MotoGP, l’Italia punta su Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia per ambire al Mondiale 2021

Mancano poco più di 3 mesi al via del Motomondiale 2021, che scatterà ufficialmente nel weekend del 26-28 marzo con l’opening di Losail in Qatar. Con tutte le caselle del mercato piloti ormai al proprio posto, è già arrivato il momento di proiettarci in vista della prossima stagione per capire quali potranno essere le ambizioni dell’Italia in MotoGP. Alla luce dell’assenza di Andrea Dovizioso, rimasto senza contratto dopo il divorzio con Ducati, il Bel Paese si affida principalmente a Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia nella lotta per il titolo iridato.

“Morbido” è reduce da un 2020 strepitoso, in cui ha chiuso come miglior pilota Yamaha portando a casa 3 vittorie di tappa ed il secondo posto assoluto in campionato alle spalle di Joan Mir. Il 26enne romano si è dimostrato estremamente solido e finalmente competitivo per salire sul podio con continuità nell’arco della stagione, perciò va considerato uno dei principali favoriti del Mondiale MotoGP 2021. I vertici di Iwata hanno deciso di non premiarlo con una M1 ufficiale in versione 2021, quindi il campione iridato Moto2 del 2017 gareggerà sempre con il Team Petronas (al fianco del nuovo compagno di squadra Valentino Rossi) alla guida della Yamaha utilizzata durante il campionato 2020. Oltre a Morbidelli, gli appassionati italiani potranno contare anche su un outsider potenzialmente in grado di esplodere l’anno prossimo con una stagione “alla Mir”.

Stiamo parlando di Francesco Bagnaia, promosso nel team ufficiale della Ducati dopo due anni di apprendistato in Pramac insieme all’australiano Jack Miller per prendere il posto di Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso. “Pecco” in questo 2020 ha fatto intravedere solo a sprazzi il suo vero potenziale, raccogliendo un fantastico 2° posto a Misano 1 e perdendo la possibilità di ottenere altri due podi a causa di una caduta (era in testa alla seconda gara di Misano) e di un problema tecnico (quando si trovava saldamente 2° a Jerez 2). Il torinese classe 1997 deve però ancora trovare stabilità e costanza di rendimento prestazionale nel corso di tutto un campionato per poter ambire alle primissime posizioni del Mondiale MotoGP. Vedremo se l’approdo in Ducati Factory si rivelerà la scintilla di cui aveva bisogno per potersi esprimere al meglio in tutte le condizioni e su ogni tracciato, come ha già dimostrato nel 2018 aggiudicandosi il titolo in Moto2 con lo Sky Racing Team VR46.

Foto: Origo Valerio

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