Giro d’Italia 2020, Vincenzo Nibali cambia approccio tattico e supera il temuto scoglio dei Muri

Quella odierna non era una tappa favorevole per Vincenzo Nibali. Lo Squalo storicamente non gradisce gli strappi brevi e con pendenze arcigne, a maggior ragione nella parte conclusiva della propria carriera. Ecco perché la frazione di Tortoreto rappresentava una vera e propria trappola per lo Squalo. L’ostacolo è stato tuttavia arginato brillantemente.

Il capitano della Trek-Segafredo, contrariamente a quanto avvenuto nelle tappe dell’Etna e di Roccaraso, ha mutato completamente approccio tattico: si è nascosto senza spremere in alcun modo i compagni di squadra. Il siciliano ha lasciato l’iniziativa agli avversari, in particolare alla maglia rosa Joao Almeida ed allo scatenato Domenico Pozzovivo. Il 35enne è apparso sempre vigile ed attento, consapevole che saranno i dettagli a decidere questo imprevedibile Giro, nella speranza che possa regolarmente concludersi a Milano.

Quando, sul Muro finale di Tortoreto, hanno attaccato prima Pozzovivo e poi addirittura la maglia rosa in prima persona, Nibali non ha risposto. Non è andato in difficoltà, tutt’altro. Si è gestito con esperienza, salendo con il proprio passo e rientrando con facilità in progressione, senza andare fuori giri. La sensazione è che l’olandese Wilco Kelderman, in termini di brillantezza, abbia qualcosa in più rispetto al messinese, ma i conti si dovranno fare nella cronometro di Valdobbiadene e, soprattutto, nei tre tapponi alpini in programma nella terza settimana (Covid e meteo permettendo).

Oggi Nibali temeva in particolare Fuglsang, adattissimo a questo genere di percorsi, lui che ha vinto sia la Liegi-Bastogne-Liegi sia, in agosto, il Giro di Lombardia. Il danese, tuttavia, non ha di certo rubato l’occhio, mantenendosi passivo senza mai prendere l’iniziativa. Poi, in discesa, ha dovuto incassare il bruttissimo colpo di una foratura costatagli la bellezza di 1’15”: un’enormità in una Corsa Rosa giocata sul filo dei secondi.

Il mutato approccio tattico del siciliano si è osservato anche nel corso degli ultimi 7 km di pianura, quando non ha collaborato attivamente per andare a riprendere Sagan e Pello Bilbao, lasciando la responsabilità alla Deceuninck-Quick Step di Almeida. In conclusione, una buona giornata per lo Squalo: non solo non ha perso nulla (se si eccettuano i 4″ di abbuono agguantati dal leader della generale), ma ha addirittura guadagnato 1’15” su Fuglsang, sulla carta il rivale più accreditato. Per venire a capo di avversari tignosi come Almeida, Bilbao, Kelderman e Pozzovivo, tuttavia, la sensazione è che per Nibali siano imprescindibili le grandi vette alpine.

LE DICHIARAZIONI DI VINCENZO NIBALI

federico.militello@oasport.it

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Foto: Lapresse

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