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Strade Bianche 2020: Wout Van Aert vince davanti ad un grande Davide Formolo. 4° un generoso Bettiol



Era il giorno più atteso e lo spettacolo non è assolutamente mancato. Il massimo circuito internazionale del ciclismo, quello del World Tour, è ripartito con una classica italiana: la Strade Bianche. Scenario magnifico in una delle corse più caratteristiche: i suoi undici tratti in sterrato e l’arrivo in Piazza del Campo la rendono unica. La collocazione in calendario con il caldo afoso e la polvere che si è andata ad alzare hanno contribuito ancor di più ad aumentarne la difficoltà. A trionfare, al termine dei 184 km nei pressi di Siena è Wout Van Aert. Dopo due terzi posti tra 2018 e 2019, dopo la bruttissima caduta al Tour de France dell’anno scorso, il belga è riuscito ad agguantare uno strepitoso successo.

Sei corridori si sono avvantaggiati nella prima fase di gara: Simon Pellaud e Nicola Bagioli,(Androni), Quentin Pacher (B&B Vital Concept), Iuri Filosi (Bardiani CSF Faizanè), Cornè Van Kessel (Circus Wanty Gobert) e Benjamin Declercq (Arkea Samsic). Dopo i primi tratti in sterrato è rimasto in solitaria in avanscoperta Pellaud, che è stato raggiunto successivamente dal trio formato da Bob Jungels (Deceuninck Quick Step), Marcus Burghardt (Bora Hasngrohe) e Alex Cataford (Israel Start Up Nation). Nel frattempo il gruppo si è distrutto: le cadute e gli inconvenienti meccanici hanno coinvolto gli azzurri Vincenzo Nibali e Giulio Ciccone, assieme agli attesi protagonisti Julian Alaphilippe, campione uscente, e Mathieu van der Poel.

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L’attacco decisivo è nato nel tratto più atteso, quello di Monte Sante Marie. Si sono mossi in tanti, ma alla fine colui che è riuscito ad evadere è stato Jakob Fuglsang (Astana): il danese ha aumentato l’andatura, con il plotone che si è ridotto a pochissime unità. All’inseguimento si sono portati Davide Formolo, Wout Van Aert, Alberto Bettiol, Greg Van Avermaet e Max Schachmann, che hanno raggiunto il vincitore della Liegi 2019 proprio in uscita del tratto in sterrato, andando a formare un drappello di sei uomini.

Ad anticipare il tratto di Colle Pinzuto ci hanno provato Schachmann e Van Aert, nel frattempo però l’unico a pagare è stato il campione olimpico Van Avermaet, che ha perso contatto. Sul finale del tratto in sterrato l’attacco di Bettiol, raggiunto però dai compagni di fuga. Nell’ultimo settore Van Aert si è lanciato in discesa, anticipando tutti: Bettiol all’inseguimento non è riuscito ad accodarsi, finendo addirittura per perdere contatto, così com’è accaduto a Fuglsang. Gli unici che hanno provato ad andare in caccia del belga sono stati Schachmann e Formolo.


Nel finale nessun problema per il fenomenale belga della Jumbo-Visma che è andato a guadagnare, metro dopo metro, secondi sugli inseguitori: neanche lo strappo conclusivo ha creato difficoltà. Trionfo in solitaria a braccia alzate in Piazza del Campo. Una seconda piazza più che positiva per Davide Formolo, mentre terzo è Schachmann. Eccellente anche la quarta posizione di Alberto Bettiol.

gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Lapresse

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