F1, perché la Ferrari confida nel colpaccio a Montecarlo. 5 motivi per credere nel podio

Domenica la Formula Uno tornerà a gareggiare per le strade di Montecarlo, un contesto ormai anacronistico, ma comunque sempre imprescindibile, perché, volenti o nolenti, il Gran Premio di Monaco rappresenta l’evento più iconografico che il Circus possa mandare in scena. Inutile nascondere come la Ferrari, anche se non lo dichiarerà mai apertamente, covi la speranza di arpionare il primo podio del 2021 proprio sul tracciato cittadino per antonomasia. Ci sono 5 buoni motivi per crederci.

1 – LA COMPETITIVITA’ NEI TRATTI LENTI
Il Montmelò ha dimostrato come la Rossa sia competitiva nelle curve a bassa velocità, di cui Le Rocher è infarcita. D’altronde è la pista più lenta in assoluto di tutto il calendario. Non a caso il Gran Premio è l’unico a disputarsi su una distanza ben inferiore a quella dei canonici 305 km minimi, perché altrimenti sarebbe de facto una gara endurance di due ore. Si tratta di un viatico estremamente interessante per la Scuderia di Maranello, che sulla carta dovrebbe essere indiscutibilmente la terza forza in campo, dietro solo a Mercedes e Red Bull. Certo, l’assetto di Montecarlo non sarà certo lo stesso di Barcellona, ma le premesse poste dai riscontri ricavati dal circuito spagnolo sono comunque molto incoraggianti.

2 – L’EQUILIBRO DELLA SF21
A differenza della disastrosa e lunatica SF1000, la SF21 si direbbe una monoposto decisamente più stabile sul piano aerodinamico. Entrambi i piloti affermano di “sentirla” molto bene e di poterne sfruttare il potenziale. La possibilità di avere un ottimo feeling con la propria vettura è decisiva su un tracciato angusto come quello del Principato, in maniera tale da avere quanta più fiducia possibile e spingere al massimo soprattutto quando si tratterà di cercare la prestazione cronometrica pura.

3 – LA FORZA SUL GIRO SECCO
Da inizio stagione si ripete costantemente come la Ferrari sia più vicina a Mercedes e Red Bull sul giro secco di quanto non lo sia sul passo gara. Dopotutto Charles Leclerc si è qualificato in quarta posizione per tre volte su quattro, mettendosi sovente alle spalle Sergio Perez. Sappiamo bene come a Montecarlo i sorpassi siano pressoché impossibili e vi sia la possibilità di tenersi alle spalle a oltranza vetture ben più competitive. D’altronde, a Barcellona proprio Leclerc ha resistito a Valtteri Bottas per più di 20 giri e Monaco offre ancora meno possibilità di sorpasso dell’autodromo catalano. Un’ottima posizione in griglia e una buona partenza possono essere propedeutiche a un grande risultato in gara, proprio perché nel GP del Principato la difesa è molto più agevole di quanto non lo sia l’attacco e anche gli undercut non sono poi così semplici. Se dopo la sosta si finisce nel traffico, addio possibilità di effettuare il sorpasso tramite strategia.

4 – LA SAFETY CAR È (QUASI) UNA CERTEZZA
L’ultimo GP di Monaco durante il quale la safety car non è mai entrata in azione è stato quello del 2009, dunque è altamente probabile che la vettura di sicurezza faccia la sua comparsa, magari anche più di una volta. In questo modo i distacchi verranno azzerati e le carte potranno essere sparigliate. Ovviamente si tratta di un’arma a doppio taglio, però in genere queste dinamiche sono un bene per chi si trova in una posizione di svantaggio rispetto ad altri. Se i valori in campo sono lineari, la Ferrari prende quasi un minuto dal vincitore. Quindi, il rimescolamento della carte non può che essere un’opportunità in più per le Rosse, a patto di essere perfetti dal punto di vista strategico, proprio come lo si è stati in Spagna.

5 – MONACO NON PERDONA GLI ERRORI
A Imola si è visto come una pista vera, con erba e ghiaia a ridosso del nastro d’asfalto, faccia pagare a caro prezzo gli errori di guida. In un’epoca fatta di track limits e di autodromi con delle vie di fuga degne di un aeroporto, dove una leggera uscita dal tracciato è pressoché ininfluente, Montecarlo rappresenta una mosca bianca. Qui addirittura si è circondati dai guard rail, quindi ci sono molte più probabilità rispetto ad altri circuiti che anche qualche big possa avere un incontro ravvicinato con le barriere, compromettendo il suo GP. Dopotutto a Monaco basta una sbavatura per salutare una sospensione.

Ricapitolando, la Ferrari non parte certo con i favori del pronostico per salire sul podio, ma le possibilità di issarsi finalmente nella top-three sono sicuramente più elevate a Montecarlo che in altri contesti. Affinché questo possa effettivamente avvenire, sarà obbligatorio essere impeccabili, in maniera tale da farsi trovare pronti a sfruttare l’occasione propizia. Il Montmelò lascia sperare che il Cavallino Rampante possa davvero essere la terza forza in campo nel Principato, collocandosi subito alle spalle di Mercedes e Red Bull. Con un GP irreprensibile, un po’ di furbizia e altrettanta fortuna, vedere uno tra Charles Leclerc e Carlos Sainz stappare lo champagne verso le 17.00 di domenica non sarebbe un’ipotesi poi così remota.

Foto: La Presse

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