MotoGP, Valentino Rossi: “Dobbiamo imparare dalla Suzuki, loro hanno agito, la Yamaha no! Siamo indietro a livello tecnico”

Valentino Rossi, come suo solito, non le manda certo a dire alla Yamaha. Il problema per il “Dottore” è, tuttavia, che questa presa di posizione nei confronti della scuderia di Iwata avviene regolarmente ormai da 3-4 anni, ma i risultati, come si sta vedendo sono nulli, o quasi. I piloti chiedono elasticità al colosso nipponico a livello di progettazione e mentalità, ma si trovano di fronte ad un vero e proprio muro.

I risultati, però, danno ragione ai centauri yamahisti, con un finale di campionato che sta davvero acuendo una crisi tecnica notevole. Il pilota di Tavullia dopo il Gran Premio d’Europa 2020 della MotoGP, che nel suo caso si è concluso dopo pochi chilometri con la sua M1 che si è “ammutolita”, ha analizzato la situazione interna ed esterna a 360 gradi ai microfoni di Marca, spiegando anche il gap che si è formato nei confronti di una Suzuki che, invece, non ha sbagliato una mossa.

“La gara di Valencia è stata un vero peccato dal mio punto di vista. Avevo bisogno di completarla tutta, per mettere chilometri in cascina, dato che non avevo potuto disputare le prove libere del venerdì, mentre quelle del sabato si erano disputate sul bagnato. In quel modo mi sarei presentato più pronto per il secondo appuntamento del prossimo weekend. Purtroppo la moto mi ha appiedato”.

La situazione nella scuderia di Iwata, come detto, si è ormai incancrenita su posizioni da muro contro muro. “Ci ritroviamo nuovamente a dire che in Yamaha la situazione non è facile. A livello di gomme non stiamo capendo la direzione. Dopo la vittoria di Franco Morbidelli ad Aragon abbiamo comunque visto problemi di grip Non riusciamo a venirne a capo”.

Passiamo al capitolo motori, forse il neo maggiore del team di Iwata. “Il nostro problema maggiore è proprio questo. Siamo sempre i più lenti in rettilineo e abbiamo anche problemi di affidabilità come si è visto. Fa un po’ ridere: il propulsore è lento e si rompe! Inoltre il suo carattere, che una volta era il nostro punto di forza, ora è stato addolcito e non ha aiutato il tutto. Come se non bastasse, poi, c’è sempre la questione del congelamento in vista del 2021. Sappiamo che non si potrà toccare, ma non dev’essere una scusa. In MotoGP, ora, puoi fare molti interventi per migliorare la situazione: elettronica, raffreddamento o altro che, se funzionano, può portare a passi in avanti importanti. Purtroppo non lo stiamo facendo, a differenza dei rivali”.

Chi, invece, sta facendo l’opposto è la Suzuki, come conferma il pilota nove volte campione del mondo. “Sono contento per Davide Brivio, gli faccio le mie congratulazioni da amico. Hanno fatto un lavoro eccezionale, unendo il metodo giapponese con quello italiano e europeo. Il loro successo non è certo casuale. Dobbiamo imparare da loro. Come noi hanno a disposizione un motore poco potente, ma hanno dimostrato che il problema non è quello. La MotoGP è cambiata molto negli ultimi 5-6 anni. Ci siamo avvicinati alla Formula Uno sotto alcuni aspetti, ma la Yamaha non ha fatto questi passi in avanti. I tecnici di Iwata lo devono capire e non solo a livello di motori. Siamo indietro a livello tecnico. Fabio Quartararo, Maverick Vinales e Franco Morbidelli con una moto competitiva potrebbero davvero lottare per il titolo. Il nostro problema non sono certo i piloti”.

Il “Dottore” passa poi all’analisi sulle gomme, con il confronto tra quelle attuali e quelle che vedremo all’opera nel 2021. “Non mi sembrano molto differenti, per noi sono simili. Quando le abbiamo provate un anno fa sembravano più morbide, con maggiore grip, per cui avremmo avuto problemi a concludere le gare. Invece abbiamo avuto gli stessi problemi. Altri li hanno capiti e risolti, noi no”.

Ultima battuta sul Mondiale MotoGP 2020 e la questione Covid-19. “Devo essere sincero, ad inizio stagione non pensavo che potesse influire, invece è stato difficile. Si corre su circuiti nei periodi sbagliati, come il caldo torrido di Jerez o il freddo di Le Mans, ma con gomme che sarebbero state utilizzate nel calendario normale. Come le due gare sullo stesso circuito, una situazione davvero strana. Penso che sia complicato per tutti, ma era o così o niente”..

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Foto: Lapresse

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