Atletica, Mondiali U20, prima giornata. In finale Lorenzo Benati, Davide Costa e la 4×400 mista. Bene i velocisti

Italia subito protagonista nella prima mattinata di gare del Mondiali Under 20 in programma a Nairobi in Kenya. Gli azzurri conquistano tre posti in finale e possono contare su un buon numero di atleti che ha superato lo scoglio dei primi turni. Mancano all’appello tante Nazionali, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Australia, Cina, Norvegia le più importanti, e si nota subito nel numero degli atleti al via nei primi turni: nei 400 si passa direttamente alle semifinali, nell’eptathlon sono addirittura solo otto le atlete in gara.

Non manca, però, lo spettacolo che inizia con le batterie della 4×400 mista che promuove l’Italia in finale con il settimo tempo: gli azzurri Stefano Grendene, Federica Pansini, Angelica Ghergo e Francesco Pernici chiudono nella piazza d’onore nella seconda semifinale alle spalle della dominante Nigeria (3’21”66) e, con 3’28”00 si qualificano per una finale che si preannuncia molto aperta e che potrebbe riservare loro qualche soddisfazione. Oltre ai nigeriani nell’atto conclusivo l’Italia troverà India, Repubblica Ceca, Giamaica, Polonia, Sri Lanka e Sudafrica.

Italia in finale anche nel lancio del martello maschile con Davide Costa che, proprio in chiusura, trova il lancio giusto: 70.31, che vale il settimo posto nel suo gruppo e l’undicesimo globale. Niente da fare, invece, nell’altro gruppo per Gregorio Giorgis che colleziona tre nulli. In finale con Costa vanno Dolezalek (Cze), Ntouzakis (Gre), Menzia Zayas (Cub), Katzberg (Can), Bruxelle (Fra), Pilat (Pol), Ziogas (Gre), Jimenez 8Esp), Harkonen (Fin), Andreev (Bul), Yakushkin (Rus).

Il più atteso, Lorenzo Benati, argento individuale agli Europei di Tallinn, conquista un posto in finale nei 400 piani chiudendo al secondo posto con un 46”28 (quarto tempo complessivo ad un centesimo dal terzo) sicuramente migliorabile, la prima delle tre semifinali. Meglio di lui in batteria hanno fatto il messicano Aviles Ferreiro che ha vinto la prima batteria in 45”63, nuovo record dei campionati, il rappresentante del Botswana Pesela (45”88) e il sudafricano Nortje con 46”27. In finale anche Samukonga (Zam), Roth (Can), Pillay (Rsa) e Chemelil (Ken).

Buone notizie per l’Italia arrivano anche dalla velocità. In campo maschile i due azzurri hanno superato il primo turno conquistando un posto nelle semifinali del pomeriggio: Matteo Melluzzo con 10”46 ha fatto segnare l’ottavo tempo complessivo frenando nel finale e chiudendo secondo nella sua batteria. Angelo Ulisse, invece, ha concluso la batteria al quarto posto (passavano i primi tre) ma è rientrato nei tempi di ripescaggio con 10”57.

In campo femminile semifinale conquistata dalla promettente Gaya Bertello, che ha corso in 10”86 con -0.1 di vento contrario, mentre non ce l’ha fatta a superare il turno Antonella Todisco che ha chiuso al penultimo posto la sua batteria con 12”15. Si è fermata in semifinale (primo turno) l’avventura di Alexandra Almici nei 400 piani: per lei sesto posto con 55”70 nella seconda batteria e 14mo tempo complessivo. In finale Uko (Ngr), Lesiewicz (Pol), Chelangat (Ken), Habbathanahalli Mohan (Ind), McCannuff (Jam), Precious (Rsa), Clayton 8Can), Kharashchuk (Ukr).

Non c’erano azzurri al via della qualificazione del peso che ha promosso in finale Vázquez Gómez (Cub),  Bryhi (Blr), Borodayev (Rus), Ramadani (Kos), Ghashghaei (Iri), Lawrence (Jam), Misouski (Blr), Parlak (Tur), Vogel (Sui), Horváth (Hun), Singh Dhaliwal (Ind), Gökalp (Tur) e non c’erano azzurre nell’Eptathlon che ha vissuto le sue prime due prove con la finlandese Vanninen in testa (1989) davanti alla austriaca Kreiner (1860) e all’estone Enok (1855).

Nel pomeriggio finali dell’asta donne e dei 3000 uomini senza azzurri e della 4×400 mista con l’Italia al via, oltre alle semifinali dei 100 maschili e femminili, il peso e i 200 dell’eptathlon e le qualificazioni del giavellotto uomini con Michele Fina e Giovanni Frattini.

Foto Fidal/Colombo

Leggi tutte le notizie di oggi su OA Sport

LA NOSTRA STORIA

OA Sport nacque l'11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L'attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell'arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all'Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.


Lascia un commento

F1, cancellato il GP del Giappone! Anche nel 2021 non si correrà a Suzuka, come cambierà il calendario?

Ciclismo, Davide Cimolai lascia la Israel Start-Up Nation e firma per la Cofidis