Sci alpino, come sta Dominik Paris? Prime gare veloci a dicembre: un vantaggio. Ma il calendario agevola gli slalomgigantisti

L’infortunio al ginocchio destro patito lo scorso gennaio in allenamento, il giorno prima del lungo weekend di Coppa a Kitzbühel, il più importante della stagione, è ampiamente alle spalle. Dominik Paris, 31 anni, 18 vittorie e 37 podi in Coppa del Mondo, una coppa di specialità in superG, campione del mondo in carica della stessa specialità, tiene il profilo basso alla vigilia della nuova annata, ma fisicamente è assolutamente a posto. 

L’infortunio ha cambiato solo i tempi di allenamento, per il resto è stato più o meno tutto come al solito – dice il campione della Val d’Ultimo, che non gareggia dalla discesa di Wengen del 18 gennaio 2020, nella quale fu secondo e ha disposizione ancora tanto tempo per presentarsi pronto al cancellato di partenza  -. Per il Coronavirus tutti hanno dovuto fermarsi quindi credo che nelle gare della prossima stagione quelli davanti saranno sempre gli stessi. Se preferisco la palestra allo sci? No anzi, il contrario, ma il lavoro atletico per me è molto importante, a maggior ragione dopo un infortunio“.

Sarà una stagione diversa dal solito: le prime gare non si terranno come di consueto in Canada, per la velocità, ma in Europa e più tardi, tra discesa e superG, in Val d’Isere, dal 12 al 13 dicembre 2020 sulla Oreiller-Killy, una pista antica e ultimamente usata più dalle ragazze che dai maschi. In un momento storico in cui senza più re Hirscher la sfida alla Coppa del Mondo sembra apertissima, Dominik guarda solo agli appuntamenti imminenti, e non troppo avanti: “L’obiettivo è cominciare bene la stagione e poi si vedrà, certo, vorrei arrivare nella forma giusta ai Mondiali di Cortina”.

Sicuramente non farà il gigante di Soelden, nel quale si è già cimentato nel 2016 e l’anno scorso: “Non mi fanno partire! Scherzi a parte, il gigante non è la mia specialità. La cancellazione della trasferta nordamericana? Sicuramente cambierà molto, oltretutto ci siamo sempre allenati a Copper Mountain in vista di quelle gare, inoltre la pista di Lake Louise la conosco bene, mentre quella di Val d’Isere (la vecchia Oreiller-Killy, ndr) l’ho fatta solo quando hanno cancellato le gare in America, nel 2016, quindi ci dovrò arrivare con tanta fiducia nei miei mezzi”.

Il calendario di Coppa, al solito, agevola gli specialisti di slalom e gigante, con più prove a disposizione rispetto ai campioni di discesa e superG, anche se va detto che lo scorso anno la sfera di cristallo è andata a un polivalente, Alexandre Aamodt Kilde. Dominik in questo momento fa bene a tenere il profilo basso, anche perché non sa come potrà reagire il suo ginocchio alle tante sollecitazione degli allenamenti e alle prime gare. Il sogno Coppa sembrerebbe per ora accantonato, ma qualora Paris si dimostrasse subito competitivo fin dalle prime gare, allora il suo nome non potrà essere sottovalutato da chi ambisce a conquistare il trofeo di cristallo. 

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Foto: Pentaphoto 

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