Tennis
Jannik Sinner, Australia Day con vista sul bis. Sfida a Zverev nella finale degli Australian Open

Cade in un giorno davvero particolare la finale degli Australian Open. Il 26 gennaio, infatti, in tutto il Paese è l’Australia Day, il giorno nel quale si ricorda lo sbarco della First Fleet nella baia di Sydney, avvenuto proprio il 26 gennaio del 1788. Le 11 navi comandate da Arthur Phillip arrivarono in quello che oggi è il Nuovo Galles del Sud. Qui siamo però nella Victoria, a Melbourne, e tornano a sfidarsi i primi due giocatori del mondo nell’ultimo atto del primo Slam dell’anno. Da una parte Jannik Sinner, dall’altra Alexander Zverev. L’ora X: le 9:30.
Per la prima volta dal 2019 i migliori due giocatori del seeding si affrontano in finale nello Slam d’Australia: l’ultima si era verificata nel 2019, quando Novak Djokovic inflisse una delle più dure sconfitte nel match conclusivo di uno Slam a Rafael Nadal. Complessivamente l’evenienza si è già verificata 11 volte: in sette occasioni ha vinto il numero 1, in quattro il numero 2. Nel complesso, è la 52a finale tra i primi 2 in tornei dello Slam, con bilancio in questo senso estremamente equilibrato: 26-25 per il numero 1.
Tanto per Sinner quanto per Zverev è la terza finale Slam: Jannik ha vinto le sue due, a Melbourne contro Medvedev un anno fa, con annessa rimonta, e a New York contro Fritz, mentre il tedesco è stato sconfitto da Thiem agli US Open 2020 e da Alcaraz al Roland Garros 2024. Tra i giocatori in attività raggiungono Cilic e Ruud, in una classifica che attualmente, tra i giocatori in attività, vede ovviamente davanti Djokovic con 37, poi Medvedev a 6, Alcaraz e Wawrinka a 4. Il numero 1 al mondo tenta di diventare l’ottavo a vincere tre Slam ai primi tre tentativi: prima di lui ci sono riusciti Connors, Borg, Edberg, Kuerten, Federer, Wawrinka e Alcaraz. Quanto al numero 2, invece, tenta di ripetere quanto già compiuto da Lendl, Vilas e Medvedev, che conquistarono il primo Slam al terzo tentativo.
Leggermente più tempo speso da Sinner in campo rispetto a Zverev, ma tra le 15 ore e 4 minuti dell’altoatesino e le 13 ore e 22 del nativo di Amburgo passa un dettaglio fondamentale: la semifinale con Djokovic il secondo l’ha giocata per un set, visto il ritiro del serbo. Per Jannik c’è oggi la possibilità di diventare il primo giocatore italiano a vincere tre Slam in singolare, staccando in questo modo Nicola Pietrangeli, che pre-Era Open si è fermato a quota 2 (Roland Garros 1959 e 1960). L’italiano può diventare l’undicesimo giocatore a difendere con successo il proprio titolo in Era Open (gli unici ad averlo fatto in più occasioni sono Djokovic e Federer). A proposito di primati, Zverev punta a diventare il primo tedesco a vincere in Australia dopo Boris Becker: sono passati 29 anni.
Differenti le vigilie dei due giocatori: Sinner si è allenato al coperto, come già nei giorni scorsi, mentre Zverev ha scelto (e ad alta intensità) la Margaret Court Arena, il secondo campo più importante del torneo da alcuni anni. Filosofie diverse nell’attesa di quello che è il settimo confronto tra i due. Ed è anche, il tedesco, uno dei pochissimi con cui ormai l’azzurro è sotto nei confronti diretti: 2-4. Jannik ha vinto il primo e l’ultimo di tali incontri: al Roland Garros 2020 in quattro set (e parecchie scuse accampate dal tedesco nei giorni successivi) e nella recente semifinale del Masters 1000 di Cincinnati durata oltre tre ore. Anche se le altre quattro sfide sono sempre state ricche di spunti e lotta, ha sempre prevalso Zverev. Due le più dolorose sconfitte per Sinner: quarti di Montecarlo nel 2022 e ottavi agli US Open 2023.
Tante le possibili chiavi di lettura del match, tutte legate al fatto che il tedesco sa come reggere l’onda d’urto di Sinner. I due sanno come tirare vincenti da un po’ tutte le parti, la diagonale del rovescio non è un vero e proprio handicap. E poi Zverev ha la capacità di tirarsi fuori da parecchie buche con il servizio, mentre di contro Sinner ha sostanzialmente la seconda più difficile da affrontare del circuito, un colpo che da sempre gli porta notevoli soddisfazioni. Servirà però un’alta percentuale di prime in campo: fino ad ora il rendimento nel torneo si è aggirato attorno al 60%, mentre Zverev, escludendo per ovvie ragioni il match contro Djokovic, è partito nella zona del 75% per poi calare un pochino.
Certo, un fattore esiste ed è molto importante: quello dei momenti topici in giornate come queste. Zverev, nella sua memoria, ha due rimonte subite nelle finali Slam, Sinner ne ha una compiuta e un’altra tenuta tranquillamente a bada. E questo potrebbe fare parecchia differenza, oltre ad essere uno dei motivi per cui viene data una preferenza nei pronostici al classe 2001 di Sesto Pusteria. Un giocatore che, va ricordato, ha nella capacità di ribaltare le situazioni dal difficile all’impossibile una caratteristica spesso sottovalutata nel 2024 dominato, ma che è ben presente in varie versioni del 2022 e 2023.
Quella di oggi sarà una finale Slam che segnerà il ritorno della trasmissione in diretta in chiaro di una finale Slam in tv, visto l’inserimento in corsa di Nove annunciato fin dalla serata di venerdì. Simile decisione si è avuta in Germania, dove, nonostante la presenza di Eurosport 1 in chiaro (un caso unico in Europa), anche il gruppo RTL ha deciso di inserirsi per la trasmissione dell’ultimo atto in un panorama televisivo infinitamente più complicato di quello italiano. In breve, un vento d’attesa fortissimo quello che coinvolge sia Italia che Germania.