Tennis: Australian Open, è il caos. Tra disparità Melbourne-Adelaide e regole d’isolamento, tanti problemi in quarantena

Esplode il caos proprio nelle fasi iniziali della quarantena che precede i tornei australiani e gli Australian Open 2021, a causa di numerose vicende che si stanno sovrapponendo l’un l’altra con un variegato numero di effetti. Andiamo a scoprirle con ordine.

Storia nota è, ormai, quella dei positivi su due differenti voli tra quelli organizzati per portare i tennisti. A Los Angeles, in particolare, si è trattato di due persone: una del personale di volo e l’allenatore dell’americana Lauren Davis. Da Abu Dhabi, invece, arriva l’altro aereo con positività di un passeggero e, notizia dell’ultima ora, di Sylvain Bruneau, l’allenatore della canadese Bianca Andreescu: il contagio lo ha scoperto direttamente all’arrivo a Melbourne. Per tutti i 47 (complessivi) che si sono trovati in questi aerei è scattata la quarantena generalizzata, con l’impossibilità nel poter lasciare l’albergo di destinazione per due settimane.

E proprio in questo senso è esplosa una polemica, rilanciata in particolar modo dalle giocatrici, con la francese Alizé Cornet (che ha poi cancellato i propri tweet), la svizzera Belinda Bencic e la rumena Sorana Cirstea in prima fila, almeno per quanto riguarda i pensieri affidati a Twitter. Il fronte comune riguarda, per buona misura, regole che sono cambiate da un momento all’altro. Giocatori e giocatrici, infatti, sarebbero stati informati circa il fatto che, in caso di positività, a dover essere isolato sarebbe stato soltanto chiunque si trovasse in quella parte di aereo, e non tutti i passeggeri come è invece emerso all’approdo in Australia. Inoltre, è fuor di dubbio che due settimane senza potersi allenare, in questa fattispecie, costituiscano un chiaro svantaggio competitivo per i tanti che, al momento, sono coinvolti.

I giocatori (e non solo) hanno inoltre affrontato una conference call riguardante questi e altri argomenti, il più spinoso dei quali riguarda l’imbarazzante diversità di trattamento tra la grande bolla di Melbourne (dove, peraltro, più d’uno ha tentato di uscire dalla propria stanza, venendo avvertito che alla prossima violazione sarebbe stato espulso dall’Australia), con tanto di guardiano a vigilare tra le stanze, e quella di Adelaide, dove ci sono i big e i loro compagni di allenamento (Novak Djokovic con l’altro serbo Filip Krajinovic, Rafael Nadal con Jannik Sinner, Dominic Thiem con l’altro austriaco Dennis Novak, e tra le donne Serena Williams, Simona Halep e Naomi Osaka). In quest’ultima bolla non solo sono state ammesse molte più persone negli staff rispetto a Melbourne (Nadal, il caso più noto, si è portato dietro sei elementi), ma ci sono misure decisamente meno restrittive: ogni atleta ha tutto un piano d’hotel a disposizione, con tanto di strumenti per potersi allenare senza dover sottostare alle 5 ore (due di allenamento, due di palestra e una per mangiare) che sono concesse nella sede dello Slam australe.

A far montare ulteriormente la rabbia ci ha pensato un’immagine rilasciata sui propri social da Osaka: la giapponese si è fatta fotografare con alcune persone del suo team in atteggiamento del tutto tranquillo su un campo di Adelaide. Tanto è bastato a far deflagrare la reazione dei giocatori, che non sono stati per niente contenti della disparità di trattamento. A loro è stato risposto che la questione riguarda la differenza di legislazione che esiste tra Adelaide e Melbourne, poiché si trovano in due Stati dell’Australia diversi: Adelaide è nella South Australia, Melbourne è nella Victoria. Il tutto mentre, in terra australiana, c’è sempre maggior nervosismo per tutte le notizie che continuano ad arrivare sul fronte tennistico: già il caso dell’americano Tennys Sandgren, positivo il lunedì precedente la partenza, ma con carica virale pressoché insignificante e non foriera di contagi e per questo lasciato partire comunque, è stato male accolto. Il tutto in attesa di altre novità che difficilmente tarderanno ad arrivare in queste giornate.

Foto: Leonard Zhukovsky / Shutterstock.com

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