Sci di fondo, la NextGen maschile: c’è anche l’italiano Davide Graz tra i cinque under21 più promettenti

Concludiamo la nostra esplorazione del futuro delle discipline nordiche guardando alla NextGen dello sci di fondo maschile. Tenendo in considerazione i nati dal 2000 in poi, questa è la disciplina in cui il livellamento tra gli atleti venuti al mondo nel XXI secolo è più marcato. In ogni caso, tra i cinque prescelti che hanno guadagnato accesso alla rosa ristretta, c’è anche un italiano.

Come da tradizione, si comincia con una coppia di premesse. In primis, selezionare un quintetto è stato arduo, poiché i ragazzi con le credenziali per entrare nella short-list sono almeno il doppio. Alla fine si è comunque giunti a una scrematura, che ha portato quantomeno un paio di atleti a venire esclusi nonostante ottime qualità. I due verranno in ogni caso citati al termine dell’articolo. In secondo luogo, va sempre ribadito come le valutazioni siano state effettuate sulla base di quanto visto sino al termine dell’inverno 2019-20. Sappiamo però come l’evoluzione della carriera dei fondisti possa essere imprevedibile, essendo soggetta a mille variabili. Dunque non ci sarebbe da stupirsi se qualche “predestinato” non riesca a sfondare, oppure se al contempo dei “brutti anatroccoli” dovessero trasformarsi in cigni. Terminata la solita introduzione, passiamo alla lista dei cinque, citandoli come d’abitudine dal più giovane al più anziano. Lo scarto è in ogni caso minimo, poiché sono tutti classe 2000.

ANDERSEN Iver Tildheim (NOR)
Il norvegese ha un palmares in ambito junior di assoluto rispetto, avendo conquistato prima il bronzo iridato di categoria nella 10 km di Lahti 2019 e poi la medaglia d’oro nella 30 km di Oberwiesenthal 2020. Al di là di queste affermazioni, ciò che colpisce del diciannovenne proveniente dai sobborghi di Oslo è la sua competitività a skating, tecnica in cui si è già reso protagonista di alcune performance notevoli anche tra i senior, tra cui spicca il 12° posto nella 15 km dei campionati nazionali disputati a fine gennaio 2020. Peraltro non si è trattato di un exploit isolato, poiché Andersen aveva già concluso nelle prime venti posizioni la 10 km che assegnava il titolo norvegese 2019. Dunque, se si tratta di competere in passo pattinato, questo ragazzo ha testimoniato di avere un potenziale importante. Pertanto andrà seguito con un occhio di riguardo nel prossimo futuro.

SCHUMACHER Gus (USA)
Gli appassionati di sci di fondo conoscono già da tempo il nome dell’americano, considerato un autentico predestinato. Nel mese di marzo, il teenager dell’Alaska ha confermato le buone parole spese per lui dagli addetti ai lavori, andando a vincere la medaglia d’oro nella 10 km ai Mondiali junior di Oberwiesenthal. Al di là di questo risultato, autentico coronamento della carriera juniores, il dato più incoraggiante riguardo lo statunitense è rappresentato dalla sua costante progressione negli ultimi anni. Non è passato inverno senza che la sua competitività non sia cresciuta. Alla luce di queste premesse, sarà molto interessante seguire la sua transizione in categoria senior, dove potrà gareggiare a tempo pieno a partire dal 2020-21.

EVENSEN Ansgar (NOR)
La presenza di Ansgar Evensen in questa lista era, ovviamente, scontata. D’altronde il norvegese è prepotentemente balzato agli onori della cronaca lo scorso 31 gennaio, giorno in cui tra la sorpresa generale ha vinto la sprint senior dei campionati nazionali, battendo fondisti del calibro di Erik Valnes, Håvard Solås Taugbøl, Sindre Bjørnestad Skar ed Eirik Brandsdal, ovvero tutti atleti in grado di salire sul podio in Coppa del Mondo nel corso dell’anno solare precedente! Evensen ha confermato il proprio ruolo di grande favorito nella sprint dei Mondiali junior di Oberwiesenthal, conquistando una medaglia d’oro che fa il paio con quella d’argento ottenuta nel 2019 contro avversari di un anno più maturi. Insomma, se non vi saranno intoppi in off-season, chissà che nel corso della stagione 2020-21 il giovane scandinavo non possa già regalare qualche sprazzo di classe nelle sprint di Coppa del Mondo.

MOCH Friedrich (GER)
Friedrich Moch è la grande speranza dello sci di fondo tedesco. D’altronde il ventenne del Baden-Württemberg si è messo al collo due argenti ai Mondiali junior di Oberwiesenthal e ha già sfiorato la zona punti in Coppa del Mondo. In Germania il sogno è quello di tornare ad avere un atleta in grado di lottare per le posizioni di vertice, come ai tempi di Rene Sommerfeldt, Tobias Angerer e Axel Teichmann. In tal senso, Moch sembrerebbe avere i crismi per riuscirci. L’unica incognita è rappresentata dal nefasto precedente con la tanto celebrata generazione femminile di metà anni ’90 che, nonostante i successi giovanili, non è mai riuscita a esplodere davvero nel massimo circuito. Si vedrà se il ragazzo tesserato per lo sci club di Isny avrà più fortuna in tal senso.

GRAZ Davide (ITA)
Infine, chiudiamo la rosa dei cinque con Davide Graz, un ragazzo di cui abbiamo parlato nel dettaglio tempo addietro (l’articolo è disponibile cliccando su queste parole). Il sappadino ha già scritto la storia, poiché nella sprint di Davos dello scorso dicembre è diventato il primo fondista nato nel XXI secolo a ottenere punti in Coppa del Mondo. Oltre a questo risultato, ai Mondiali junior si è messo al collo la medaglia di bronzo nella 10 km in alternato. Peraltro, durante la manifestazione iridata di categoria, ha dimostrato una certa versatilità. I latini dicevano repetita iuvant, quindi è il caso di ribadire alcuni concetti. In primo luogo, lo sci di fondo italiano non aveva per le mani un talento così cristallino da almeno un decennio, e cioè da quando il giovane Federico Pellegrino muoveva i primi passi nel massimo circuito. In seconda istanza, bisognerà capire quale strada intraprendere con Graz. Conviene farne uno specialista delle sprint? Oppure può nascere un atleta completo? Qual è il modo migliore per sviluppare le sue caratteristiche e le sue potenzialità fisiche? Insomma, l’ideale sarebbe quello di avere un progetto a lungo termine, allo scopo di comprendere quale possa essere la via migliore da seguire con un cavallino di razza come il friulano.

Infine è doveroso citare almeno altri tre atleti, tutti classe 2000, che hanno comunque saputo distinguersi rispetto ai coetanei. Due di essi sono statunitensi. Il primo è Ben Ogden, che pur senza mai conquistare medaglie a livello individuale ai Mondiali junior, ha dimostrato notevoli versatilità e costanza di rendimento, piazzandosi a più riprese nella top ten sia nel 2019 che nel 2020. Il secondo è James Clinton Schoonmaker, ragazzo ancora tutto da scoprire. Lo sprinter americano è infatti uno dei due atleti nati nel XXI secolo già capaci di marcare punti in Coppa del Mondo. Inoltre non può non essere indicato lo svizzero Valerio Grond, il quale non si è mai confrontato a livello senior, tuttavia si è messo al collo due medaglie iridate junior, di cui una conquistata nel “lontano” 2018, quando salì sul podio mondiale battendo avversari anche di due anni più maturi. Infine,non va dimenticato come i norvegesi che nel prossimo futuro potrebbero crescere in maniera esponenziale sono davvero parecchi. D’altronde, visto il numero di praticanti, non si può mai sapere quale coniglio uscirà dal cilindro norge.

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Foto: Gio Auletta/Pentaphoto

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