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Ciclismo, Giovanni Aleotti: “Stimolante trovare Sagan alla Bora-hansgrohe. Il primo anno dovrò fare esperienza”



Giovanni Aleotti è pronto al grande salto coi professionisti del pedale, prima ancora di sorprendere tutti con la splendida azione finale che gli è valsa il titolo tricolore Under 23, la crescita del talento modenese è balzata subito a gli occhi degli appassionati col passaggio già nella prima categoria internazionale juniores, dove nonostante il cambio degli avversari continuava a regalare palpitanti e promettenti emozioni. Aleotti è determinato, maturo, grato a coloro che hanno lavorato insieme a lui; una propensione alle due ruote che si mette in luce già con la prima vittoria nella seconda gara tra i giovanissimi, in sella a una piccola bici Scott giallo-fluo con il cambio sul cannone. Da quella piccola coppa alzata verso il cielo sono poi trascorse decine di miglia di chilometri, la gioia di una vittoria, il “fallimento” di una sconfitta, i momenti più importanti per preparare l’atleta al suo futuro. La tendenza sarà quella di parlare sempre più italiano all’interno della formazione tedesca Bora-Hansgrohe, con l’emiliano-romagnolo che ha appena firmato un contratto triennale alla corte del tre volte campione del mondo Peter Sagan.

Nel palmares di Giovanni Aleotti figura un prestigioso secondo al Tour de l’Avenir. Al recente Giro U23 è giunto quarto, pensava di fare meglio?

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“Quando si attacca il numero sulla schiena si parte con l’obiettivo di ottenere il massimo. Chiaramente le aspettative di partenza erano quelle di cercare il successo finale, ma in fin dei conti analizzando l’intera corsa non ho nulla da recriminarmi, abbiamo gareggiato molto bene con tutto il team. All’ultima tappa con l’ascesa al Mortirolo ho visto quali siano i miei reali valori in campo e sopratutto quelli dei principali avversari; credo che la mia posizione in classifica generale non potesse essere tanto diversa. Logicamente dispiace vedere sfumare il podio, ma sono soddisfatto di una top 5 in un Giro d’Italia corso ad andature molto elevate”.

Quali tipologie di percorso ritiene più adatte alle sue caratteristiche, le Classiche o le grandi corse a tappe?

“Ho sempre vinto due o tre corse all’anno nelle prove da disputarsi in giornata, sin dalle categorie minori. Nelle corse di un giorno la differenza sono riuscito a farla sulle ultime asperità. Sogno il Giro dell’Emilia per il legame affettivo che ho con la gara: sono sempre andato a vederla da piccolo con mio papà ed è stata la corsa  al debutto con i professionisti nel 2018 con la Nazionale Italiana. Il podio al Tour de l’Avenir, mi ha fatto capire che con una preparazione adeguata le piccole corse a tappe possono essere alla mia portata”.

Con i neo-professionisti del pedale stiamo assistendo ad un ciclismo completamente rivoluzionato nelle ultime stagioni: qual è stato il suo cammino in avvicinamento fino ad oggi?

“Tutto partì nella categoria dei Giovanissimi (5-12 anni, ndr) con la “Stella Alpina” di Renazzo, con il prosieguo nelle categorie giovanili che è stato tramite la società Iaccobike e la S.S. San Carlesese fino alla categoria juniores. Proprio in quest’ultima formazione, grazie al meticoloso lavoro dei d.s. Enrico Pritoni e Simone Frigato, ho potuto correre in un clima molto rilassato e con lavori specifici studiati per procedere nella massima gradualità, fino a giungere nella squadra dove tutt’ora gareggio, il Cycling Team Friuli, nel quale con i tecnici siamo entrati in sintonia dal primo momento. Nessun ritiro in altura prima di divenire Under 23, esercizi mirati e carichi di lavoro ben distribuiti senza pressione e senza bruciare alcuna tappa”. 

Come si presenta il passaggio tra i big del pedale con la Bora – Hansgrohe? 

“Sono molto contento di iniziare il mio percorso tra i professionisti. Come primo anno non mi aspetto grandi cose, avrò il compito di fare esperienza. Approdare nella squadra di Peter Sagan è molto stimolante, ma più in generale con tutti: Schachmann, Buchman, Oss. Ritroverò anche Matteo Fabbro con il quale in Friuli ho condiviso parecchie strade in allenamento”.

L’anomala stagione ciclistica non vedrà disputarsi i mondiali Under 23. Occasione persa con un mondiale in casa.

“Dispiace molto non gareggiare il Campionato Mondiale Under 23; soprattutto quest’anno con la rassegna iridata che calcava le strade della mia regione. Comprendo la decisione dell’UCI. Con la prima precedente esperienza ai mondiali di Harrogate e con un percorso articolato in questo modo, lo spettacolo con gli Under 23 non sarebbe certamente mancato”.

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Foto: credit © Lisa Paletti

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