Giro d’Italia 2020, il pagellone: INEOS mostruosa con Geoghegan Hart e Ganna. Brillano Hindley, Démare, Ulissi e Almeida


PAGELLONE FINALE GIRO D’ITALIA 2020

Tao Geoghegan Hart, voto 10: è lui la stella di questo Giro d’Italia. A 25 anni coglie il successo più importante della carriera andando ad alzare il Trofeo Senza Fine. La sua vittoria è unica per come è arrivata: doveva essere gregario di Geraint Thomas, ma ha sfruttato la caduta del suo capitano per cambiare marcia, come ha fatto tutto il suo Team INEOS (sette vittorie per la squadra più forte del Giro). Spettacolare in salita, costante a cronometro: veste all’ultimo respiro la Maglia Rosa e trionfa sul gradino più alto del podio.

Filippo Ganna, voto 10: poker meraviglioso, alla prima partecipazione al Giro d’Italia. Il nativo di Verbania dà spettacolo sin da Palermo, veste la prima Maglia Rosa, poi si esalta in salita a Camigliatello Silano, dimostrando di non essere solo pura potenza. Lavora per i compagni di squadra e, però, a cronometro, da campione del mondo in carica, non lascia scampo ai rivali: fa tre su tre e lancia un segnale a tutti in vista del 2021.

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Arnaud Démare, voto 9: quattro successi di tappa, la Maglia Ciclamino, ma soprattutto lo scettro di miglior velocista di questo 2020. Il francese è devastante allo sprint, difficilmente gli avversari riescono ad avvicinarsi.

Jai Hindley, voto 8,5: la tristezza dopo la cronometro di Milano si trasformerà presto in consapevolezza. L’australiano può diventare grande, sin dal prossimo anno. Dal nulla viene fuori e, da semplice gregario, si trasforma nell’ultima settimana in capitano della Sunweb, andando addirittura a vestire la Maglia Rosa prima della cronometro finale. Purtroppo però sono proprio le prove contro il tempo a privarlo di un trionfo che sarebbe stato clamoroso.

Diego Ulissi, voto 8: il toscano quando cerchia l’obiettivo lo porta sempre a casa. Il Giro d’Italia è la sua corsa e lo fa nuovamente vedere: arrivano altri due successi di tappa tra Agrigento e Monselice, entrambi portati a casa d’esperienza e di classe.

Joao Almeida, voto 8: ne risentiremo parlare di sicuro. Uno degli assoluti protagonisti di questo Giro d’Italia. Non doveva neanche esserci al via, il portoghese, ma ha sfruttato l’infortunio di Evenepoel per venire fuori definitivamente. Salto di qualità eccezionale, deve migliorare ancora un po’ nelle grandi montagne, ma è un prospetto spaventoso.

Peter Sagan, voto 7,5: ha voluto onorare al meglio la sua prima partecipazione alla Corsa Rosa. Prova ogni giorno a far qualcosa nelle tappe a lui adatte, ma gli manca sempre un po’ di fortuna. A Tortoreto però non vuole sbagliare e trionfa da fenomeno.

Wilco Kelderman, voto 7: due settimane da padrone di questo Giro o quasi. Si gestisce al meglio, va alla grande a cronometro e non perde mai un secondo in salita. Sembra lanciato verso il trionfo finale, veste anche la Maglia Rosa, ha la squadra perfetta a suo supporto, ma crolla nelle ultime salite di questo Giro e deve accontentarsi di una terza posizione tutt’altro che entusiasmante.

Domenico Pozzovivo, voto 7: due settimane da sogno per il veterano lucano. Fa addirittura sperare in grande, è vicinissimo al podio, c’è la vittoria non lontana. Poi crolla nella terza settimana, con gli infortuni che si fanno sentire. In ogni caso l’undicesima posizione finale è una gran iniezione di fiducia verso il futuro.

Vincenzo Nibali, voto 6: lo Squalo ci ha provato in tutti i modi, ma come ha ammesso, contro ragazzi molto più giovani di lui non ha potuto niente. Settima piazza amara, difficile fare di più.

Jakob Fuglsang, voto 5: partiva in prima fila alla vigilia di questo Giro. Il danese, dopo il trionfo al Lombardia, voleva finalmente esprimersi al meglio in una grande corsa a tappe. Viene nuovamente rimandato, con una sesta piazza che non convince.

Elia Viviani e Fernando Gaviria, voto 5: una stagione da dimenticare per entrambi. Tralasciando le sfortune tra cadute ed infortuni vari (Gaviria addirittura colpito per ben due volte dal Covid), nelle prime tappe per velocisti dovevano essere i rivali di Démare invece non si sono neanche avvicinati al francese.

gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Lapresse

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