Sci alpino, Mondiali 2021: i promossi e bocciati. Gut-Behrami e Liensberger signore di Cortina. Kriechmayr e Faivre doppiette d’oro, male Brignone e Mayer

I Mondiali di Cortina 2021 si sono chiusi ed è tempo di bilanci. Andiamo a vedere quali sono stati i promossi e bocciati della rassegna iridata italiana. Tante doppiette d’oro con alcuni protagonisti assoluti, ma anche grandi delusioni (pure tra le fila azzurre) e vittorie che sembravano certe e che invece non sono arrivate.

PROMOSSI

Vincent Kriechmayr: il signore della velocità in quel di Cortina. Conquista un clamoroso doppio oro, vincendo prima il suo amato superG e poi imponendosi anche in discesa, sfruttando al massimo il pettorale numero uno. Un’impresa straordinaria ed una doppietta che in passato era riuscita solamente a due campioni del calibro di Hermann Maier e Bode Miller.

Mathieu Faivre: il francese è probabilmente la grande sorpresa della rassegna iridata. In parallelo si mette al collo il suo primo oro, ma è in gigante che il transalpino tira fuori il capolavoro. Salva la Francia, vista la clamorosa uscita di Alexis Pinturault, ma soprattutto firma una doppietta sensazionale ed impronosticabile all’inizio del Mondiale.

Lara Gut-Behrami: chiude il suo Mondiale con due ori ed un bronzo. In superG era la più attesa e non ha sbagliato, poi il terzo posto in discesa ed infine il trionfo in gigante, con due manche davvero eccezionali. Un tris di medaglie che le può dare la spinta decisiva per completare una stagione da sogno, puntando alla conquista della Coppa del Mondo generale.

Katharina Liensberger: dal non aver mai vinto in Coppa del Mondo alle due medaglie d’oro di Cortina. La prima arriva nel rocambolesco parallelo in coabitazione con Marta Bassino, ma l’eccellenza è la seconda in slalom. Un dominio incontrastato tra i pali stretti, infliggendo oltre un secondo alle rivali e facendo capire a Shiffrin e Vlhova che la loro egemonia è definitivamente terminata.

Italia al maschile: dove essere il Mondiale delle donne, con gli uomini che sarebbero dovuti restare a guardare i trionfi delle compagne e con il solo Dominik Paris pronto a salvare la situazione. Invece ad ogni gara gli azzurri regalano emozioni e vanno vicini alla medaglia ripetutamente. Ovviamente l’argento di Luca De Aliprandini in gigante è l’apoteosi, ma anche il quarto posto di Alex Vinatzer nello slalom è un segnale importante per il futuro.

BOCCIATI

Federica Brignone: un Mondiale veramente deludente, con il decimo posto in superG come miglior risultato in assoluto. Nel “suo” gigante è uscita nella prima manche ed anche in slalom (non c’erano però aspettative) il copione è stato lo stesso. In combinata prima vince il superG quindi rovina tutto tra i pali stretti dopo neanche tre porte. Si ricorderanno più le polemiche post parallelo ed anche il presidente Flavio Roda lo ha fatto intendere nel suo riassunto finale, criticando le tante parole ed i pochi risultati.

Matthias Mayer: vede il suo compagno di squadra Kriechmayr dominare ed invece lui torna a casa senza alcuna medaglia nella velocità. Era tra i grandi favoriti, dopo una stagione sempre al vertice, ed invece sbaglia sia in superG sia in discesa, con la medaglia che resta lontanissima.

Michelle Gisin: termina il suo Mondiale con il solo bronzo nella combinata. Troppo poco per un’atleta che poteva essere una delle regine della rassegna iridata. Fuori sia in gigante sia in slalom, dove forse non ha retto la pressione del dover per forza salire sul podio.

Alexis Pinturault: …eppure tutto era iniziato in maniera perfetta con il bronzo in superG. Sembrava davvero poter essere il suo grande Mondiale, ma alla fine il tanto atteso oro non arriva. In combinata è d’argento, ma è in gigante che getta al vento una vittoria praticamente certa. In slalom ha la grande occasione di rifarsi, o comunque di conquistare una terza medaglia, ed invece non sfrutta l’occasione nella seconda manche.

Petra Vlhova: vale lo stesso discorso fatto per Pinturault. E’ mancato il tanto atteso oro per la leader di Coppa del Mondo, con gli argenti in combinata e slalom. Un Mondiale nel quale è sembrata un po’ scarica mentalmente e fisicamente. Adesso la Sfera di Cristallo diventa un obbligo per non rendere questa stagione quasi fallimentare.

Foto LaPresse

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