Atletica, il pagellone 2020: quanti voti alti! Fabbri, Iapichino, Bogliolo e Crippa su tutti

MARCELL JACOBS 7: Stagione in linea con le aspettative. E’ stato a lungo il migliore italiano sui 100 con 10”11 fatto segnare a Turku ma ha pagato dazio quando si è trovato spalla a spalla con Filippo Tortu, perdendo gli scontri diretti anche su tempi più alti del personale stagionale. Si è preso anche il titolo tricolore. Non era certo questa la stagione della verità per lui.

FILIPPO TORTU 7: Stagione in crescendo per il finalista mondiale a Doha. Il 10”07 di Bellinzona e il 10”09 con cui ha chiuso due giorni dopo a settembre la sua stagione sono tempi di assoluta eccellenza in una annata in cui non tutti hanno spinto a fondo con la preparazione, lui compreso. Quando ha gareggiato due volte nella stessa giornata si è sempre fatto trovare pronto quando serviva e questa è una buona notizia in vista delle grandi manifestazioni.

FAUSTO DESALU 7: Non sono tanti gli azzurri che possono vantare una vittoria a Bruxelles nel Memoria Van Damme. E’ vero che non era gara valida per la Diamond Leageu ma un italiano che trionfa in quel contesto nella velocità è sempre un bel vedere. Non ha avvicinato i suoi personali ma il 20”39 con cui ha dominato in Belgio, se aggiunto ad altre prestazioni di livello, parla chiaro sulla solidità raggiunta da questo ragazzo che può dire la sua nelle gare individuali e può essere molto utile alla staffetta veloce.

EDOARDO SCOTTI 8.5: La sua vittoria a Roma con il tempo di 45”21 sui 400 piani è stata una delle emozioni più forti ed esaltanti della stagione per gli appassionati. Giovane, gran classe, sta acquisendo anche capacità di gestione dello sforzo e può nascere unm bel duello con Davide Re, ancora numero uno della specialità in Italia e nono al mondo nel 2019.

DAVIDE RE 7: Quando la stagione dura meno di due mesi e ci si infortuna alla terza gara non si può certo dire che sia andata bene. In tre gare, però, lo specialista ligure dei 400 fa in tempo a migliorarsi nei 100 e nei 200 de coisa sarebbe successo senza quel problema muscolare non lo possiamo sapere ma solo immaginare e sperare che il prossimo anno tutto vada per il meglio.

LORENZO PERINI 6: Il titolo tricolore (vinto nei 110 ostacoli, nell’edizione numero 110 e con il pettorale 110: un numero, un destino) ha salvato una stagione che rischiava di andare persa. 13”53, però, è un crono appena sufficiente e che non lo mette al sicuro per la qualificazione olimpica quindi serve un 2021 con i fiocchi.

YEMAN CRIPPA 8.5: Un altro dei grandi protagonisti della stagione azzurra. Il record italiano dei 5000 strappato ad Antibo a 30 anni di distanza sulla pista di Ostrava, il record nazionale anche dei 3000 al Golden Gala: due gemme preziose per un ragazzo che non smette di crescere e stupire.

GIANMARCO TAMBERI 6: Inutile girarci attorno, doveva essere la stagione della rinascita dopo i tanti problemi fisici delle annate scorse e lo è stato solo in parte e soprattutto non c’è stata quella progressione che si aspettava quando a giugno aveva scavalcato 2.30 ad Ancona. E’ arrivato il titolo italiano, qualche buona prova ma le misure pre-infortunio che lo lancerebbero nel gotha mondiale al momento sono ancora lontane.

CLAUDIO STECCHI 7: Il personale migliorato a 5.82 a Chiari è un risultato importante per l’azzurro che però non ha avuto quest’anno la continuità delle stagioni passate. In particolare a Losanna, in una delle gare più belle di sempre, non è riuscito ad essere protagonista come avrebbe voluto ma la voglia e la qualità per salire ancora c’è.

FILIPPO RANDAZZO 7.5: Ha migliorato il personale alla prima uscita, a Savona con un 8-12 di tutto rispetto anche fuori dai confini italici e poi ha gareggiato tanto, non sempre riuscendo a dare il meglio di sé, fino al 7.77, misura piuttosto modesta, con cui ha conquistato il titolo tricolore.

ANTONINO TRIO 7: Il saltatore/lavoratore ha fatto un passo avanti nel suo percorso verso l’eccellenza migliorando a più riprese il personale e arrivando a sfiorare gli 8 metri che appaiono alla sua portata. Meglio a luglio che dopo ma la fatica ad un certo punto della stagione si è fatta sentire.

LEONARDO FABBRI 9: Semplicemente strepitoso. Ha iniziato la stagione con 20.99 di personale e l’ha chiusa con 21.99, un metro in più in poco più di due mesi con il lancio da gigante, secondo al mondo, ottenuto su un palcoscenico importante come i campionati italiani di Padova. Ha testa e fisico per reggere l’urto con i colossi americani e del Nord Europa, può crescere ancora tanto per arrivare dove ce lo diranno le prossime stagioni.

MARCO LINGUA 8: Se a quarant’anni e passa riesci a dare ancora lezioni ai tuoi avversari più giovani e a conquistare il titolo tricolore, allenandoti praticamente per conto tuo, vai annoverato nella categoria dei grandi. Se lo merita.

IRENE SIRAGUSA 7: La soddisfazione, sui 100: il terzo posto a Bruxelles, la delusione il doppio secondo posto (100 e 200) ai campionati italiani di Padova. Non si è migliorata ma non c’erano le condizioni. Una stagione importante, di transizione in vista della sfida più bella e difficile nel 2021.

ANNA BONGIORNI 7: Anche per lei una stagione di passaggio con qualche lampo come l’11”30 con cui ha sconfitto la rivale Siragusa a Savona. Non bene ai campionati italiani, non sono mancate le contro-prestazioni ma lei ha insegnato a farsi trovare pronta al momento giusto e il momento giusto potrebbe essere la finale della 4×100 a Tokyo.

ALICE MANGIONE 7.5: Si è presa il titolo tricolore dei 400, sbriciolando in stagione entrambi i personali: 23”75 nei 200 e 52”70 nei 400. Un passo avanti verso la piena maturità da atleta che potrebbe fruttarle un ruolo da protagonista nella staffetta azzurra 4×400

NADIA BATTOCLETTI 8: Un cognome importante, un anno da ricordare sia dentro che fuori dalla pista per la giovane azzurra che si è presa il titolo italiano dei 5000 su pista e anche nella corsa campestre, migliorandosi di oltre 20 secondi. Se il buongiorno si vede dal mattino…

LUMINOSA BOGLIOLO 9: E’ mancato solo il record italiano per essere considerato l’anno perfetto (sportivamente parlando), questo 2020 per la specialista degli ostacoli azzurra. Il trionfo in Diamond League a Stoccolma resterà scolpito negli annali dell’atletica azzurra come grande impresa ma a stupire nella ligure è soprattutto la continuità di rendimento e la capacità di lasciarsi alle spalle atlete di grande qualità. Tra le grandi della specialità c’è anche lei.

ELISA DI LAZZARO 7.5: Come per magia, alle spalle di una campionessa, spunta questa grande promessa che fa di tutto per ritagliarsi uno spazio importante e non vede certo da lontano le rivale più titolata. Vittoria a Lignano, miglior prestazione nazionale under 23 con 13”05, fisico da urlo e tante potenzialità di crescita in quella che potrebbe diventare (100 ostacoli) una delle specialità di riferimento del movimento azzurro in futuro.

AYOMIDE FOLORUNSO 6: Il titolo italiano non può bastare a impreziosire una stagione che di gemme non ne ha moltissime. Una stagione di passaggio con un passo indietro a livello cronometrico ma lei è sempre in grado di tirare fuori il coniglio dal cappello a cilindro.

ELENA VALLORTIGARA 5.5: Idem come sopra. Resta tanto lontana dai suoi personali. Spesso alle prese con problemi fisici, perde posizioni nel ranking mondiale ma le sue potenzialità si conoscono.

ERIKA FURLANI 6.5: Arriva presto, a Rieti a metà luglio, il primato personale con un 1.94 che lascia ben sperare. Poi non riesce a dare continuità alla sua stagione e va in calando riuscendo però comunque a salire sul podio tricolore. Serve maggiore continuità e qualche centimetro in più per giocarsela con le grandi dell’alto.

LARISSA IAPICHINO 9: Quinta al mondo con il 6.80 saltato a metà luglio, altro passo avanti in una carriera breve ma già piena di soddisfazioni per la figlia d’arte che sogna e fa sognare nel salto in lungo. E’ lei il prospetto più interessante di un’atletica italiana dove non mancano certo le giovani interessanti.

CHIARA ROSA 8: Vedi Marco Lingua. Quando la passione e l’entusiasmo vanno oltre ogni numero. Gareggiare e vincere alla soglia dei 40 anni, superando gli acciacchi e avversarie che potrebbero essere tue figlie. Un esempio da seguire.

SARA FANTINI 7: Altra ragazza molto interessante del vivaio azzurro. Figlia d’arte, si è migliorata più volte in stagione ed ha portato a casa il titolo tricolore. Può crescere ancora tanto e ha la mentalità giusta per farsi trovare pronta al momento giusto.

Foto: FIDAL/Colombo

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