Pagelle Tirreno-Adriatico 2020, sesta tappa: Merlier perfetto, deludono Gaviria ed Aranburu



Dopo le emozioni vissute ieri, la frazione odierna della Tirreno-Adriatico 2020 sembrava essere stata disegnata per un finale con una volata di gruppo. Rispetto alle attese della vigilia però, nello sprint, a spuntarla non è stato nessuno dei due grandi favoriti della vigilia, Pascal Ackermann e Fernando Gaviria, bensì il belga Tim Merlier (Alpecin-Fenix), bravissimo ad anticipare tutti ed a concludere con le braccia al cielo sul traguardo di Senigallia.

Andiamo però ora a dare i voti a tutti i protagonisti della frazione odierna.

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PAGELLE SESTA TAPPA

Tim Merlier, 9 – Il campione belga quest’oggi è semplicemente impeccabile in volata, bravissimo a scattare al momento giusto e ad evitare sia di ritrovarsi con il vento in faccia che di partire troppo in ritardo. La velocità che riesce a sprigionare e con la quale beffa tutti i suoi avversari, per gli addetti ai lavori è invece tutt’altro che una novità.

Alpecin-Fenix, 9 – La squadra belga raccoglie un successo meritato, che non è arrivato dall’uomo su cui erano riposte le attese maggiori, Mathieu Van der Poel. Grande intelligenza tattica dei fiamminghi che si sono messi a tirare per Merlier, dando l’impressione di farlo per l’olandese, garantendo poi anche una buona copertura in volata al loro sprinter fiammingo.

Pascal Ackermann, 7 – Dopo due successi il tedesco si deve quest’oggi accontentare della piazza d’onore. La sua frazione è però tutt’altro che negativa, poiché dopo la foratura vi era stato anche il rischio di non vederlo partecipare per nulla alla volata finale e invece, se non fosse stato per un superbo Merlier, probabilmente anche quest’oggi l’avrebbe portata a casa. Forse è partito leggermente in ritardo in sede di sprint.

Fernando Gaviria, 5 – il colombiano quest’oggi delude molto, piazzandosi al quarto posto finale. Dopo la foratura del suo grande avversario della Bora era infatti diventato il favorito numero uno per la vittoria di tappa ma ancora una volta si è fatto superare dal teutonico. Oggi, a creargli maggior rammarico, si sono infilati davanti anche Merlier e Nielsen, due corridori di livello certamente inferiore.

Davide Ballerini, 5.5 – L’azzurro non riesce a sfruttare al meglio il lavoro dei suoi uomini, che lo avevano messo in condizione di effettuare una buona volata. Per lui arriva un sesto posto che non è sicuramente da buttare ma che, per come si erano messe le cose, poteva essere anche migliorato con una diversa gestione dello sprint.

Simon Yates, 6.5 – Il britannico, in maglia azzurra, corre con grande attenzione, evitando di prendersi rischi inutili e facendosi sempre vedere nelle prime posizioni del plotone con i suoi compagni della Mitchelton Scott. Per lui oggi era prerogativa fondamentale non perdere secondi importanti e l’obiettivo è stato raggiunto con il minimo sforzo. Promosso.

Chris Froome, 5.5 – Il quattro volte vincitore del Tour de France non perde nemmeno un secondo, rimanendo nascosto nella pancia del gruppo in una tappa che non doveva di certo vederlo protagonista. La paurosa sbandata presa nel finale, che ha seriamente rischiato di farlo andare a terra con il plotone lanciato a 55 km/h, è però l’ennesimo segno di come il corridore britannico non sia ancora al 100% della condizione fisica e mentale. Anni fa infatti, un errore del genere non sarebbe stato nemmeno preventivabile, perché il miglior Froome si sarebbe trovato sicuramente nelle prime posizioni del gruppo in quel frangente della corsa.

Alex Aranburu, 5 – Dopo la mezza delusione trasmessa dal suo capitano Jakob Fuglsang sulle prime pendenze serie della corsa, quest’oggi il velocista dell’Astana delude le aspettative della vigilia, che lo pronosticavano come possibile outsider per la vittoria finale. Il decimo posto al traguardo non può che essere un punto di partenza per un corridore dotato della sua velocità.

michele.giovagnoli@oasport.it

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Foto: LaPresse

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