Giro d’Italia 2021, tutte le salite. Da Sestola all’Alpe Motta, passando per la Cima Coppi: il Pordoi

Manca sempre meno alla partenza della 104esima edizione del Giro d’Italia. La Corsa Rosa scatterà da Torino sabato 8 maggio e terminerà, dopo ventuno tappe, domenica 30 maggio a Milano. Saranno presenti ben otto arrivi in salita, ma anche tante altre frazioni molto insidiose e caratterizzate da ascese che hanno fatto la storia del Giro.

Il primo arrivo in salita sarà quello di Sestola in occasione della quarta tappa. Appennini nuovamente protagonisti sino all’arrivo in cima a Campo Felice per la nona frazione. La Wine Stage di questa edizione sarà invece la Perugia-Montalcino (Brunello), con molti tratti di strade bianche nel finale. Ritorna anche l’arrivo sul Monte Zoncolan dal versante di Sutrio, che segnerà una mezza sentenza per la conquista di questo Giro.

Successivamente, in occasione della sedicesima tappa, arriverà la battaglia lungo la Cima Coppi di questo Giro che sarà il Pordoi (2.239 metri s.l.m.), inserito nel tappone dolomitico che prevede anche il Passo Fedaia (Montagna Pantani di questo Giro), il Passo Giau e l’arrivo a Cortina d’Ampezzo, sede delle Olimpiadi Invernali del 2026. Attenzione poi all’inedito arrivo in quota all’Alpe Mera, previsto per la diciannovesima tappa, a cui farà seguito la Verbania-Valle Spluga/Alpe Motta, che sconfinerà in territorio svizzero.

QUARTA TAPPA: PIACENZA-SESTOLA

Sarà il primo arrivo in salita di questo Giro. Dopo una prima metà molto tranquilla, sono presenti due GPM di terza categoria con pendenze oltre il 10%: Castello di Carpineti (km 111,8), 3 chilometri d’ascesa al 7,8% con picchi del 9,5%, e Montemolino (km 143,4), 2 chilometri al 10,9% e punte del 13,6% in vetta. Il punto focale sarà la salita di seconda categoria del Colle Passerino con pendenze per lunghi tratti oltre il 10%, e punte prolungate del 13-14% nei suoi 4,3 chilometri totali. A 2000 metri dall’arrivo, la strada scenderà per circa 800 metri, per poi riprendere a salire leggermente con dei tratti in pavé.

SESTA TAPPA: GROTTE DI FRASASSI-ASCOLI PICENO

Dopo il primo traguardo volante di giornata si comincerà a salire con due GPM consecutivi, quelli di Forca di Gualdo (seconda categoria, con 10,4 chilometri al 7,1%) e Forca di Presta (4,9 chilometri al 4,8%). Lunga discesa fino ad Ascoli Piceno, dove si approccerà l’ascesa conclusiva: il San Giacomo, di 15,5 chilometri al 6,1% ed un ultimo tratto con pendenze spesso sopra il 10%.

OTTAVA TAPPA: FOGGIA-GUARDIA SIFRAMONTI

Presenta un solo GPM di seconda categoria a 50 km dal traguardo, ma anche un finale insidioso. Sarà difficile fare differenze, ma ci sarà sicuramente battaglia. L’ascesa più dura di giornata è Bocca della Selva, con i suoi 18,9 chilometri al 4,6%. Lunga, ma pedalabile. Picchiata verso Castelvenere, dove inizierà lo strappo conclusivo: 3,5 chilometri al 6,8%.

NONA TAPPA: CASTEL DI SANGRO-CAMPO FELICE

I primi due GPM del giorno sono il seconda categoria del Passo Godi, al chilometro 35,6, nei suoi 15 chilometri al 4%, e poi la Forca Caruso al chilometro 102,1, lunga 12,7 chilometri al 4,2%. Dopo Celano, si scalerà il GPM di Ovindoli, una salita di seconda categoria lunga 12,4 chilometri al 5,1%. A Rocca di Cambio si svolterà per Campo Felice immettendosi sulla salita finale. Questa ascesa misura circa 6 chilometri e non è particolarmente pendente nella sua prima parte. Tra i 3 chilometri e i 2 chilometri all’arrivo è presente una lunga galleria illuminata. I 1600 metri finali sono interamente su sterrato, con pendenze all’8,4% e punte del 14%.

UNDICESIMA TAPPA: PERUGIA-MONTALCINO

La tappa degli sterrati che si ispira alla leggendaria Carrara-Montalcino del 2010. I primi 92 chilometri saranno relativamente tranquilli, poi andrà affrontata la doppia scalata al Passo del Lume Spento, GPM di terza categoria quasi tutto in sterrato, che verrà affrontato da due versanti diversi. Il primo misura 13 chilometri al 3,6% con punte del 16% nella sua prima parte; tutto su strade bianche sino all’ultimo chilometro prima dello scollinamento. Il secondo versante invece, misura 9,3 chilometri al 4,6% con picchi del 12% nella parte conclusiva su asfalto.

DODICESIMA TAPPA: SIENA-BAGNO DI ROMAGNA

Una tappa molto impegnativa che risale la Toscana sino alla Romagna. La sua seconda parte è caratterizzata da un tris di salite: Monte Morello (km 85), un GPM di terza categoria lungo 7,6 chilometri al 6,6% di pendenza media, e punte del 19%, poi ci sarà il Passo della Consuma (km 132,6), un’ascesa di seconda categoria di 17,1 chilometri al 5,7% e picchi del 10%, e infine un altro seconda categoria, il Passo della Calla (km 163,9) con i suoi 15,3 chilometri al 5,5% con un massimo del 9%. Il momento clou del giorno sarà il GPM di terza categoria del Passo del Carnaio (km 202,6)  lungo 10,8 chilometri al 5%, ma con alcuni tratti a gradoni molto impegnativi, e pendenze fino al 14% nella parte centrale sino a 10 chilometri dal traguardo.

QUATTORDICESIMA TAPPA: CITTADELLA-MONTE ZONCOLAN

La prima grande sfida per la conquista della maglia rosa lungo la salita più dura d’Europa: il Monte Zoncolan. Quest’ultimo verrà anticipato da un’altra ascesa tutt’altro che semplice: Forcella di Monte Rest, posta a circa 60 chilometri dal traguardo, con 10,5 chilometri al 6%. Discesa, qualche mangia e bevi, e si entra nella Porta dell’Inferno che conduce al Monte Zoncolan. Siamo dal versante di Sutrio, quello affrontato per la prima volta nella Corsa Rosa. 14,1 chilometri all’8,9%, ma l’ultimo tratto oltre il 13% costantemente con punte che arrivano addirittura al 27%.

SEDICESIMA TAPPA: SACILE-CORTINA D’AMPEZZO

Eccoci arrivati alla tappa più dura del Giro d’Italia 2021, con 5700 metri di dislivello e tanti durissimi saliscendi per la frazione regina di questa Corsa Rosa. Praticamente in partenza non si potrà star tranquilli: si sale subito verso La Crosetta, GPM di prima categoria di 11,6 chilometri al 7,1%. Un centinaio di chilometri di saliscendi prima di approcciare il gran finale. Prima il Passo Fedaia, di 14 chilometri al 7,6%; neanche il tempo di scendere che si risale verso la Cima Coppi: Passo Pordoi, a 2239 metri, con 11,8 chilometri al 6,8%. Non è finita qui: discesa, breve tratto di fondovalle e l’ultima asperità, il Passo Giau, durissimo, con 9,9 chilometri al 9,3%. Occhio anche alla discesa che porterà alla Perla delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo.

DICIASSETTESIMA TAPPA: CANAZEI-SEGA DI ALA

L’ascesa finale è inedita per il Giro d’Italia. Al chilometro 55 si affronterà il primo GPM di giornata, un terza categoria, vale a dire il Muro di Sveseri. Ma la tappa entrerà realmente nel vivo al chilometro 140, quando inizierà il durissimo Passo di San Valentino, un GPM di prima categoria. L’ascesa in questione misura 14,8 chilometri, ha una pendenza media del 7,8% e al suo interno c’è un tratto di otto chilometri all’8,9%. Dopo lo scollinamento ci saranno 25 chilometri di discesa che porteranno all’imbocco della salita finale: Sega d’Ala. Quest’erta misura 11,2 chilometri e ha una pendenza media del 9,8%. I primi sei chilometri sono tutti sopra il 10%, ma il segmento più duro va dal chilometro 7 al chilometro 9,5 ha una pendenza media del 12% e punte del 16%.

DICIANNOVESIMA TAPPA: ABBIATEGRASSO-ALPE DI MERA

Prevede l’arrivo in vetta a una delle erte in assoluto più dure tra quelle che verranno affrontate da quest’edizione della Corsa Rosa: l’inedita Alpe di Mera. Al chilometro numero 70 i corridori troveranno il primo GPM di giornata. Si tratta di un prima categoria molto impegnativo, vale a dire il Mottarone. Quest’ultimo misura 15,4 chilometri e ha un pendenza media del 6,7% con punte sopra il 10%. Il secondo GPM di giornata, un terza categoria, è il Passo della Colma (7,5 km al 6,4%). Lo scollinamento avverrà al chilometro 137,4 e lì, dopo una breve discesa, la strada sarà in leggera salita fino al secondo traguardo volante. Al chilometro 166 si imboccherà la salita finale: l’Alpe di Mera, un’erta di 9 chilometri con una pendenza media del 9,7%. I primi tre chilometri sono i più facili, dunque troviamo duemila metri al 9% e, infine, gli ultimi 4,7 chilometri sono tutti costantemente sopra il 10%.

VENTESIMA TAPPA: VERBANIA-ALPE MOTTA

Sarà sicuramente l’ultimo scontro nel testa a testa prima della cronometro finale di Milano. Partenza dal Piemonte completamente pianeggiante, prima dello sconfinamento in Svizzera, dopo una ottantina di chilometri. Si approccia il Passo San Bernardino: 23,7 chilometri al 6,2%, di prima categoria, molto irregolare (al suo interno anche tratti di contropendenza). Breve tratto in discesa dopo la vetta e si risale verso il Passo dello Spluga, di 8,9 chilometri al 7,3%. Ci sarà dunque una lunga discesa prima di approcciare la salita finale, l’Alpe Motta: 7,3 chilometri al 7,6%, con la parte conclusiva sempre sopra il 10%.

Foto: Lapresse

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