Tennis
Marion Bartoli svela un retroscena su Jannik Sinner: “Sono rimasta senza parole”
Non sempre sono le coppe a raccontare davvero chi è un campione. A volte basta un gesto, una parola detta nel momento sbagliato, o forse in quello più difficile, per svelare una mentalità fuori dal comune. È in questa prospettiva che assume un valore particolare il racconto di Marion Bartoli, emerso durante un intervento a BBC Radio 5 Live, relativo a Jannik Sinner subito dopo la finale del Roland Garros 2025.
L’azzurro era appena uscito sconfitto da una delle partite più dure della sua carriera. Una di quelle che fanno male non solo per il risultato, ma per ciò che rappresentano: un sogno sfiorato, una vetta mancata di poco. In situazioni simili, il tennis, sport profondamente solitario, spesso amplifica frustrazione, rabbia e silenzi. E invece Sinner ha scelto una strada diversa.
Bartoli, presente alla cerimonia di premiazione per consegnare i trofei, si è trovata davanti un giocatore provato, certo, ma non chiuso nel dolore. Al contrario, Jannik si è alzato per salutarla, l’ha ringraziata e si è persino soffermato a farle i complimenti per il lavoro svolto durante il torneo, augurandosi di rivederla a Wimbledon. Un dettaglio solo in apparenza marginale, che però dice molto di più di mille statistiche.
“Ero sbalordita. Se avessi perso una partita del genere, avrei distrutto tutto ciò che avrei visto negli spogliatoi e certamente non avrei potuto parlare con nessuno in quel modo. È qualcuno di diverso, lo ha dimostrato vincendo a Wimbledon poche settimane dopo“. Ed è proprio qui il punto: Sinner non ha negato la delusione, non l’ha repressa. L’ha attraversata. Ha accettato la sconfitta senza lasciare che diventasse veleno, trasformando le lacrime di Parigi in un seme da coltivare.
La sua forza, oggi, non risiede soltanto nei colpi o nella preparazione atletica, ma in una maturità emotiva rara. L’azzurro ha dimostrato che il vero salto di qualità avviene quando una sconfitta non spezza, ma costruisce. Ed è così che un campione impara a sorridere proprio dove, poco prima, aveva pianto.
