MotoGP, Yamaha a picco e fuori dalla top10. Discontinuità e problemi di gomma: così il titolo è sfumato

Il nostro riferimento attuale è la Suzuki. Dobbiamo imparare da loro. Per anni si è pensato che il motore a 4 cilindri in linea fosse il problema della Yamaha, loro hanno dimostrato che non è così. Brivio ha fuso il metodo giapponese col metodo europeo/italiano, questo penso sia il suo più grande merito. La MotoGP negli ultimi anni è cambiata, è più simile alla F1 e penso che la Yamaha non abbia fatto questo step. La Suzuki ha invece capito qualcosa sul come far funzionare le gomme che a noi è sfuggito. In più il nostro reparto motori ha qualcosa che non va perché siamo i più lenti e abbiamo problemi di affidabilità. Le due cose non devono andare insieme“.

E’ questa l’analisi estremamente chiara di Valentino Rossi, ai microfoni di Sky Sport al termine del GP d’Europa, terzultimo round del Mondiale 2020 di MotoGP. Il “Dottore”, tornato a gareggiare dopo aver saltato i due appuntamenti ad Aragon (Spagna) per il Covid-19, ha dovuto fare i conti con i problemi di prestazione e di affidabilità della sua Yamaha. Reduce da una deludente qualifica conclusa in 18ma posizione, il campione di Tavullia è stato costretto a fermarsi per un problema tecnico le cui cause sono ancora tutte da chiarire. Lenta e inaffidabile, dunque, questa M1 e i riscontri dei compagni di marca di Valentino non possono che confermare questo rendimento. Il migliore della truppa di Iwata, infatti, è stato Franco Morbidelli (11°), mentre lo spagnolo Maverick Vinales e il francese Fabio Quartararo hanno concluso rispettivamente in 13ma e 14ma posizione.

Per i tre centauri citati va fatto un ragionamento ad personam: il “Morbido” era quello con il passo migliore, ma evidentemente il feeling con le gomme non è stato tale per consentirgli di lottare per qualcosa di meglio; Quartararo è incappato in una scivolata al primo giro e ha dato seguito alle perplessità sul suo assetto particolarmente instabile con la moto; Vinales, costretto a partire dalla pit-lane per aver usato il sesto propulsore in stagione, ha visto già dal via la sua prova compromessa.

Un disastro che si lega alla penalità comunicata all’inizio di questo weekend nei confronti della scuderia dei tre diapason, rea di aver cambiato le valvole dei motori a Jerez de la Frontera (Spagna) senza autorizzazione. Gli Stewards hanno incontrato i responsabili della scuderia e hanno inflitto le seguenti penalità:

– 50 punti in meno per la Yamaha nel Campionato Costruttori.

– 20 punti per Monster Energy Yamaha nel Campionato a squadre.

– 37 punti per il team Petronas Yamaha SRT nel Campionato a squadre.

Giova ricordare che nessuna sanzione è stata inflitta ai piloti e questo aspetto ha causato non poche polemiche nel paddock. Pertanto, una Yamaha che si è persa per guai interni dopo che all’inizio della stagione con la doppietta di Jerez di Quartararo sembrava tutto apparecchiato, tenuto conto dell’infortunio di Marc Marquez. Invece è stata la Suzuki ha raccogliere lo scettro vacante, mettendo in pista una moto equilibrata, capace di sfruttare le gomme e con un pilota come l’iberico Joan Mir destinato a laurearsi campione del mondo quest’anno.

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Foto: LaPresse

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