Bebe Vio sul razzismo: “C’è ancora troppa chiusura mentale, non fa eccezione lo sport”

Le immagini che abbiamo visto arrivare dagli Stati Uniti fanno rabbrividire e sono davvero inconcepibili in una società civile come la nostra ma come anche, agli inizi della diffusione del Covid-19, il grande terrore che i cinesi fossero i portatori del virus… e magari non tornavano in Cina da anni! Purtroppo le barriere mentali molto spesso sono ancora troppo radicate, portando così ad aumentare l’odio e la diffidenza nei confronti di chi è ‘diverso’ da noi. Io credo che però siamo tutti diversi gli uni dagli altri, non c’è un ‘diverso’ e un ‘uguale’. Ognuno di noi ha delle caratteristiche che lo rendono unico ma non per questo diverso“.

Con queste parole la pluricampionessa mondiale e oro alle Paralimpiadi di Rio 2016 nel fioretto Bebe Vio ha commentato l’omicidio di George Floyd, in un’intervista concessa a Eurosport. L’azzurra, con la solita schiettezza e sincerità, si è espressa su una tematica molto delicata, come quella del razzismo, usando termini estremamente precisi e di condanna rispetto ad atti di questo genere.

Non ho mai assistito direttamente a episodi di razzismo ma ben ricordo le polemiche che si erano scatenate nel 2018 con la vittoria della medaglia d’oro nella staffetta da parte della squadra italiana femminile ai Giochi del Mediterraneo. Le polemiche si erano scaturite dal fatto che le atlete erano di colore ma rappresentavano l’Italia. Credo che già da qui si possa capire quanto la chiusura mentale sia ancora troppo forte anche in un ambito come lo sport e il colore della pelle sia più importante delle vere capacità delle persone“, ha aggiunto la campionessa nostrana.

Bebe ha poi espresso il proprio pensiero circa la sua esperienza personale e se, in qualche modo, si sia sentita discriminata: “Non mi sono mai sentita discriminata in quanto donna ma credo che la parità di genere, da un punto di vista generale, sia ancora abbastanza lontana. Si stanno muovendo i primi passi in avanti ma di strada ce n’è ancora da fare. Un piccolo esempio l’abbiamo avuto tutti sotto gli occhi, proprio lo scorso anno, quando le ragazze della Nazionale di calcio, considerate ancora non professioniste, si sono qualificate ai Mondiali, al contrario dei loro colleghi maschi. Ci sono state molte critiche soprattutto da parte del mondo maschile ma loro, a testa alta, hanno dimostrato tutto il loro valore!“.

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Clicca qui per seguire OA Sport su Instagram
Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: LaPresse 

LA NOSTRA STORIA

OA Sport nacque l'11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L'attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell'arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all'Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.

TAG:
Bebe Vio

ultimo aggiornamento: 26-06-2020


Subscribe
Notificami
2 Commenti
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
OLIMPIONICO
OLIMPIONICO
9 mesi fa

Ma stai zitta.

Fabio90
Fabio90
9 mesi fa
Reply to  OLIMPIONICO

Giandomenico Tiseo e Militello sono mesi che non seguo più il vostro sito per i commenti prima di uno (riax mi pare) e poi sopratutto di questo OLIMPIONICO. Oggi torno a dare uno sguardo, e ritrovo commenti sessisti (alla piccinini) e orripilanti verso la Bebe Vio, e tantissimi altri. Io riscappo di nuovo, ma seguendovi da anni, mi pare davvero brutto veder sporcare un sito cosi bello e pulito da commenti che si trovano perlopiù nella fanpage leghiste sui social. Lo dico per voi, poi fate come volete.

Tennis, Dominic Thiem rifiuta l’isolamento volontario e vince la Finale dei Campionati austriaci 2020

Tour de France 2020: i convocati della Lotto Soudal. Tris per le tappe con Ewan, Gilbert e Wellens