Vuelta a España 2020, le pagelle della diciassettesima tappa: Gaudu da dieci. Carapaz merita un applauso, ma Roglic è un leone

La diciassettesima e penultima tappa della Vuelta España 2020, che prevedeva l’arrivo sull’Alto de la Covatilla, è andata in archivio con il successo, in solitaria, del francese David Gaudu. Richard Carapaz ha staccato la maglia roja Primoz Roglic, ma questi è riuscito a limitare i danni e ha mantenuto il simbolo del primato, mettendo un’ipoteca sul successo finale. Di seguito andiamo a dare i voti ai protagonisti di questa frazione.

LE PAGELLE DELLA DICIASETTESIMA TAPPA DELLA VUELTA 2020

DAVID GAUDU (GROUPAMA-FDJ) VOTO 10: stacca tutti gli altri fuggitivi sull’Alto de la Covatilla, conquista il suo secondo successo di tappa in questa Vuelta e agguanta l’ottava posizione in classifica generale. Una giornata trionfale, quella odierna, per Gaudu. Dall’anno prossimo la Groupama-FDJ dovrà dargli più spazio, perché non può continuare a fare il Robin di Pinot.

GINO MADER (TEAM NTT) VOTO 9: conscio di essere inferiore a Gaudu in salita, attacca insieme a Ion Izagirre e a Mark Donovan prima dell’inizio dell’Alto del la Covatilla. Il francese è comunque in grado di riprenderli, ma lui riesce a staccare gli altri e ad andare a prendersi una meritatissima seconda piazza. Peraltro perde da David appena 28″, mentre tutti gli altri cedono oltre un minuto. Il ventitreenne elvetico chiude alla grande una Vuelta ove ha fatto vedere di avere un motore decisamente fuori dall’ordinario.

ION IZAGIRRE (ASTANA) VOTO 8: riesce a difendere, per pochissimo, il podio di tappa dal ritorno di De la Cruz. Con questa prestazione e il successo ad Aramon Formigal, la sua Vuelta può considerarsi più che buona.

DAVID DE LA CRUZ (UAE TEAM EMIRATES) VOTO 7,5: va in fuga con buona parte dei suoi compagni di squadra, nel tentativo di rimontare posizioni in classifica generale e di vincere la tappa. Contro Gaudu, in salita, non può nulla, ma, dal nono posto che occupava stamattina, sale al settimo.

RICHARD CARAPAZ (INEOS) VOTO 8: attacca a fondo Primoz Roglic e lo stacca con uno scatto deciso. In breve apre un gap di venti secondi, ma negli ultimi chilometri di salita, complice l’aiuto ricevuto dallo sloveno da parte del compagno Hofstede e dai corridori della Movistar, non riesce ad allargare ulteriormente la forbice. Negli ultimi mille metri si pianta un po’, mentre Roglic, con una bella accelerazione, limita i danni ad appena ventuno secondi e ne conserva ventiquattro nella graduatoria generale.

HUGH CARTHY (EF PRO CYCLING) VOTO 7: è il primo ad attaccare tra gli uomini di classifica, ma non ne ha per fare la differenza. Alla fine Carapaz lo stacca nettamente e Roglic gli cede appena sei secondi. Oggi non poteva fare molto e deve accontentarsi di una comunque eccellente terza piazza in classifica generale.

PRIMOZ ROGLIC (JUMBO-VISMA) VOTO 8: Carapaz oggi ne aveva di più, d’altronde Roglic ha nelle gambe un Tour de France corso per conquistare la maglia gialla, mentre l’ecuadoriano no. Tuttavia, lo sloveno, pur staccandosi in salita, si difende in modo egregio e cede al rivale appena ventuno secondi, vincendo, così, la sua seconda Vuelta consecutiva.

ENRIC MAS (MOVISTAR) VOTO 6,5: la tappa odierna è il ritratto della sua Vuelta. Va forte, ma sempre un po’ meno rispetto a Roglic, Carapaz e Carthy. Ad ogni modo, dopo aver chiuso al quinto posto il Tour de France, fa lo stesso anche nel grande giro di casa.

ALEJANDRO VALVERDE (MOVISTAR) VOTO 6,5: per due secondi riesce ad agguantare il decimo posto in classifica generale davanti a Vlasov. Raggiunge il suo obiettivo, anche se viene da chiedersi che senso abbia, per uno come lui, correre per un’anonima top-10 a quarant’anni.

ALEXANDER VLASOV (ASTANA) VOTO 5
: è uno dei grandi sconfitti di giornata, dato che dal nono posto scivola all’undicesimo. In salita attacca, ma non solo non ne ha per fare la differenza, bensì non ha nemmeno le gambe per sfornare una prestazione simile a quella degli uomini di alta classifica. Rispetto alla scorsa settimana, che lo aveva visto essere uno dei primi tre ogni volta che la strada si inerpicava, fa registrare un notevole calo.

DAN MARTIN (ISRAEL START-UP) VOTO 5,5: anche l’irlandese oggi è parso in netto calo dopo essere andato fortissimo per quattordici giorni. Perde quasi un minuto da Carapaz e fa la sua peggior prestazione in salita di questa Vuelta. Tuttavia, riesce a salvare la quarta piazza, miglior risultato della carriera in un grande giro.

WOUT POELS (BAHRAIN-MERIDA) VOTO 5,5: il neerlandese è poco brillante ed arriva con il gruppetto di Daniel Martin. Per appena diciannove secondi, ad ogni modo, riesce a salvare la sesta piazza.

FELIX GROSSSCHARTNER (BORA-HANSGROHE) VOTO 5: arriva con Poels e Martin, ma, al contrario di loro due, perde due posizioni e dal nono posto scivola al settimo. Fa lavorare il compagno Schelling all’inizio dell’Alto de la Covatilla per contenere il distacco dai battistrada, ma quando è chiamato a mettersi in proprio, dimostra di non avere gambe eccellenti.

MATTIA CATTANEO (DECEUNINCK-QUICK STEP) VOTO 7: l’azzurro sforna una bellissima prestazione in salita e arriva nel gruppo di Daniel Martin dopo essersi staccato dal plotoncino maglia roja solo in seguito alla rasoiata di Carapaz.

THYMEN ARENSMAN (SUNWEB) VOTO 8: il neerlandese, ventun anni tra poco meno di un mese, è una delle note più liete di questa Vuelta. Dopo aver centrato ben tre fughe, oggi resta coi migliori e arriva in vetta all’Alto de la Covatilla con il gruppo di Daniel Martin.

SEPP KUSS (JUMBO-VISMA) VOTO 4,5: lo scalatore statunitense, oggi, è sembrato incredibilmente spento. Appena iniziano gli scatti, dimostra di non averne e abbandona subito Roglic al suo destino. Per sua fortuna, anche da solo, lo sloveno si difende alla grande.

MOVISTAR 4: mandano tre uomini in fuga, ma nessuno che possa essere competitivo per il successo di tappa. Dunque, tirano a lungo per tenere i battistrada a tiro e, poi, muovono Soler che raggiunge i trenta al comando poco prima della salita finale. Tuttavia, a causa dello sforzo fatto, il catalano non riesce a competere per il trionfo parziale. Dà, però, una mano a Roglic negli ultimi chilometri dell’Alto de la Covatilla. La loro Vuelta, tatticamente parlando, è stata un disastro. A meno che non corressero per far perdere Carapaz che l’anno scorso li ha lasciati per accasarsi in Ineos.

luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: Lapresse

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