Tokyo 2021, il CIO alza la voce e dà un ultimatum al Governo Italiano: “Agisca in fretta”

Il CIO alza la voce e punta l’indice verso il Governo Italiano che: “…deve agire senza ulteriori ritardi”. Stiamo parlando del rapporto tra politica e Coni sul quale, dopo infinite polemiche, il Comitato Olimpico ha nuovamente detto la sua oggi, per mezzo di un suo portavoce, come riportato da Repubblica. La questione, è stato ufficializzato, sarà esaminata dal Comitato Esecutivo il prossimo 27 gennaio.

“Alle autorità governative italiane è stato chiesto di intervenire immediatamente nell’interesse del movimento olimpico italiano e degli atleti, considerando che la situazione è in corso da quasi due anni”. Parole forti che si uniscono a quel che l’Italia rischia nel concreto, ovvero di presentarsi ai Giochi Olimpici di Tokyo senza inno e senza bandiera. Uno smacco davvero non di poco conto. “La posizione del Cio sull’attuale situazione del Coni – prosegue il portavoce del CIO – è stata espressa chiaramente alle autorità del Governo italiano in molte occasioni. Si prevede ora che la soluzione già presentata alcuni mesi fa dal Coni alle competenti autorità di governo venga valutata favorevolmente e attuata senza ulteriori ritardi così da risolvere definitivamente le attuali problematiche e consentire al Coni di svolgere appieno il proprio ruolo e le proprie operazioni di Comitato olimpico nazionale , in conformità con la Carta Olimpica. Le autorità governative sono state esortate ad agire immediatamente, nell’interesse del movimento olimpico italiano e degli atleti, poiché questa situazione è in corso da quasi due anni e sta compromettendo gravemente i preparativi della squadra italiana per i prossimi Giochi Olimpici Tokyo 2020 e per i Giochi Invernali di Pechino 2022“.

Ci troviamo, senza mezzi termini, di fronte ad un vero ultimatum. Il Ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha promesso un decreto, ma ormai manca poco tempo. La questione è intricata, e il rischio di una figuraccia a livello mondiale sotto i Cinque Cerchi, si staglia ormai all’orizzonte.

Foto: Lapresse

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Gabriele Dente
Gabriele Dente
8 mesi fa

Un detto delle mie parti recita: “Scambiare fischi e pernacchie per applausi”. Mi pare che sulla questione il governo voglia essere ancora sonoramente “acclamato”!

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