Giro d’Italia 2020, pagelle di oggi: l’intesa perfetta tra Démare e la Groupama-FDJ. Consonni e Viviani sfortunati ma coraggiosi

Oramai non c’è più niente da dire e da fare davanti alla netta, nettissima, immensa superiorità di Arnaud Démare nelle volate di questo Giro d’Italia 2020. Dopo Villafranca Tirrena, Matera e Brindisi, ci ha pensato ancora lui, il campione nazionale francese di ciclamino vestito, a trionfare nello sprint di Rimini. La sua Groupama-FDJ è stata nuovamente impeccabile e ha sfruttato al meglio il lavoro altrui, lanciando in maniera perfetta Arnaud verso questo suo storico poker. Male le altre formazioni dei velocisti. Ma adesso andiamo a dare i voti a tutti i protagonisti di questa undicesima tappa della Corsa Rosa.

PAGELLE UNDICESIMA TAPPA GIRO D’ITALIA 2020

Arnaud Démare, 10 e lode: al momento nessuno è al suo livello. Quattordicesimo sigillo stagionale e una piena maturità fisica. Lucido, perfetto, il primo della classe, buono, gentile, orgoglioso dei suoi compagni che ama infinitamente. Finora non ha sbagliato praticamente nulla, e quella maglia ciclamino che ha addosso è una carica in più per le prossime tappe.

Peter Sagan, 7,5: ha dato il massimo, è innegabile. È arrivato il quarto piazzamento d’onore, che brucia tantissimo, ma che al contempo lo differenzia da tutti gli altri sprinter (Dèmare a parte), perché Peter è sempre e comunque della partita, dà sempre il massimo per regalare spettacolo. In volata non arriva questo dannato successo, ma almeno ci prova e di questo gli va dato onore e merito.

Groupama-FDJ, 10: quando si dice che l’unione fa la forza. Bellissima la compagine francese, specialmente Miles Scotson e Jacopo Guarneri, gli ultimi uomini di Démare. Nel finale sono rimasti nascosti, hanno lasciato lavorare gli altri, per poi uscire proprio all’ultimo con un treno impeccabile in ogni sua componente.

Alvaro Hodeg, 6: arriva la prima vera piazza d’onore per il colombiano. Manca ancora qualcosa, ma è in netta ripresa.

Simone Consonni ed Elia Viviani, 7: sfortunati ma mai arrendevoli. Non ci voleva proprio quella caduta a 32 chilometri dal traguardo causata da un motociclista della corsa che li ha impattati in una curva (ma cosa ci faceva lì?). Acciaccati ma grintosi, il bergamasco e il veneto hanno unito le forze tentando il tutto per tutto per giocarsi la vittoria di tappa. Non è arrivata, ma il loro coraggio va sicuramente apprezzato.

Fernando Gaviria e la UAE Team Emirates, 4: la formazione emiratina ha lanciato una trenata assurda nel finale che però non ha portato a nulla. Ha lavorato favorendo gli altri, in primis la Groupama-FDJ, rimasta alle spalle poco prima della volata, per poi superarli e beffarli in un niente. Gaviria era spento nello sprint riminese, ha sbagliato tattica anticipando troppo gli avversari. Non ci siamo.

Rick Zabel e la Israel Start-Up Nation, 5,5: come nel caso della UAE, anche gli israeliani hanno lavorato e speso troppo favorendo la Groupama. Zabel è arrivato comunque quinto in una schiera di super favoriti e si è difeso bene, ma la Israel avrebbe dovuto aspettare. Va rivista la tattica.

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Foto: Lapresse

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