Tennis
Jannik Sinner non gioca un torneo ATP prima degli Australian Open dal 2023. I tre appuntamenti prima dello Slam
Negli ultimi anni ci siamo abituati a uno Jannik Sinner senza tornei veri e propri prima degli Australian Open. Un fatto che, col passare del tempo, è diventato sempre più frequente per i giocatori di vertice. La ragione si lega al cambiamento delle abitudini di inizio anno, e soprattutto a un tema di calendario. Fino al 2019 non era raro (anzi) vedere i migliori giocatori far tappa a Doha, che costituiva l’ATP 250 più ricercato di tutti anche a scapito dei tornei in Australia. Il 2020 è stato un anno di transizione, poi c’è stato il Covid e poi ancora la rimodulazione della stagione con il torneo qatariota ormai finito a febbraio. Talvolta si vedeva Nadal in India o Federer in Australia, ma Doha rimaneva comunque una specie di punto di ritrovo importante.
Oggi non è più così, e vuoi perché l’ex ATP Cup ora United Cup ha preso piede, vuoi perché sono proprio cambiate le logiche di avvicinamento allo Slam di Melbourne, ecco che i big hanno il più delle volte preferito altre strade, dalle esibizioni più o meno tradizionali fino alla settimana di avvicinamento al primo dei quattro tornei maggiori dell’anno. Sinner non fa eccezione, essendo anch’egli entrato nella parte che riguarda i giocatori di maggiore esposizione (e ranking, naturalmente).
Va detto che Jannik, dal 2020 al 2023, i tornei pre-Australian Open li ha frequentati. Nel 2020 giocò a Bendigo (Challenger), e fu battuto dal finlandese Emil Ruusuvuori, oggi in una situazione difficile sotto molteplici aspetti (gli si augura soltanto il meglio), e poi ad Auckland, in Nuova Zelanda, dove fu sconfitto dal pirotecnico francese Benoit Paire. Del 2021 fu la sua seconda vittoria a livello ATP, quella di Melbourne, quando tutti i tornei 250 del periodo furono spostati lì per le rigidissime misure anti-Covid australiane. Fu un derby con Stefano Travaglia a certificare il successo di Sinner, anche se questo gli costò di fatto il primo turno degli Australian Open contro il canadese Denis Shapovalov a causa di un perfido mix di rinvii, piogge e programmazione. Nel 2022 l’unica volta in ATP Cup, con un tris di vittorie in singolare e un paio di doppi giocati assieme a Matteo Berrettini. Nel 2023, infine, quarti di finale ad Adelaide, in cui perse dall’americano Sebastian Korda.
Dal 2024, però, sono cambiate le cose. Jannik ha giocato in quell’anno due partite al Kooyong Classic, lo storico evento di esibizione che si tiene sui campi che vedevano giocarsi gli Australian Open versione Melbourne prima dello spostamento a Melbourne Park (ex Flinders Park). Nel 2025, invece, scelse direttamente la Rod Laver Arena per giocare prima contro l’australiano Alexei Popyrin e poi contro il greco Stefanos Tsitsipas. Finora tutto ha portato bene, perché poi il classe 2001 di Sesto Pusteria, nei match che contavano, si è imposto. E sono stati il primo e terzo Slam della sua carriera.
In questo 2026 la questione, nei fatti, non cambia. Restano due gli incontri di preparazione (non volendo includere il Million Dollar One Point Slam, che non si può certo far assurgere al rango di incontro a tutto tondo per la natura dell’evento del 14 gennaio). Il primo è quello che, il 10 gennaio alle 8:00, vedrà un altro Sinner-Alcaraz, stavolta a Seul, capitale della Corea del Sud. Esibizione, né più né meno. Nell’Opening Week di Melbourne, parallela al tabellone di qualificazione, Jannik si cimenterà invece nel confronto con uno dei giocatori più caldi del finale di 2025, il canadese Felix Auger-Aliassime. Appuntamento per il 16 gennaio.
