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Wimbledon 2021, Matteo Berrettini: perseveranza, cultura del lavoro e il demiurgo Santopadre

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Perseveranza e cultura del lavoro: sono questi gli ingredienti della torta gustosa di Matteo Berrettini. L’azzurro è diventato il primo italiano della storia a conquistare la Finale a Wimbledon, piegando con il punteggio di 6-3 6-0 6-7(3) 6-4 il polacco Hubert Hurkacz.

Un sogno che si realizza“, le parole di Matteo al termine del match, lui che per costruire il proprio tennis è partito da molto lontano, sotto la guida attenta di Vincenzo Santopadre. Un tennista atipico Berrettini, nato sulla terra, ma che ha studiato per accrescere la combinazione servizio-dritto sulle superfici veloci.

Un piano d’azione vincente, per quanto l’azzurro è riuscito a costruire nell’annata: gli ottavi agli Australian Open, il centro nel torneo di Belgrado, la Finale nel 1000 di Madrid e i quarti al Roland Garros. La ciliegina su quella torta è stato quest’atto conclusivo valsa la 23ma vittoria sull’erba negli ultimi 25 match disputati, superficie sulla quale vanta un 11-0 in stagione, forte del trionfo nel prestigioso torneo del Queen’s.

La continuità di rendimento di Matteo è sicuramente il suo punto di forza. Nel passato ha dimostrato più volte di riuscirsi a ripetere su livelli estremamente alti nel giro di poco tempo“, le parole di Santopadre ai nostri microfoni. E, dunque, in vista dell’atto conclusivo contro Novak Djokovic (n.1 del mondo) perché non continuare a sognare domenica 11 luglio?

Foto: LaPresse

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