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MotoGP, problema motori in Yamaha sulle disponibilità: l’ultimo ritiro di Franco Morbidelli conferma le criticità



Che ci sia qualcosa che non vada nel motore Yamaha appare chiaro. La casa di Iwata ha iniziato in maniera molto convincente, dal punto di vista prestazionale, la stagione in MotoGP, visto il duplice successo del francese Fabio Quartararo in sella alla M1 del Team Petronas. C’è però un allarme affidabilità nella scuderia giapponese.

Nella prima apparizione a Jerez de la Frontera (Spagna), Valentino Rossi era stato costretto a fermarsi per un problema tecnico e a spegnere la moto per evitare danni più seri. Stessa storia, stesso mare ieri per Franco Morbidelli, in lizza per il podio e obbligato ad alzare bandiera bianca. Una situazione complicata, come evidenziato dalla lista ufficiale dei motori usati da tutti i piloti in MotoGP.

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Da regolamento è previsto l’uso di cinque propulsori con sviluppo congelato in tutta la stagione per i top-team, vista la riduzione dei GP. In caso di uso di un motore aggiuntivo, c’è l’obbligo di prendere il via dalla pit-lane. Se ci fosse una mancata notifica al direttore tecnico del campionato dell’uso del nuovo propulsore, saranno aggiunti anche 5″ di penalità. In questo contesto Vinales è quello messo peggio, avendo già utilizzato tutti e 5 i motori a sua disposizione. Nel primo weekend ne ha sfruttati ben 3 e 2 nell’ultimo andato in scena in terra spagnola. Giova ricordare che tali propulsori potranno comunque essere riusati. Per quanto riguarda Rossi, Morbidelli e Quartararo i motori punzonati sono quattro.


In Giappone sono a lavoro per risolvere il problema, ma è chiaro che questa situazione, considerati i ritiri citati precedentemente, non è di facile risoluzione per la scuderia dei tre diapason.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

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Foto: LaPresse

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