F1, il Circus potrebbe tornare a correre in Africa nel 2023

Il ritorno della F1 in Africa potrebbe essere più vicino di quanto si pensi. Stando alle indiscrezioni che rimbalzano in queste ore intorno al circus, la cosa potrebbe prendere forma nel 2023; in Sudafrica, a trent’anni dall’ultimo GP tenutosi proprio lì.

Il circuito del Kyalami potrebbe essere quindi la struttura designata per questo comeback, come ha fatto capire ai microfoni di Racefans.net il direttore del tracciato Warren Scheckter (nipote di quel Jody che nel 1979 vinse il titolo iridato guidando la Ferrari): “L’obiettivo resta far ritorno nel 2022, ma a causa degli effetti della pandemia il 2023 potrebbe essere una data più realistica. E’ fantastico che Lewis una persona di così alto profilo e così influente, abbia manifestato il suo supporto per un Gran Premio d’Africa. Il Sudafrica rappresenta il luogo più ovvio affinché ciò avvenga, dato che è un paese dalla fiorente storia in F1. Negli anni ’70 ha organizzato una propria competizione motoristica in stile F1, ha addirittura avuto un campione del mondo ed è covo di molti appassionati. Più di ogni altra cosa, tuttavia, ha un circuito quasi pronto e davvero vicino allo standard richiesto dalla F1″.

“Se mai ci dovesse essere un GP d’Africa” – ha affermato lo stesso Scheckter – “il Sudafrica e il Kyalami rappresenterebbero il luogo più logico in cui organizzarlo. Per lo sport, un GP d’Africa andrebbe a significare un immenso passo avanti in termini di diversità, sotto tutti i punti di vista”.

La citazione di Lewis Hamilton da parte di Warren Scheckter non è stata casuale: negli ultimi mesi infatti il sette volte campione del mondo ha fatto spesso riferimento all’importanza di tornare a coinvolgere il continente africano nel calendario della F1. Una cosa questa che, non troppo velatamente, farebbe piacere anche al CEO della Formula Uno Stefano Domenicali, il quale ha fatto più volte capire di volere un sport sempre più aperto e globalizzato, che non perda però il fascino di alcune piste storiche.

Foto: Lapresse

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