Giro d’Italia 2020, Jakob Fuglsang esce con le ossa rotte. Ora sarà corsa in rimonta

Il Giro d’Italia dell’Astana e di Jakob Fuglsang inizia nel peggior modo possibile. Il 35enne danese ha partorito una prova a dir poco pessima nella cronometro che ha aperto la Corsa Rosa, vale a dire la Monreale-Palermo. In appena quindici chilometri ha perso 1’24” da Geraint Thomas, circa un minuto da Simon Yates, venti secondi da Vincenzo Nibali, il quale ha gareggiato dopo che è cambiata la direzione del vento proprio come Fuglsang, ed è arrivato financo alle spalle di uno Steven Kruijswijk che non attaccava il numero alla schiena da un mese e mezzo.

Come se non bastasse, domani il sodalizio kazako ripartirà con un corridore in meno, poiché, durante la cronometro, Miguel Angel Lopez è caduto e si è infortunato. Fuglsang, dunque, perde un atleta che sarebbe potuto essere un rivale interno, ma anche una validissima spalla nelle frazioni di montagna. L’Astana resta un ottimo team, data anche la presenza di un Vlasov che oggi ha guadagnato quasi 30″ su Fuglsang. Il russo, però, è al suo primo grande giro e non è detto che tra un paio di settimane sia in grado di garantire al danese quello supporto che Superman gli avrebbe dato.

Considerando che Fuglsang non è un corridore che vediamo solitamente fare il vuoto in salita, né è un atleta che ha nella solidità nell’arco delle tre settimane il suo punto forte, se a cronometro rende così al di sotto delle sue possibilità diventa difficile immaginarlo vincitore della Corsa Rosa. Fuglsang, da un anno e mezzo a questa parte, sta vivendo una seconda giovinezza, ma coi grandi giri continua ad avere un rapporto burrascoso. Da qui in avanti, probabilmente, correrà alla giornata fino alla terza settimana, cercando di capire quanta benzina gli sarà rimasta nel serbatoio nelle frazioni chiave della gara e a quali obiettivi potrà, realisticamente, puntare.

luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: Lapresse

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