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Alex Vinatzer: “Devo limitare la mia indole, progetto che si vedrà nel tempo. A Campiglio nella posizione di cacciatore”
Alex Vinatzer è stato ospite di Salotto Bianco, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha parlato alla vigilia dello slalom in notturna sul Canalone Miramonti di Madonna di Campiglio, a meno di un mese dalle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
I miglioramenti nella sciata raggiunti rispetto alla scorsa stagione: “Basta vedere un po’ i video degli anni scorsi, avevo un po’ quest’indole di voler far colpo, di rischiare un po’ troppo, e da subito allo Stelvio a giugno abbiamo messo come goal ‘Less is more’, e quindi col lavoro dei due raduni ad Ushuaia abbiamo cercato di creare una sciata un po’ dalle basi, e sicuramente ci stiamo continuando a lavorare, è un progetto, secondo me, che non si può risolvere in una stagione, ma sono contento che stia già dando i suoi frutti di solidità. Forse anche dal punto di vista mentale mi viene un po’ più facile concentrarmi su questi aspetti e prendere giorno per giorno per fare il meglio che posso nella situazione“.
Gruppi di merito e pettorali di partenza: “Gli obiettivi che ci eravamo posti a giugno erano di essere nei primi 15 in due discipline per Natale, in gigante per fortuna siamo quasi a ridosso dei 7, in slalom mancavano pochi centesimi per essere a Campiglio nel primo gruppo, però alla fine se continuo a portare prestazioni in questo modo… Ovviamente spero vivamente di poter partire nelle prossime gare nei top 15. Sicuramente ci vogliono i risultati, però come abbiamo visto anche lo slalom è una lotteria, quindi credo che sia possibile. Credo sia la disciplina più aperta, anche dove magari in una manche il pettorale può contare un po’ di meno, però cerchiamo comunque di metterci nelle posizioni giuste per poter attaccare“.
Sulla gara di Madonna di Campiglio: “Credo che sia molto importante ricordarsi un po’ delle esperienze degli anni passati, perché abbiamo spesso avuto un manto molto simile, molto omogeneo, quindi si sanno più o meno i passaggi dove si fa la differenza, si sanno i passaggi dove si possono perdere le gare. Dal punto di vista tattico, va bene la tracciatura che può cambiare, ma in generale il Canalone Miramonti è uno sprint ad alta intensità, col muro in mezzo dove non si possono fare errori grossolani. Ovviamente nella prima manche col mio pettorale si cerca di fare una bella manche, bella solida, per mettermi nella posizione da cacciatore, per poi poter fare il colpo e cercare di recuperare qualche posizione“.
La condizione fisica e mentale: “Dal punto di vista fisico non è mai stato un gran problema per me, sono sempre stato abbastanza capace di tenere carichi di lavoro alti, anche in gara tenevamo l’intensità alta dall’inizio alla fine, avevamo avuto un po’ di difficoltà a cambiare dal punto di vista mentale, di testa, nel non voler andare ad ogni gara per vincerla. Ovviamente vuoi sempre vincere, però, dal punto di vista mentale, per come sono fatto io, se penso a vincere la gara tendo a strafare, a fare degli errori superflui, e quindi ogni tanto devo andare in partenza, fare il piano di battaglia, e non di far di meno, ma di fare quello che faccio in allenamento, senza pensare a voler fare di più, poi una volta fatto quello si fa il piano dove posso ancora limare qualcosina, dove c’è stato un passaggio, un pezzo di pista, in cui mi sono sentito quasi troppo in riserva, o dove ho rischiato un po’ troppo, perché comunque è quello un po’ quello che cerco di fare, però è più importante per me non cercare di ambire in partenza al risultato, ma ad una sciata come in allenamento, quasi come se fosse da ripetere ed avere in testa di raggiungere l’obiettivo tecnico più della velocità. Mi piacerebbe, per carità, pensare ‘Adesso vado e spacco tutto’, è la mia vena, la mia indole, mi piace, però purtroppo non funziona con me“.
Sono passati oltre 20 anni dall’ultima vittoria di un italiano a Madonna di Campiglio: “Alla fine non è che vengo qui per fare quinto o sesto, ovviamente poi cerchi di fare il meglio, come diceva il mio ex allenatore ‘Se qualcuno è più bravo di te quel giorno, chapeau’, però sicuramente voglio andare lì e giocarmela con gli altri“.
