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Pallavolo

Coppa Italia femminile, Torino capitale del volley per un week end: Conegliano-Novara e Scandicci-Chieri valgono la finale

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Alice Degradi
Alice Degradi/LVF

Torino torna capitale del volley con le Finali di Coppa Italia Frecciarossa 2026, in programma sabato 24 e domenica 25 gennaio alla Inalpi Arena: quattro big, due semifinali secche e una finale che assegnerà uno dei trofei più pesanti della stagione. Il format non concede appelli e, a poche settimane dall’ingresso nella fase decisiva del campionato, la Coppa diventa un test di livello assoluto anche in chiave playoff.

Il primo incrocio del sabato (ore 15.30) mette di fronte le campionesse in carica della Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano e la Igor Gorgonzola Novara, una sfida che profuma di “classica” recente e che ripropone la semifinale della scorsa edizione. Conegliano, che ha appena confermato per la prossima stagione Gabi e Haak, gettando basi solide per il futuro, arriva da capolista in A1 (57 punti in 21 gare, 20 vittorie) e con un cammino che certifica continuità e profondità: il 3-0 a Vallefoglia e il 3-0 a Bergamo hanno ribadito la capacità di comandare i set anche quando il ritmo sale. In più, in stagione l’Imoco ha già incrociato Novara in campionato imponendosi 3-1 (4 gennaio) ma lo scorso anno Novara fu l’unica squadra che riuscì ad infliggere una sconfitta alle venete e questo in casa Imoco non lo hanno dimenticato.

Novara, quinta in classifica (43 punti), si presenta a Torino dopo un’altalena significativa: la sconfitta al tie-break a Scandicci e quella a Conegliano non cancellano però la qualità di un gruppo che nei quarti ha già fatto fuori una corazzata come Milano (3-1) e che nell’ultimo turno ha rilanciato il proprio momento con un netto 3-0 su Perugia. La chiave, per la Igor, è chiara: evitare passaggi a vuoto e tenere alta l’efficienza nelle fasi decisive, perché contro Conegliano il rischio è sempre quello di restare attaccati al punteggio e poi pagare due rotazioni in cui l’Imoco spinge forte con muro-difesa e contrattacco.

Alle ore 18.00 la seconda semifinale accende una cornice speciale, perché la Reale Mutua Fenera Chieri ’76 gioca praticamente “in casa”, a pochi chilometri dal proprio palazzetto, contro la Savino Del Bene Scandicci. È una sfida che intreccia classifica e identità: Scandicci è seconda in A1 (54 punti, 19 vittorie) e arriva da segnali robusti, tra cui il 3-0 a Bergamo e la solidità mostrata in Champions, pur con lo stop contro il VakifBank. Chieri è quarta (47 punti) e si è guadagnata Torino passando da una vera battaglia nei quarti, vinta al tie-break contro Busto Arsizio, oltre a un campionato in cui ha dimostrato di saper soffrire (vedi il 3-2 esterno a Bergamo) e di saper cambiare pelle tra set equilibrati e set dominati.

L’incrocio diretto in regular season racconta un’indicazione netta: Scandicci-Chieri 3-0 (12 novembre), ma da allora sono cambiate molte cose, soprattutto nella maturità con cui Chieri gestisce i finali dei set e nella capacità di tenere il cambio palla anche quando la ricezione esce dalla comfort zone. Per Scandicci l’obiettivo è arrivare alla finale con una prestazione “da grande squadra”: servizio incisivo, continuità di side-out e lucidità nei set che inevitabilmente si decideranno sopra quota 20. Per Chieri, invece, pesa il fattore emotivo: giocare a Torino significa avere un’energia extra, ma servirà trasformarla in ordine tattico, perché la Savino Del Bene non perdona le forzature e sa punire ogni break con parziali improvvisi.