Scherma, Francesca Palumbo: “Sogno Tokyo 2020, ma senza ansie. E’ un po come scalare l’Everest: una sfida con me stessa”

Ospite di Fencing2U, l’ormai consueto appuntamento con i protagonisti della scherma tutti i giovedì, alle 19.05 (su OA Sport, Sport2U e OA Plus), Francesca Palumbo, da Potenza, classe ’92, trasferita professionalmente a Frascati, ha raccontato dei suoi esordi schermistici, di come si vive nella “bolla” alle porte di Roma, della qualificazione olimpica e del sogno chiamato Tokyo 2020.

Questi alcuni passaggi significativi dell’intervista che potete gustarvi integralmente nel video sottostante: “Qualificazione individuale per Tokyo 2020? In questo momento, che è un momento un po’ sospeso, definiamolo così, è una realtà difficile da descrivere. Ci sono dei momenti in cui la vivi con grande intensità e altri in cui sei avvolto da un alone di mistero, non sai cosa ti aspetterà. La difficoltà più grande è quella di non avere una gara in prospettiva, nemmeno a lungo termine. Devo dire una cosa: nell’esperienza che ho fatto io l’anno scorso di qualificazione olimpica, ho pensato a un aspetto chiave. In realtà, nonostante sembrano in tante per un posto, in una nazionale “blindata” come la nostra, la qualificazione olimpica te la giochi in primis con te stessa. E’ vero che stiamo tutti lottando per l’ultimo “biscotto” rimasto, diciamo così, a maggior ragione dopo la maternità di Elisa Di Francisca cui auguro ogni bene. Ma è anche vero che se non sei pronto, se non raggiungi quel tipo di mentalità e consapevolezza, non solo rischi di non arrivarci poi in Giappone, ma non di goderti appieno l’esperienza poi, eventualmente. Un appello che faccio a me stessa e a chi si trova in una situazione come la mia: è una sfida con sé stessi, una crescita, un percorso che si fa, come un po’ scalare l’Everest. Se si va troppo dietro al ritmo degli altri, il rischio è di arrivare sull’Everest congelati, senza le dita. L’esercizio difficile è essere concentrata su di me e lavorare sulle cose che sono importanti per giocarmi una qualificazione olimpica e arrivare lì eventualmente da protagonista, non da comparsa”. 

LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE A FRANCESCA PALUMBO

LA NOSTRA STORIA 

OA Sport nacque l’11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L’attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell’arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all’Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.

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Foto: Bizzi

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