Freccia Vallone 2020: i favoriti. Assente Alaphilippe, ghiotta occasione per Hirschi e Kwiatkowski

Alla Freccia Vallone 2020, che si terrà domani, sarà assente il campione in carica, nonché fresco iridato, Julian Alaphilippe. Anche l’argento di Imola, Wout Van Aert, ha dato forfait. I due grandi favoriti, dunque, sono il terzo e il quarto del recente Mondiale: lo svizzero Marc Hirschi (Sunweb) e il polacco Michal Kwiatkowski (Team Ineos). Il primo, al momento, sembrerebbe avere qualcosa in più, soprattutto su un arrivo particolare come quello piazzato in vetta al muro di Huy. Il secondo, però, ha dalla sua più esperienza (è già arrivato sul podio nel 2014) e una squadra decisamente più attrezzata. A scortare Kwiatkowski, infatti, ci saranno corridori del calibro di Dylan van Baarle, Pavel Sivakov e del rientrante Egan Bernal.

In seconda fila troviamo alcuni interessanti reduci del Tour, primo fra tutti il vincitore della Grande Boucle, lo sloveno Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), il quale, sul Muro di Huy, può essere un cliente decisamente scomodo. Attenzione anche al tasmaniano Richie Porte (Trek-Segafredo), che a 35 anni ha deciso di provare le classiche e la più adatta a lui, sulla carta, dato l’arrivo in salita, è sicuramente la Freccia Vallone. Molto interessante la coppia della Bora-Hansgrohe formata dal tedesco Lennard Kamna e da un habitué della top-10 di questa manifestazione quale l’austriaco Patrick Konrad.

Sarebbe ancor più temibile il duo della EF Pro Cycling composto dai colombiani Daniel Martinez e Sergio Higuita, se non fosse che le condizioni fisiche del secondo, il quale ha le caratteristiche ideali per imporsi sul Muro di Huy, sono un’incognita dopo la caduta al Tour de France. Vanno tenuti in considerazione, inoltre, anche Tim Wellens (Lotto-Soudal) e Warren Barguil (Arkea-Samsic), i quali, in passato, sono già arrivati molto vicini ai primi alla Freccia Vallone.

Ci sono, poi, cinque corridori che qui, in passato, sono arrivati sul podio, ma che, ad oggi, non offrono garanzie di risultato, chi per l’età e chi poiché reduce da un periodo non esaltante. Parliamo di Jelle Vanendert (Bingoal Wallonie-Bruxelles), Daniel Martin (Israel Start-up Nation), Michael Albasini (Mitchelton-Scott), Dylan Teuns (Bahrain-McLaren) e Sergio Henao (UAE Team Emirates). Qualcuno di loro, dato il grande feeling che hanno con il muro di Huy, potrebbe comunque rivelarsi competitivo per il successo finale.

luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: LaPresse

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