Tour de France 2020: quattro colombiani nella top10! Molto bene anche Francia e Slovenia. Italia già fuori classifica

Al Tour de France sono finalmente arrivate le salite, non quelle logoranti e proibitive in grado di infliggere distacchi pesanti, ma quelle utili a capire se non altro chi, di certo, questa Grande Boucle non la potrà vincere. Al termine della quarta tappa, vinta da uno straripante Primoz Roglic, la classifica generale inizia ad assumere una fisionomia già più chiara, con i big che ora si trovano quasi tutti nelle prime posizioni.

La Nazione più rappresentata nella Top-10 è la Colombia, con ben quattro alfieri di assoluto livello. Se per Egan Bernal (6°) ciò, fin dalla vigilia, rappresentava un semplice punto di partenza, fa sicuramente piacere vedere una Nazione con un passato glorioso in questo sport aver ritrovato finalmente la brillantezza ed il riscatto di due corridori come Nairo Quintana (9°) ed Esteban Chaves (8°), che venivano considerati da molti in una fase calante della loro carriera e sembrerebbero essersi invece ripresi egregiamente.

Altra nota estremamente positiva per i sudamericani è di certo l’apparente definitiva acquisizione di maturità di chi, con Bernal, rappresenta il futuro del ciclismo colombiano, quel Miguel Angel Lopez che sembra poter andare anche oltre il decimo posto che al momento riveste nella classifica generale.

Ritornando alla Top-10, l’altra Nazione rivelazione di questo Tour è di certo la Slovenia, che può annoverare colui che fino ad ora appare come l’uomo da battere, Primoz Roglic, terzo e forte dell’appoggio fondamentale della sua Jumbo-Visma, e colui che, tra i giovani, si sta mettendo più in mostra per l’egregia capacità di leggere le situazioni di corsa e per la disarmante maturità con cui affronta qualsiasi tipo di imprevisto con cui si trova ad avere a che fare, quel Tadej Pogacar quarto nella generale e vera e propria mina vagante di questa Grande Boucle 2020.

La terza ed ultima Nazione ad avere più di un uomo nella Top-10 è la Francia che, pur priva di Pinot e Bardet, si sta godendo un fino a qui più che positivo Julian Alaphilippe (forse favorito anche dal percorso che sembra essere disegnato “ad hoc” per le sue caratteristiche) e Guillame Martin (5°), che sta portando avanti quell’esponenziale percorso di crescita iniziato al Giro del Delfinato.

Nulla da fare per ciò che riguarda la classifica generale invece per l’Italia. Il Bel Paese, con Fabio Aru appannato e Domenico Pozzovivo che non partiva di certo con la prerogativa di entrare a tutti i costi in top 10, sembra avere un deficit in questo periodo storico di un vero uomo per i Grandi Giri, con Vincenzo Nibali che alla soglia dei 36 anni continua ad apparire come la carta migliore da giocarsi e Giulio Ciccone che non ha ancora l’esperienza necessaria per pensare di competere agli altissimi livelli a cui si corre in questa Grande Boucle densissima di talento.

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michele.giovagnoli@oasport.it

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