Tennis, le pagelle degli italiani nel 2020: Jannik Sinner il migliore, che ascesa per Sonego

Il 2020 è agli sgoccioli e la speranza è quella che la tanta negatività di questa stagione si tramuti in qualcosa di ben diverso nell’anno che verrà. Tuttavia, dal punto di vista agonistico nel tennis italiano, dei riscontri di grande valore ci sono stati e vale la pena analizzarli. Di seguito le pagelle degli azzurri della stagione:

PAGELLE 2020 ITALIANI 

JANNIK SINNNER 10 – Vincere è difficile, confermarsi lo è di più. Ebbene, il classe 2001 altoatesino ha dato tante risposte nel corso di un 2020 così difficile e particolare. Nonostante il giocare poco rappresenti indubbiamente un fattore a suo sfavore per la necessità di fare esperienza e accumulare informazioni utili per la propria crescita, l’azzurrino ha dimostrato di imparare in fretta e non è un caso che la sua classifica ne abbia giovato, passando dal n.78 del mondo al n.37. Un’ascesa frutto dei quarti di finale raggiunti nell’ATP di Rotterdam, degli ottavi a Roma, dei quarti al Roland Garros e del successo nell’ATP di Sofia. Una sequenza di risultati notevole valsa 19 vittorie e 11 sconfitte nella stagione agonistica, ma soprattutto la consapevolezza di potersela giocare contro chiunque, come in quel match parigino contro Rafael Nadal, il più impegnativo sostenuto dall’iberico nella sua marcia trionfale sul red carpet transalpino. Essere stato il più giovane italiano ad aggiudicarsi un torneo del circuito ATP inorgoglisce di certo, ma questo è solo l’inizio…

LORENZO SONEGO 8 – Oscurato dalle imprese di altri tennisti, il piemontese ha sempre lavorato duro per ritagliarsi uno spazio. I miglioramenti sono stati costanti e nel 2020 si sono visti, nonostante la pausa per la pandemia e un problema fisico che inizialmente ne aveva minato i riscontri. Il piemontese, che va iniziato da n.52 del mondo, ha concluso il proprio percorso da n.33, a ridosso della top-32 che assegna le teste di serie in uno Slam. Nell’ottica Australian Open 2021, qualora lo svizzero Roger Federer dovesse dare forfait, Lorenzo potrebbe vantare anche questo status. Al di là di tutto, in questo 2020, si deve annotare la strepitosa prestazione nell’ATP 500 di Vienna (Austria). Sul cemento austriaco, Sonego ha messo in mostra un tennis che mai si era palesato su questa superficie, raggiungendo la finale e togliendosi la soddisfazione di battere il serbo Novak Djokovic. Certo, non era la miglior versione del balcanico, ma queste partite vanno vinte senza se e senza ma e l’azzurro l’ha fatto. Da annotare anche gli ottavi di finale nel Roland Garros, a testimonianza di un gioco completo, decisamente migliorato sul lato sinistro del campo e adatto a qualunque superficie, ricordando il successo sull’erba del 2019 ad Antalya (Turchia).

MARTINA TREVISAN 8 – E’ stata la favola dell’anno. Lei, proveniente dalle qualificazioni nel Roland Garros 2020, si spinge fino ai quarti di finale, battendo nell’ordine Camila Giorgi (7-5 3-0, ritiro), l’americana Cori Gauff (4-6 6-2 7-5), la testa di serie n.20 Maria Sakkari (1-6 7-6 (3) 6-3) e la testa di serie n.5 Kiki Bertens (6-4 6-4), prima di cedere alla polacca Iga Swiatek nei quarti, vittoriosa poi nello Slam. Una prestazione incredibile per una storia che merita rispetto e ammirazione, lei capace di uscire dal dramma della anoressia. E così la posizione n.85 del mondo le regalerà l’occasione di disputare gli Australian Open dal tabellone principale, senza passare dalle “quali”.

LORENZO MUSETTI 7.5 – Dopo Sinner, c’è lui. Il 18enne nativo di Carrara ha iniziato in maniera convincente la sua scalata e da n.360 si è portato al n.128 del mondo. Un’ascesa favorita dall’eccezionale rendimento sulla terra rossa, dove ha conquistato la vittoria nel Challenger di Forlì e dove si è spinto fino alle semifinali dell’ATP di Margherita di Pula in Sardegna. E’ chiaro che la grande vetrina degli Internazionali d’Italia lo ha fatto conoscere al grande pubblico e le vittorie contro Stan Wawrinka e Kei Nishikori sono state pesanti. Ci sarà ancora da lavorare per il ragazzo sul cemento. Ripartirà dalle “quali” degli Australian Open 2021 e l’obiettivo sarà quello di volare in Australia e giocarsela fino in fondo.

SALVATORE CARUSO 7.5 – Da n.96 al n.76 del mondo. Caruso, da Avola, ha fatto vedere grandi miglioramenti nell’annata, soprattutto su quel cemento che tanto lo aveva fatto penare in passato. Sviluppi evidenti nei i primi colpi (il servizio in particolare) che hanno permesso al siciliano di raggiungere il terzo turno agli US Open e i quarti di finale nell’ATP di Sofia, senza dimenticare i risultati su rosso suggellati dalla finale nel Challenger di Parma. Bene così.

STEFANO TRAVAGLIA 7 – Il terzo turno del Roland Garros e gli ottavi di finale a Roma sono tra le perle di quest’annata per l’allievo di Simone Vagnozzi. Il suo tennis ben si adatta al rosso e lui lo ha voluto ribadire una volta di più. Qualcosa di meglio si poteva e si doveva fare sul cemento, ma l’azzurro è un grande lavoratore e la chiosa da n.74 del ranking gli dà sicuramente conforto.

MARCO CECCHINATO 7 – Era finito fuori dai top-100 in una crisi senza fine, poi la via d’uscita. Il siciliano ha passato un brutto periodo: la “sbornia” della semifinale del Roland Garros 2018 aveva avuto effetti nefasti sui suoi equilibri. Serviva un cambio di spartito preciso ed è stato quello che gli ha dato Massimo Sartori. Così, il 28enne nativo di Palermo ha ripreso a tessere la sua tela e il terzo turno a Parigi e la finale nell’ATP di Santa Margherita di Pula gli hanno regalato quei riscontri tali da farlo riemergere dalla palude, occupando a fine stagione la posizione n.80 del mondo.

MATTEO BERRETTINI 5 – Bisogna essere onesti, ci si aspettava di più. Lui che aveva abbagliato nel 2019, in quest’annata si è trovato a dover convivere con tanti problemi fisici che non gli hanno permesso di esprimere il suo miglior tennis. Nello stesso tempo, Matteo ha fatto fatica anche a essere focalizzato dal punto di vista mentale. Restano gli ottavi di finale negli US Open e i quarti a Roma, ma alcune sconfitte, come quelle contro il tedesco Daniel Altmeier (terzo turno a Parigi) fanno male. Concludere da n.10 del mondo è sicuramente una buona notizia, favorita anche dal congelamento della classifica fino a marzo 2021. Servirà un deciso cambio di passo nella prossima annata.

ANDREAS SEPPI 5 – Non è stata una grande stagione per l’altoatesino. Andreas ha concluso fuori dalla top-100 (n.106 del mondo), dopo che aveva cominciato da n.72. Dal punto di vista fisico qualche problemino c’è e l’età che avanza non favorisce la gestione, parlando di un classe 1984. Vero è che nel 2021 vorrà provarci con grande determinazione, partendo dalle qualificazioni degli Australian Open, motivato a ritagliarsi un ruolo importante.

GIANLUCA MAGER 7 – La settimana di Rio de Janeiro per il tennista nativo di Sanremo è stata qualcosa di speciale, regalandogli vittorie prestigiose (contro Casper Ruud e Dominic Thiem) e una finale (persa poi contro Christian Garin). Punti pesanti grazie ai quali il ligure ha avuto accesso alla top-100, concludendo ai suoi limiti nel 2020. Qualcosa andrà registrato, perché dopo il lockdown non c’è stata l’espressione dello stesso tennis.

CAMILA GIORGI 6.5 – Una stagione tra alti e bassi per Camila, un po’ come suo solito, ma il suo ruolo di n.1 azzurra (n.76 WTA) l’ha confermato al termine del 2020. Il terzo turno raggiunto agli Australian Open, i quarti di finale a Lione, le semifinali a Palermo, gli ottavi a Praga e a Linz sono tra i risultati da ricordare per lei. Con lei, però, ci si trova sempre a fare il solito discorso dei se e dei ma, che a questo punto lascia un po’ il tempo che trova. Giorgi è questa, prendere o lasciare, ovvero una tennista capace di battere chiunque, ma anche di essere sconfitta da chiunque.

JASMINE PAOLINI 5.5 – Non è stata un’annata da stropicciarsi gli occhi per lei. Tante battute d’arresto nei primi turni, anche per incroci non proprio fortunati. Gioca bene tecnicamente Jasmine, ma la sensazione è che la sua velocità di palla non sia all’altezza di un tennis femminile sempre più da marcia alte e, giocando spesso sul cemento, si fa più fatica.

ELISABETTA COCCIARETTO 6.5 – La prima volta in un tabellone di uno Slam (Australian Open), i quarti di finale nel WTA di Palermo e la finale del WTA 125k di Praga sono tra i risultati da rimarcare per lei che sicuramente ha sofferto molto per la pausa. L’azzurrina, infatti, avrebbe avuto bisogno come il pane di fare partite, ma il Covid-19 non l’ha aiutata. Nel 2021, quindi, si spera abbia più chance per poter continuare la propria crescita, un po’ arrestata da questo fattore (n.132 WTA).

SARA ERRANI 7 – Lei ci prova sempre, anche se le disavventure al servizio sono sempre quelle. La sua posizione da n.131 WTA è frutto della voglia di provarci, nonostante il tennis femminile vada in una direzione diversa da quella che l’aveva resa grande. Tuttavia, onore a lei non ancora sazia di partite.

Foto: LaPresse

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