Atletica, i record del mondo: l’86,74 di Yuriy Sedykh nel lancio del martello. Una bordata che resiste dal 1986


Millenovecentottantasei, anno di grazia per i lanci nell’atletica mondiale. Se da una parte Jurgen Schult seppe raggiungere una misura pressochè inarrivabile nel lancio del disco, dall’altra arrivò la risposta altrettanto vigorosa del re del lancio del martello, il sovietico di Novocerkassk, città di oltre 100mila abitanti posta nella Provincia di Rostov Yuriy Sedykh. 

Sedykh inizia a far parlare di sé nel 1973, allorché ai Campionati Europei Juniores di fine agosto si aggiudica la medaglia d’oro con la misura di 67,32. Il russo, con un lancio da 77,52, conquista la medaglia d’oro a Montreal 1976 a soli 21 anni. Quattro anni dopo il russo concede il bis con 81,80 contro l’80.64 del rivale più temuto, il connazionale Litvinov, che tre anni dopo conquisterà il primo titolo mondiale proprio ai danni del rivale più esperto.

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Il 1984 è un anno difficile per il lanciato re russo che deve rinunciare al tris olimpico ma cresce ulteriormente e fa atterrare l’attrezzo a 86,34, nuovo record mondiale. Sedykh è come il buon vino: invecchiando migliora e a Tallin nel maggio del 1986 scaglia il martello a 86.66 migliorando ulteriormente il record del mondo a 30 anni suonati. Agli Europei di Stoccarda c’è solo l’Unione Sovietica in lizza per il podio: da una parte l’esperto Sedykh, dall’altra i rampanti Litvinov e Nikulin.

Nikulin è medaglia di bronzo con 82 netto, mentre l’85,74 di Litvinov serve da stimolo ad un Sedykh che, spara il martello a 86,74 ottiene, oltre al terzo titolo continentale consecutivo, anche il suo “Personal Best” in carriera, nonché primato mondiale tuttora ineguagliato a 34 anni di distanza. L’apice tecnico di una carriera straordinaria che lo vedrà ancora salire sul podio olimpico e mondiale.

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