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Pattinaggio artistico, Pechino 2022: Yuzuru Hanyu, la non caduta di un pattinatore immortale

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Poteva scegliere la via facile Yuzuru Hanyu, quarto classificato alle Olimpiadi di Pechino 2022 nel libero maschile di pattinaggio artistico. Dopo uno short problematico, contrassegnato da una sbavatura sanguinosa nel quadruplo salchow, poteva puntare sulla qualità e sulla pulizia, risalire la china, e conquistare una medaglia, non più d’oro come le due ottenute a Sochi 2014 e PyeongChang 2018, bensì di un altro, dignitosissimo, metallo.

Ma l’obiettivo del nipponico, alla terza volta nella rassegna a cinque cerchi, non era il podio, ma un altro, paradossalmente più ambizioso: provare l’impossibile, sfidare le leggi della fisica, scrivere pagine di storia, ruotare il quadruplo axel. Ecco allora che nella mattina italiana di giovedì 10 febbraio, precisamente alle 5:16, il pattinatore di Sendai ci ha provato, cadendo ma confezionando forse la miglior realizzazione mai vista fino a questo momento.

Questo è sempre stato Yuzuru Hanyu, un atleta talmente innamorato della proprio sport tanto da mettersi, in qualche modo, da parte. Quanto successo oggi nello specifico, tolti i tecnicismi, tolta una seconda caduta nel quadruplo salchow probabilmente sintomo di una condizione non al top, ha semplicemente del commovente. Del nipponico a Pechino 2022 non resterà la medaglia di legno ma l’ambizione, la voglia di andare sempre al di là delle aspettative degli altri, al di là della competizione, al di là di tutti.

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Hanyu ha provato l’ebrezza di rischiare, lui sì che se lo può permettere, cadendo giù dal podio. Ma, da sempre e per sempre, resta e resterà al di sopra di tutti, nell’Olimpo, a guardare gli altri, così normali, rispetto a lui, alieno tra i terrestri.

Foto: LaPresse