NASCAR 2020, Food City 500 Bristol: un evento imprevedibile nel ‘Colosseo’ del Tennessee!

Per il nono atto stagionale, la NASCAR Cup Series si sposta a Bristol per la prima delle due prove che si svolgono annualmente nello Stato del Tennessee. L’ultima corsa del mese di maggio è il recupero della gara che si sarebbe dovuta tenere nel primo week-end di aprile. Ricordiamo che, come accade per altre numerose piste, è prevista un’altra  prova su questa pista durante il campionato. La gara estiva sarà in notturna e varrà come tappa dei NASCAR Playoffs.

Il Bristol Motor Speedway è un ovale totalmente differente rispetto a quelli affrontati fino ad ora. Si tratta infatti di uno short-track, uno dei circuiti più corti ed iconici del calendario. Il tracciato è il secondo più corto dell’intero calendario, il più veloce tra gli ovali di questa tipologia. La metratura dell’impianto, edificato nel 1961, è di mezzo miglio, equivalente a 858 metri. La pista, percorsa in circa 14 secondi per un giro, è unica nel suo genere per altre due caratteristiche: la superficie dell’ovale e la presenza di due pit lane.

Come il Dover International Raceway, l’autodromo di Bristol non è in asfalto, ma in cemento. Per motivi di spazio, il tracciato, quando non ci sono le gare è uno stadio di football americano, sono presenti due corsie dei box. Il gruppo, di quaranta elementi per quanto riguarda la Cup Series, è diviso in due parti distinte. Metà ha la propria piazzola dove effettuare il pit-stop sul rettilineo principale, mentre l’altro segmento del gruppo è ubicato sulla retta opposta. Ci sono due modi differenti per effettuare le operazioni ai box. Nel caso di una sosta in condizione di bandiera verde, ogni pilota percorre esclusivamente la parte della ‘pit road’, il nome americano della corsia dei box, di riferimento. Quindi se  la piazzola di sosta si trova nel rettilineo opposto, l’auto entrerà in pit-lane dall’ingresso posto all’uscita di curva 2 e tornerà in pista all’ingresso di curva 3. Il discorso cambia in caso di caution. Ad ogni neutralizzazione il gruppo completa l’intero percorso. Quindi, se un pilota effettua la sosta in regime di Safety Car, entra in corsia dei box all’uscita da curva 2  ed esce all’ingresso di curva 1.

Il ‘Colosseo’ della NASCAR è una vera e propria pista ‘jolly’. Come Daytona, tracciato che a febbraio ha ospitato la mitica 500 miglia che inaugura il campionato, l’ovale del Tennessee rappresenta una ghiotta opportunità per chiunque. Il traffico e l’unicità dell’impianto rendono la gara particolarmente avvincente e può succedere di tutti. Anche i piloti meno quotati  hanno dunque la chance, unica, di strappare un pass per i Playoffs. Ricordiamo infatti che, un solo successo, garantisce l’ accesso sicuro alla fase conclusiva del campionato.

Su otto prove disputate sono sei i protagonisti diversi che hanno vinto fino ad ora. Denny Hamlin, alfiere del Joe Gibbs Racing, formazione di punta di Toyota, è l’unico pilota insieme a Joey Logano ad aver bissato il successo. Logano, campione della serie nel 2018, è secondo in classifica generale, alle spalle di Kevin Harvick, primo nella 400 Miglia di Darlington dello scorso 17 di maggio.

Le Chevrolet sembrano essere le auto da battere e restano le favorite anche nel Bristol Motor Speedway. L’evento in questione potrebbe sorridere a William Byron. Il #24 del team Hendrick, nettamente più competitivo rispetto allo scorso anno, cerca il primo acuto stagionale e l’appuntamento in Tennessee potrebbe aiutarlo nel suo obiettivo. Lo stesso discorso vale per Jimmie Johnson. Nella ‘lotteria’ di Bristol anche il sette volte campione della categoria potrebbe dire la sua. Il californiano che, al termine del 2020 potrebbe salutare il gruppo, ha infatti già vinto per due volte in questa location che, storicamente, ha sempre sorriso ai due fratelli del gruppo: Kurt e Kyle Busch.

Il primo, campione della Cup Series nel 2004, si è affermato per quattro volte nel ‘The Last Great Colosseum, l’ultima delle quali durante la night race del 2018. Il fratello Kyle, due volte campione della categoria, è colui che ha vinto più volte tra i piloti in attività con otto affermazioni sommando la competizione primaverile e quella autunnale. Il nativo dello Stato del Nevada insegue a distanza Darrell Waltrip, dodici volte vincente nella sua carriera nello short-track più rapido del calendario. Kyle dovrà difendere nella giornata odierna il successo del 2019 e potrebbe, al termine dell’evento, eguagliare Rusty Wallace, il più vincente della storia della Food City 500. Busch, pilota #18 Toyota con il Joe Gibbs Racing, cerca il primo successo nel 2020 in una pista dove ha segnato due ‘sweep’: la vittoria nello stesso week-end e nella medesima pista di tutte e tre le gare delle serie nazionali, la Cup, l’Xfinity e la Truck Series.

Tra gli altri che cercano una buona prestazione citiamo anche Ryan Blaney (Penske), nuovamente a podio nell’ultima 500km e Martin Truex Jr (Gibbs), pilota che anche mercoledì scorso ha dato spettacolo. Altri due outsider per l’evento di domenica sono Matt Kenseth e Matt DiBenedeto. Il primo, rientrato nella Cup Series con il Chip Ganassi Racing dalla 400 Miglia di Darlington torna in un tracciato che lo ha visto trionfare nel 2015, stagione in cui correva con il Joe Gibbs Racing. L’altro, pilota #21 del Woods Brothers Racing, squadra satellite di Penske, torna nello ‘stadio’ della NASCAR dopo aver sfiorato il successo nell’ultima night race. ‘Lo stallone italiano’, soprannominato in questo modo per un simpatico travestimento sfoggiato nell’agosto 2019 proprio a Bristol, ha un nuova importante opportunità  per cogliere la prima vittoria in carriera.

Non dimentichiamoci infine i promettenti rookie del gruppo. Christopher Bell (Leavine Racing Familty con la Toyota #95), Tyler Reddick (Richard Children Racing con la Chevrolet #8) e John Hunter Nemechek (Front Row Motorsport con una Ford #38) potrebbero essere le imprevedibili mine vaganti del nono atto del campionato.

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Foto:Shutterstock

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