Tour de France 2020, i promossi e bocciati della tappa di oggi

La nona tappa del Tour de France 2020, come da pronostico della vigilia, ha visto protagonisti i grandissimi uomini di classifica. A trionfare è stato lo sloveno Tadej Pogacar (UAE Emirates), davanti al connazionale Primoz Roglic, che ha strappato la maglia gialla al britannico Adam Yates, giunto a 54″. Terzo un eroico Marc Hirschi, con lo svizzero della Sunweb che ha letteralmente infiammato la frazione odierna. Andiamo ora però a vedere tutti i promossi ed i bocciati di giornata.

I PROMOSSI DELLA NONA TAPPA

Marc Hirschi: lo svizzero quest’oggi dimostra che il secondo posto ottenuto alla seconda frazione non è stato affatto dovuto ad una fortunata coincidenza. Si rende protagonista di un’azione d’altri tempi a 90 km dal traguardo su cui nessuno avrebbe scommesso e per poco non riesce a resistere al rientro degli uomini di classifica. Nonostante il terzo posto allo sprint, la sua giornata non può che essere più che positiva, soprattutto per le potenzialità messe in mostra in alcuni passaggi.

Primoz Roglic: lo sloveno non ha ancora la gamba per staccare in maniera netta i suoi avversari ma oggi la sua capacità di restare sempre nelle prime posizioni della corsa gli permette di raggiungere il grande obiettivo della vigilia: prendersi la maglia gialla. Poco male per il successo di tappa sfiorato, ora la classifica generale infatti, vista la profondità della sua Jumbo-Visma, gli permetterà di correre in difesa, limitandosi a chiudere e a non perdere terreno in vista della cronometro finale

Tadej Pogacar: il giovane connazionale di Roglic è il vero protagonista di questa due giorni pirenaica. Con la vittoria di oggi e l’azione di ieri lo scalatore ha mostrato, almeno per il momento, di essere forse l’uomo più in palla tra i grandi capitani quando si tratta di salire. Per la vittoria finale ci sarà ancora da tenerlo d’occhio. Peccato per i secondi persi nella tappa dei ventagli.

Egan Bernal: il colombiano sta migliorando di giorno in giorno la propria condizione, ciò risulta evidente. Quest’oggi non si limita a difendere ma si rende protagonista anche di un attacco personale. La sensazione è che nella terza settimana sarà al 100% e ciò potrebbe rappresentare un problema anche per il cannibale Primoz Roglic.

Mikel Landa: il basco, ritornato nel suo habitat naturale, le grandi montagne, torna a mostrare l’enorme potenziale di cui dispone, restando senza troppi problemi a ruota del terribile trio Pogacar-Bernal-Roglic. Se non avesse perso 1’21” nella frazione animata dal vento ora il podio sarebbe più che alla portata, ma comunque, con tutti questi metri di dislivello ancora da disputare, lo spagnolo è tutt’altro che fuori dai giochi.

Richie Porte e Bauke Mollema: duramente criticati durante la tappa dei ventagli, in cui si erano fatti beffare ingenuamente, considerata la loro esperienza, i due capitani della Trek Segafredo oggi si superano, concludendo a ridosso dei migliori e dando prova di grande solidità. La classifica generale, che vede il tasmaniano undicesimo e l’olandese tredicesimo, sembra ora potersi anche riaprire.

Damiano Caruso: l’azzurro continua a stupire in questa Grande Boucle 2020, giungendo con il gruppo maglia gialla al traguardo e scalando al sedicesimo posto della classifica generale, ad un soffio dalla Top-15. Se non calerà nella terza settimana, potrebbe fare davvero bene, centrando anche un obiettivo difficilmente pronosticabile alla vigilia del Tour.

Guillaume Martin: il francese, nonostante per la prima volta in questa Grande Boucle non abbia retto il passo dei migliori, ha concluso in maniera positiva la frazione odierna, riuscendo a difendere il preziosissimo terzo posto della generale. Il terzo classificato del Giro del Delfinato 2020 non si è scomposto quando gli sono mancate le gambe e ha concluso con il proprio passo la frazione, riuscendo a limitare i danni in maniera più che dignitosa.

I BOCCIATI DELLA NONA TAPPA 

Nairo Quintana: promuovere Martin e bocciare Quintana, giunto comunque a 11″ e ancora in lizza per un posto sul podio finale, potrebbe sembrare incoerente, ma in fondo non lo è. A differenza del francese, il colombiano è un corridore affermato, ad una stagione di svolta per la sua carriera. Oggi, rispetto a quanto di buono fatto vedere ieri, il capitano dell’Arkea-Samsic ha mosso infatti un evidente passo indietro, mostrando ancora una volta la sua cronica tendenza all’incostanza che tanto lo ha penalizzato durante la carriera.

Adam Yates: il britannico giunge con 54″ di ritardo al traguardo finale e cede la maglia gialla, precipitando all’ottavo posto della generale. Il suo crollo non è un qualcosa di eccezionale, piuttosto un cedimento inevitabile che prima o poi sarebbe dovuto arrivare. Vedremo se sarà in grado ora di risalire la china. La sensazione tuttavia è che chi lo precede gli sia al momento superiore.

Miguel Angel Lopez: il “Superman” colombiano, rimasto leggermente nascosto nelle prime frazioni e pronosticato come uno dei grandi favoriti quest’oggi, è forse il vero sconfitto di giornata. Il minuto che rimedia dai suoi principali avversari per il podio lo fa scivolare ulteriormente in classifica e rischia di condannarlo già al termine della prima settimana di corsa.

Enric Mas e Alejandro Valverde: la coppia della Movistar continua a non trovare fiducia in questa Grande Boucle e ad accumulare pesanti secondi di ritardo dai migliori. Mas non sembra ancora essere all’altezza di vestire il ruolo di capitano in una formazione come quella spagnola, mentre Valverde non sembra semplicemente essere più quello di un tempo, a causa di un’esigente carta d’identità.

Fabio Aru: il Cavaliere dei Quattro Mori esce di scena in malo modo da un Tour de France che avrebbe potuto anche rilanciarlo definitivamente. Il sardo, in strada, sembra ormai essere una brutta copia del campione che fu. Le problematiche principali, tuttavia, sembrano essere di carattere psicologico e appaiono come le più difficili da risolvere. Ora dovrà fermarsi, riflettere e riprogrammare, perché un talento cristallino come il suo non può essersi perso in questo modo.

michele.giovagnoli@oasport.it

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Foto: LaPresse

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