VelaVideo Interviste
Medea Falcioni: “La Medal Series ha senso, ma i punti della settimana andrebbero in qualche modo considerati”
Medea Falcioni è stata ospite di Talent Zone, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha tracciato un bilancio della stagione appena passata agli archivi, della capacità di gestire la pressione durante le gare, dei propri punti di forza e degli aggiustamenti che si potrebbero apportare al format di gara.
Il bilancio della stagione appena conclusa: “È stato davvero un anno strepitoso, ricco di tanta soddisfazione, con tanto impegno dall’altra parte messo, e la regata che ho sentito più mia, in generale che mi è piaciuta di più, potrei quasi dire che è stata sicuramente la Youth Sailing, con la Nations Cup alla fine dell’anno. Infatti Europei e Mondiali erano regate singole, a cui avevo già partecipato anche in altri anni, seppur in categorie diverse, mentre invece la Youth Sailing è una regata in cui partecipava solo uno, un maschio ed una femmina per ogni classe velica, in cui quindi ci si scontra contro gli altri avversari della propria classe per poi creare anche la classifica a squadre, che poi determina il vincitore della Nations Cup. È sicuramente un’esperienza nuova, non ero mai stata chiamata a fare questo tipo di regata, e vincerla dopo averla fatta per la prima volta è sicuramente un’emozione enorme“.
Le emozioni da gestire durante le gare: “Penso sia chiaro che dipenda dalla posizione in cui si entra dentro questa Medal Series, di solito la disputa o la top eight, quindi i primi otto della regata o i primi 10 della settimana. È chiaro che se si entra decimo non si può finire peggio della posizione in cui si è entrato, quindi non ci sono grandi ansie. D’altra parte se invece si entra primo o secondo, o comunque in una zona podio, con magari tanti punti di vantaggio rispetto a quelli che si hanno dietro, allora sicuramente l’ansia è maggiore. Io personalmente quest’anno sono entrata prima al Mondiale e seconda degli Europei, a pochi punti dalla prima, quindi sicuramente l’ansia da gestire era tanta. Per prepararci a questo tipo di competizione abbiamo anche dei mental coach o in generale dei professionisti che ci seguono, però sicuramente la chiave di volta per imparare a reagire bene a questo tipo di regata è l’esperienza: più Medal Race si fanno, meglio reagirai la volta dopo“.
I punti di forza dell’azzurrina: “Parlando della crescita nelle Medal Series, magari un miglioramento della gestione dell’ansia proprio a livello di prestazione, invece la caratteristica personale che mi porto dietro è sicuramente la voglia non tanto di vincere, ma di soddisfare o battere le mie aspettative. Io sono una persona che si pone obiettivi abbastanza alti, che si aspetta tanto da se stessa, e quando riesco a colmare le mie aspettative, a raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissata, allora lì effettivamente sono soddisfatta. Questa caratteristica in generale mi contraddistingue un po’ di più delle regate, ma anche nella vita probabilmente“.
I miglioramenti che si potrebbero apportare al format di gara: “La Medal Race, e in generale questo tipo di regata, che coinvolge dai primi 12, ai primi 10, fino ai primi 8 della classifica, c’è da quando il windsurf esiste, da quando il windsurf è arrivato alle Olimpiadi c’era già la Medal Race, quindi questo formato si è sviluppato dall’inizio. Quello che è successo poi, che ha creato anche un po’ di scompenso all’interno della classe, è stato quando a Parigi 2024 per la prima volta si è cambiato il formato, quindi invece di conservare i punti della settimana, e magari dare un valore maggiore a questa regata singola con punteggi doppi, si è adottato un sistema in cui i punti non contano più, in cui l’unico piccolo vantaggio che si ha è quello determinato dalla posizione della settimana. Si potrebbe ritrovare una situazione per cui il primo magari ha 20 punti di vantaggio rispetto al secondo e tutti questi vengono persi, o addirittura in una situazione in cui magari il terzo ed il quarto sono distanti un solo punto, ed il terzo ha un vantaggio enorme rispetto al quarto, che appunto in settimana gli era attaccato, quindi questo ha creato un po’ di difficoltà nella gestione, è stato voluto per ragioni soprattutto mediatiche, affinché lo sport fosse seguito maggiormente, per rendere la regata un po’ più facile da seguire e per cercare di definire meglio i tempi in cui si gareggiava, quindi rendere le competizioni brevi, con un formato veloce, in cui c’erano più gare in cui poche persone si scontravano, e quindi risultava più facile per essere capito. Dal mio punto di vista la Medal Series sicuramente è interessante, migliora la visibilità e rende più facile per le persone capire uno sport come la vela, che appunto è di difficile comprensione, ma sicuramente è da gestire, a modo di vedere, meglio di come è stata a Parigi. I punti dovrebbero essere in qualche modo considerati o almeno i vantaggi dovrebbero essere definiti meglio“.
