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MotoGP, nel GP delle Americhe Jorge Martin proverà a fare in campionato ciò che fa in pista. Andare in fuga

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Jorge Martin
Jorge Martin - IPA Sport

La MotoGP riparte dalla sua “nuova patria”, ovvero gli Stati Uniti. Incidentalmente, domenica 14 aprile, verrà corso il Gran Premio delle Americhe. Sarà il primo dopo l’annuncio del passaggio di proprietà dell’intera categoria dalla spagnola Dorna, che teneva le redini del Motomondiale dal lontano 1992, alla statunitense Liberty Media. Un segno del destino?

La si veda come si vuole, si tratta di questioni amministrative e politiche, le cui conseguenze sono tutte da valutare. Viceversa, sul piano agonistico, si riparte da una certezza, leggasi Jorge Martin. Lo spagnolo sta provando a fare in campionato ciò che è abituato a mettere in pratica in pista, ovverosia andare in fuga. L’iberico ha già 18 punti di vantaggio su Brad Binder e ben 37 su Francesco Bagnaia.

Quest’ultimo paga la caduta di Portimao, altrimenti avrebbe potuto essere relativamente a contatto con il madrileno, ma quanto accaduto in Portogallo lo obbliga già a inseguire. Pecco non si può permettere troppi passi falsi, anche perché il compagno di squadra Enea Bastianini è partito con il piglio giusto. Austin è un tracciato dove il riminese ha vinto in passato, dunque attenzione a “La Bestia”.

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Attenzione, però, anche a Marc Marquez. Il trentunenne iberico è in Ducati per vincere, non per piazzarsi. Il Circuit of the Americas è uno dei suoi storici feudi. L’ambizione è, chiaramente, quella di fregiarsi del primo successo della carriera su una Desmosedici. Sarà il contesto texano quello buono per emergere?

In tema di emergenti, riflettori puntati su Pedro Acosta. La partenza è stata ottima, il rookie ha avuto un impatto notevole con la MotoGP. Ktm punta forte su di lui, giocoforza già diventato una delle principali alternative allo strapotere dei ducatisti.

Fra questi, si attende un segnale di vita da parte di Marco Bezzecchi. Impalpabile in Qatar, opaco in Portogallo. Quantomeno s’è visto un progresso, ma sinora il suo 2024 è ben al di sotto delle aspettative. Austin può rappresentare il primo squillo? A giorni, la risposta.

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