessuno e non è assolutamente vero che è successo solo a Sinner, perché nei giorni precedenti, anche con molto meno caldo, avevamo parlato noi di gente incrampata, però così incrampato, tipo Shanghai, abbiamo visto solo Sinner e l’abbiamo visto dopo un set e mezzo, quindi ti do assolutamente ragione. C’è una componente mentale“.
Il peso del peggioramento delle condizioni climatiche: “Un paio di un paio di set e poco più. No, ho sbagliato io, comunque pochi, anche perché erano stati un 6-4 e un 6-3. Non può essere che un giocatore così forte, così preparato, possa avere quel tipo di crampi per caldo, sudore o disidratazione. E questo non toglie, anzi forse peggiora appunto, come dicevamo, il problema. Beh, però io aggiungo anche che è vero quello che dice Bottazzi, ma insomma, lo so anch’io che si giocava in condizioni peggiori e l’Australia è sempre stata molto calda. Io credo, senza voler fare l’esperto di clima e certe altre cose, mi riallaccio a quello che dicevo l’altro giorno, che probabilmente il sole di questi anni ha un qualcosa di diverso che io non saprei assolutamente quantificare, però se sta male ogni volta che ci vediamo una partita, una, due persone nel pubblico e prima non succedeva, ragazzi, rassegniamoci al fatto che qualcosa probabilmente è cambiato, ma non va questo a c’entrare niente con Sinner e i suoi crampi“.
La collocazione delle partite e il modo di agire del fuoriclasse italiano: “Dario, vengo su quello, seguo quello che stai dicendo e mi sono in mente due o tre cose allora. Beh, parlasi di sport outdoor, no? Voi seguiamo tutti le discipline invernali e riattaccandoci, esce il sole, nevica, uno parte con pettorale, l’altro con l’altro, le condizioni cambiano completamente. Purtroppo, sei outdoor, uno sport che non sai quando inizia, non sai quando finisce. E non puoi neanche pensare di non mettere un parametro, OK, perché tu da contestavi un pochino parametro. Io dico che tante volte il buon senso in certi casi dei regolamenti sportivi va a superare le regole, ma nettamente perché basterebbe solo un buon un buon senso per evitare queste situazioni. Detto che è uno sport che può durare cinque ore e sotto il sole, anche se senza condizioni come quelle di oggi, può diventare terribile e quindi è la problematica dei crampi dello star male. Può succedere e succede. Io, sono dell’idea che è, diciamo. Il, come dire, gli italiani. Io ho tirato in ballo la federazione perché poi sappiamo, no, che c’è anche la voce che vuole che la parte dirigenziale con dirigenti italiani, Gaudenzi eccetera, sia molto pro Italia e quando ci sono gli Slam si facciano dei dispettini perché ci sono questi due, no, chiamiamoli centri di potere. Io non lo so se è veramente così, ma sarebbe veramente misero e miserabile, visto l’importanza anche di questi di questi eventi. Io non lo voglio, non lo voglio credere, però io vorrei entrare nella stanza una volta di quando fanno gli orari di questi grandi tornei dove sono presenti, ricordiamolo, organizzatori, direttori di torneo e gruppi televisivi che hanno i diritti tv e dico, ma allora come la fa, come la mettiamo giù oggi? Allora i tre italiani subito dai, pronti via, ce li togliamo. Ma come può succedere questa cosa? Il numero 2 e il numero 5 del mondo, quindi per questo dico. Sarà la federazione, saranno i manager dei giocatori. Poi tu dici, Sinner non chiede io, è vero, perché nella sua forma mentale secondo me non c’è quella di avere favoritismi. Detto che queste cose le gestiscono un po’ di più a livello manageriale, non è che il giocatore spesso così importante va direttamente lui. Però il problema qual è? Che lui dice: io gioco il terzo turno. Con un bel margine di sicurezza, tanto di giorno prima o poi devo giocare. L’ha già fatto gli anni scorsi? No, io devo giocare di giorno prima o poi, stavolta tocca a Djokovic, andare di sera. Io vado con Spizzirri di giorno, così mi testo, anche perché poi per lui secondo me è stato anche un test, no, visto che aveva avuto quei problemi precedenti di dire vado, vado a vedere come se sono migliorato in questo contesto. In testa aveva il tarlo, è successo il patatrac. Io credo che sia andata un po’ così, ecco“.
La scelta errata di non chiudere il tetto fin dall’inizio: ” Ma non è che poi dallo stesso lato del tabellone hai due che possono vantare lo stesso credito presso gli organizzatori è chiaro che ci vuole un’alternanza. Questo voglio dire a uno che ha vinto dieci volte il torneo non è che gli puoi dire no, Sinner adesso è più forte di te e vai giù. Sicuramente c’è un equilibrio da trovare, ma oggi la soluzione era il buon senso, oggi era chiudere tutto. Giocare su tre campi e poi se le condizioni andavano migliorando. Io capisco che il torneo è outdoor, quindi magari c’è questa remora a non infrangere troppo il discorso tetto, però andava interpretata così. Se hanno preso la decisione di anticipare i match che non succede mai, tantomeno a metà torneo, evidentemente erano certi che sarebbe stata una giornata da fuori di testa. Quindi lascia stare, lascia stare il parametro, chiudi il tetto, così tutti giocano nelle stesse condizioni e poi se nel corso della giornata, la serata, tra l’altro, quando hanno aperto il tetto per Ruud-Cilic, che ho commentato per esempio. Perché verso sera quel parametro ovviamente era sceso, c’erano ancora 32 gradi alle 9 e sudavano. Cilic ha cambiato la maglietta dopo cinque game della partita, il pubblico boccheggiava alle 09:30, dieci di sera. OK, è migliorata un pochino dopo, quindi tra l’altro di sera c’era quell’umidità che invece, come diceva Dario, di giorno non c’era perché c’era un clima più secco. quindi. anche chi ha giocato la sera insomma ha avuto un pochino di beneficio ma non è stato non è stato bene“.
La crescita di Darderi: “Sarebbe anche un po’ presto per sì, però sai, magari succederà, ma anch’io credo di no, perché poi alla fine se sei cresciuto con certi valori e con certi stimoli, indipendentemente dal tuo benessere, magari con qualcuno che ti ricorda da dove sei partito, magari insomma certo è perché comunque quel tema lì del guadagno tanto troppo e sono un po’ adesso viziato mi adagio io l’ho tirato fuori l’altro giorno e ci credo ma non è per il momento. Per quanto riguarda il rovescio prendiamo in esame Sonego e Berrettini, due giocatori che sono sempre stati etichettati come due giocatori molto deboli da parte del rovescio Più vero per quanto riguarda Lorenzo Sonego, al di là del fatto che Berrettini era più forte in generale, un po’ meno secondo me, o sempre meno per Berrettini che aveva anche l’alternativa in slice, però comunque venivano sempre attaccati lì, sai? Poi mi viene in mente anche parlando con gli allenatori in questi giorni che preparavano le partite, ma questo lo dico perché comunque i giocatori poi si evolvono, no? Ieri, parlando con Danilo Pizzorno, mi dice prima della partita di Paolini con Jovic, guarda, la Jovic dalla parte del dritto fatica un po’ di più. Alla miseria. E poi vai al momento cruciale. È vero che il dritto ha concesso qualcosa, però accidenti, perché questa è una giocatrice chiaramente giovane, che è migliorata e ha un anche un grande dritto anche nel doppio. L’altro giorno mi parlavano di degli avversari di Vavassori e Bolelli come molto macchinoso e che perdeva un po’ i colpi ed è stato così, però poi li ha trovati. Insomma, a volte sicuramente. Nello scout degli avversari di Darderi c’è andiamogli a pressare il rovescio, ma io il rovescio di Darderi non l’ho mai visto. Un colpo debole era leggermente, cioè con dei difetti tecnici, era leggermente tenero per quel livello, ma migliorabilissimo e infatti ci ha lavorato e adesso è un colpo competitivo, come del resto il servizio, che ha migliorato. Però è chiaro che la forza del suo gioco è quel dritto con cui fa veramente male“.
Il carattere focoso dell’azzurro: “Ti ricordi? Ti ricordi che abbiamo commentato, credo insieme, Darderi-Korda a Parigi l’anno scorso? Ok, una giornata in cui era nervosissimo, si aveva perso e continuava a lamentarsi del grip, il grip e noi dicevamo da fuori, ma scusa, ma siamo professionisti? Cioè, era veramente impazzito? Era una vicenda molto, perché comunque loro sono un po’ naif, cioè loro vengono veramente dalla strada. E quindi anche e anche un po’ fa parte di quel mondo lì, sudamericano, argentino. Magari c’è un po’ meno cura di certi dettagli, di certe, di certe cose, o anche la loro cultura è vai e pedala e rompere le scatole“.
La variazione di condotta tattica in condizioni climatiche particolari: “Ma guarda che guarda che Toni Nadal, senza andare tanto lontano, ha cresciuto Rafa con questi precetti, non è che si andava tanto ad analizzare il cappello. Come stai? Tu alla sera, se vuoi uscire, esci. Domani però mi devi correre tre ore per me, esci pure, mangia quello che vuoi, però poi non mi mollare una palla perché sennò sono dolori. Questa è veramente la loro cultura. È ancora il bello che esista ancora in uno sport professionistico ricco come questo, ancora questo, questa veracità, no, che poi si traduce anche e lo rivediamo anche un po’ in Cobolli per certe cose, no? anche in questa giocare molto veloce, non prendersi tempo tra un Io credo che giocare contro questi giocatori sia anche molto, molto ti fa venire l’ansia perché comunque va tutto di fretta. E poi non dimentichiamoci che discorso corde, caldo secco. Sicuramente oggi la palla viaggiava moltissimo di giorno, quindi magari è per quello che si sono trovati un po’ a disagio con le incordature e poi con quel caldo, tu sai, il caldo va anche attenzione a questo. Di questo ne parliamo sempre poco, perché poi si viene a dire: ma non è stata una bella partita, ma come mai giocano così male? Come mai sbagliano così tanto? Ma quando tu giochi a quelle temperature ti frigge il cervello. Per fare pensare di fare 15-20 scambi può succedere, però farlo con continuità. Machac, se avete visto, a un certo punto ha chiuso gli occhi, ha iniziato a tirare la prima palla possibile più forte che poteva. E gli stava anche tanto dentro. Infatti, vabbè, Musetti a un certo punto è abbastanza impazzito e quindi non puoi pensare di impostare una partita come fai magari a 25 ° o come fai di solito con tuoi standard. Devi cercare subito di essere più aggressivo perché altrimenti veramente finisci altro che incrampato, aggiungo solo ha scritto la nostra ascoltatrice Giulia ha ragione l’interruzione deve avvenire nei game pari forse questo non l’abbiamo detto quindi aspettati il 3-1 di Sinner e il 2-0 di Musetti per interrompere la partita perché devi essere pari coi turni di battuta“.
L’atteggiamento di Darderi nelle sfide con i big: “Ricorderai a New York che in effetti con Alcaraz, tranne un brevissimo frangente della partita dove riuscì a agganciarlo facendo un contro break, giocò proprio con un po’ con poca convinzione. Venne sovrastato da Alcaraz“.
Le conseguenze dell’episodio di crampi sul torneo di Sinner: ” No, per tua esperienza, per mia esperienza te lo porti dietro eccome. Però è chiaro che io non ero minimamente a quel livello, non avevo quelle persone che mi seguivano a quel livello, né a livello di alimentazione, a livello mentale, non avevo la forza mentale. Quindi io confido molto nelle risorse di Sinner per venir fuori da questo che io chiamo tarlo. Noi, quando, se vi ricordate, quando a Vienna in finale con Zverev, iniziò verso fine partita ad avere un episodio di crampi, ma lì veniva da due settimane di fila ai tornei, riuscì a gestire molto bene e era dopo, era dopo Shanghai. Quindi diciamo, vedete com’è bravo a imparare? E in effetti sì, però sai, dipende da cosa stiamo parlando. C’è il leggero crampetto che puoi gestire e c’è il rischio di uscire dal campo come un baccalà. Come è successo a Shanghai, come stava per succedere oggi. Queste sono due cose, sono due cose diverse, quindi io non lo so“.
Nuovamente sul rischio corso dal numero due del mondo: “Cioè quello è stato il momento, è stato il momento in cui lui ha rischiato seriamente di finire a terra perché ha recuperato. Però io mi concentrerei su questo. Tu dici, se quando perdo imparo, lui è maestro nel nell’imparare meglio dire, ma qua non c’è un errore, capito? Questa è una cosa abbastanza irrazionale, perché non è che dici, io non mi sono preparato o posso prepararmi meglio e quindi io ho un po’ paura di questo. è un qualcosa che sfugge a un ragazzo che tra l’altro penso che sia molto razionale, molto no, che si dia delle regole e cerchi di uscire coi suoi schemi mentali. Questo lo mette in difficoltà perché lui non lo può controllare minimamente, almeno al momento. Comunque, è vero che ne è venuto fuori, però è stato a un millimetro dal ritiro. Però io ho un po’ paura che per un po’ di tempo questo discorso, questo meccanismo mentale lo possa, lo possa un po’ condizionare e ovviamente sperando di sbagliarmi. Però, ripeto, è l’irrazionalità di questa cosa, perché dopo quattro ore e mezza mi sdraio coi crampi, dico vabbè, devo allenarmi di più. ma quello non è il caso però“.
Le criticità affrontate nel passato: “E cioè, sì, ma hai fatto degli esempi corretti, ma tutti diversi. Io forse quello più quello più simile può essere quello con Rune, perché l’anno scorso di nuovo era, anche se non erano crampi, aveva una sorta di malore, colpo di sole, chiamiamolo com’era. Si è rotta la rete, si è rotta la rete, bravo. E per quello poi qualcuno dice: mannaggia, questo c’ha le ha tutte addosso, è bravo, è tutto, è già bravissimo, è fantastico, in più è anche fortunato. Però il discorso è che, ripeto, io il crampo sarà che l’ho vissuto tanto in prima persona e credo che lui sia in difficoltà proprio per il discorso che non riesce a trovare la quadra“.
La preoccupazione per la ricaduta di un problema già affrontato: “Nelle stesse identiche condizioni, uno rimane bloccato e l’altro apparentemente sta bene. Che cosa vuoi dire? Quindi è ovvio che noi stiamo guardando tutto con la lente di ingrandimento, perché c’è di mezzo, c’è di mezzo Sinner e, o comunque se ci fosse anche un grande campione straniero probabilmente lo faremmo. Però esiste un problema, esiste evidentemente un problema. Oggi io non credo che sia, ma. Ragazzi, credetemi, spero di sbagliarmi, anche perché ogni tanto la partita epica coi crampi, per l’amor del cielo, può anche essere anche per il pubblico carina, però è chiaro che non può essere una cosa che si ripresenta con una certa continuità, perché è brutto per tutti. Però io oggi non credo, temo che sia un punto di svolta ,credo che sia invece una brutta ricaduta. Si è salvato, se ha portato a casa le penne, però lui è cosciente che è stato a un a un centimetro dal ritiro. Questo secondo me aggrava il problema nel breve. Ripeto, è una mia interpretazione, non con tutto. Spero di non di non di non vederlo più in quella condizione lì“.
La costante crescita di Musetti: “Beh io ti rispondo con la continuità e soprattutto quella fame di cui parlavamo prima che sicuramente non è per un lui non è uno, secondo me, disposto a rinunciare a tutto. Gioca a un tennis anche abbastanza difficile, tende a farsi male però. Insomma, oggi, al di là della lotta, del cuore e della maturità, Musetti ci ha messo anche tanto tennis. È stato comunque, era sotto, era sotto 7-5 4-2 da lì in poi. È stato globalmente superiore nel corso nel corso del match, perché poi l’altro adottava un tennis a full risk, anche perché, come vi dicevo, secondo me non aveva grandi energie. Poi sullo scazzo col con l’angolo, purtroppo quando sei già un po’ di quel carattere e fa quel caldo, il nervosismo aumenta e tutto ti dà ancora più fastidio. Probabilmente è da imputare a quello, però il giocatore è fantastico“.
La maturazione del giocatore toscano: “Cosa che invece prima succedeva no che lui è che Musetti rischi di uscirne perché a volte trovato sempre le situazioni che poi anche lì era sempre un po’ esagerata l’etichetta che aveva di uno che mollava le partite, però sicuramente aveva dei momenti in cui si innervosiva troppo, ne usciva e avete notato quante volte prende il break e lo recupera subito. Questa è una roba da grandi campioni questa è una cosa da come quasi come adesso voglio fare il break te lo faccio però non hai la risposta di Sinner o di o di Alcaraz, quindi, è ancora più è ancora più meritevole. No, è un uomo ,adesso è un uomo che gioca a tennis, è un uomo maturo. Musetti è un uomo che gioca a tennis, che ha cambiato sguardo, poi è un essere umano e qualche smadonnamento e qualche momento a parte mi ha fatto abbastanza, allora Perlas che non è abituato evidentemente a seguire queste partite che sono sempre molto, come dire, logoranti quando sei fuori, oltre che quando sei dentro e lui non riesce, non riesce ancora a essere impassibile in certi momenti Perlas, nonostante la grande esperienza che ha“.
L’esaltazione delle peculiarità del toscano: “E li mette mai sulla partita ma allora con una condizione atletica io insisto potrei accontentarmi perché per come sono state l’ultimo anno e mezzo di difesa diciamo così o di cercare di far capire no certe qualità di Musetti direi che potrei anche accontentarmi però vado oltre. Queste qualità Musetti le ha sempre avute, cioè l’incassatore, quello capace di vincere la partita in lotta, quello che ti portava nel suo mondo. Certo che lo faceva in maniera molto meno consapevole, molto meno continua, molto meno di qualità e con molta più negatività. Assolutamente. Ma non è che lui era uno scioglitore di partita, Ok, questo io ci tengo a sottolinearlo, perché sennò si crea un equivoco che è andato avanti per tanti anni anche con Fognini in vicolo. Non era uno scioglitore di partita che adesso ha imparato a stare in tre partite, era un grandissimo agonista con delle problematiche di gestione della partita, dei nervi che lo limitavano, lo limitavano molto. Nel frattempo, sono cresciuti tanti aspetti, perché l’atleta è sempre una costruzione e adesso siamo qui con un prodotto. Spero non finale, spero che ci sia ancora del margine. Un prodotto che è uno dei migliori giocatori del mondo, a me questo fa godere, mi dà una soddisfazione che non avete neanche idea“.
I pronostici sulle prossime partite: “Se mi dai un minuto, Dario, apro la pagina del sono curioso di Sabalenka-Mboko, partite di stanotte di domani mattina zero a zero, ma Mboko io sono molto curioso perché sono convinto che a breve sarà scomoda per tutte e voglio vedere se è già pronta per rompere le scatole a Sabalenka. Putinseva-Jovic, sono 0-0. Sono molto curioso di vedere se Putinseva, che sta vincendo anche questa volta il premio simpatia, sarà in grado di destabilizzare Jovic. Perché se Jovic gioca a tennis come ha giocato con Paolini, secondo me anche questa è già bella, bella pronta. Gauff-Muchova. Quattro a zero Gauff, otto set a zero Gauff. Se c’è un dio del tennis, sono molto curioso di vedere se per una volta Muchova riesce a sfatare questa cosa che per me è incomprensibile, di non riuscire a dare problemi all’americana. E poi vabbè, Svitolina-Andreeva una partita interessante, però sono mamma mia. Sono un po’ meno sì, ci sono risvolti, però sono un po’, diciamo, dal punto di vista tennistico. Alcaraz–Paul 5-2 Alcaraz, l’ultima volta a Parigi l’anno scorso, quarti 6-0 6-1 6-4 Alcaraz, ma sono molto curioso di vedere se Paul è tornato freschissimo e brillante dalla pausa che si è preso può davvero creare problemi ad Alcaraz. Beh, Bublik de Minaur è inutile dirvi una cosa: sono curioso, tre a due de Minaur, anche se le ultime due volte l’anno scorso sono state vinte da Bublik. E poi sono abbastanza curioso di Zverev-Cerundolo, dove l’argentino stava tre a zero con Zverev nei precedenti. Poi l’anno scorso Zverev ci ha vinto un paio di volte anche in Coppa Davis. è un giocatore che Zverev soffre e quindi testeremo anche Zverev e sono molto curioso di vedere la rivincita di Medvedev con Tien un giocatore che l’anno scorso l’aveva estromesso al secondo turno aprendo di fatto la crisi pazzesca di Medvedev della dell’anno scorso“.
Il cammino deludente delle coppie di doppio: “Per onestà che i risultati dei doppi su cui insomma si puntava forte maschile e femminile misto oltre a essere stato molto molto molto deludente è anche un po’ preoccupante perché trovo che Sara Errani non sia al momento non so per quale motivo l’ombra della giocatrice straordinaria che è stata fino al finale della scorsa stagione, perché Bolelli e Vavassori l’ho espresso un po’ i miei, con tutta l’affetto le mie perplessità sul fatto che la loro coppia possa avere dei margini di crescita o che forse abbia raggiunto già dei risultati al massimo. E il misto che va bene, magari se ne parla poco o solo in certe occasioni, però insomma, perdere al primo turno è stata è stato comunque una discreta delusione. Errani e Paolini oggi hanno perso un doppio con tre match point a favore di seguito abbastanza incredibile contro le due wild card australiane e quindi anche lì ha senso, a maggior ragione se Sara è dopo e comprensibilmente dopo tutti questi anni e dopo aver vinto quello che ha vinto in doppio ultimamente, è un po’ c’è la carta d’identità, dai Guido, insomma c’è anche quello, perché io ho la sensazione anche una giocatrice meno allenata. L’ho visto in alcune situazioni da fondo campo, i riflessi sulla rete, quindi boh, magari poi è stato solo un episodio e spero anche qui di sbagliarmi. Però mi sembra che aspettarsi in questa stagione qualcosa, anche solo di vicino a quello che ci hanno dato queste coppie negli anni scorsi, credo che possa essere un po’ un rischio di illudersi un po“.
Il sogno di una semifinale tutta italiana: “Io voglio vedere la semifinale Musetti-Sinner e voglio vedere Musetti, ammesso che batta Bublik, che batta Fritz, andare una volta in un torneo tre su cinque con Djokovic e portare a casa quello scalpo lì, quello sarebbe un’ulteriore turn point che potrebbe essere. Però ragazzi, il terzo set con van de Zandschulp ha avuto due set point, l’olandese ha rischiato di perderlo, ha preso una storta. Sì, sta bene, gioca, ha giocato bene, però voglio credere che Musetti, se dovesse battere Fritz, possa per una volta anche sul cemento giocarsela alla pari e magari anche batterlo, perché è arrivato il momento, anche perché sapete come la penso su Djokovic; quindi, se qualcuno non me lo batte prima della semi, io faccio una figuraccia ulteriore“.
L’ottavo di finale Djokovic-Mensik: “Negli ottavi Djokovic ha Mensik, la rivincita della finale di Miami, è la rivincita di quella partita perché poi avevano giocato in precedenza una volta aveva vinto Djokovic, ma soprattutto perché adesso Mensik è un’altra cosa rispetto ai mesi scorsi dai dovrebbe essere più competitivo”. Sì a sprazzi a sprazzi oggi è stata una bella battaglia perché Quin gioca molto bene ha vinto due tiebreak, però una partita che poteva anche allungarsi nei momenti importanti è stato è stato bravo, cioè lui, secondo me le incognite sono legate un po’ al rendimento del dritto. Se riesci a consolidare quel colpo, poi è indubbio che possa diventare un giocatore importante, però non è non è così scontato”.
