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Pietro Ruta, canottaggio: “Difficile spiegare cosa ci sia mancato per vincere. Dobbiamo arrivare al top alle Olimpiadi”



Pietro Willy Ruta ha centrato con Stefano Oppo il pass olimpico (non nominale) nel doppio pesi leggeri maschile di canottaggio per le Olimpiadi di Tokyo 2020: l’atleta delle Fiamme Oro ha parlato con OA Sport del momento storico molto delicato che stiamo vivendo e delle attese circa la rassegna nipponica.

Il doppio pesi leggeri di Stefano Oppo e Pietro Willy Ruta si è inchinato negli ultimi Mondiali ancora una volta all’Irlanda, che pure in Austria aveva cambiato mezzo equipaggio: potrebbe essere questo il duello che si ripresenterà anche a Tokyo l’anno prossimo, anche se il doppio irlandese avrà maggior tempo per affiatarsi.

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Come hai vissuto la notizia dello slittamento delle Olimpiadi al 2021?
Un po’ frastornato, perché l’obiettivo lo vedevo, ma a mio parere è stata una decisione giusta quella di rinviarle di un anno perché per prima cosa bisogna trovare una soluzione contro questo virus, seconda cosa non puoi fare una preparazione in casa senza fare nessuna gara: sarà un percorso lungo, ma è la decisione migliore. Poi l’Olimpiade è un momento da vivere con il massimo del fervore, senza brutti pensieri per la testa“.

Quale sarà l’obiettivo del doppio pesi leggeri maschile per la prossima estate?
L’obiettivo mio e di Stefano è di cercare di mantenere una forma fisica ottimale per quando sarà il momento di tornare al lavoro e fare il meglio possibile“.

Cosa potrà conquistare l’Italia del canottaggio a Tokyo l’anno venturo?
Riconfermare i risultati della qualificazione sarebbe ottimale, cercando di migliorarsi: questo è sempre l’obiettivo primario del DT e penso che lo staff tecnico ci porterà a Tokyo nelle migliori condizioni possibili“.

Cosa ti è mancato per vincere l’oro in questi anni?
È difficile rispondere a questa domanda, perché è talmente alto il livello che arrivano quattro barche in meno di 2 secondi ed a volte riconfermarsi è più difficile che migliorarsi. Ogni anno l’asticella si alza e magari l’equipaggio che ti ha battuto la volta precedente lo batti la volta dopo, ma ne arriva uno nuovo che ti batte di poco: è una questione di attimi“.

Quanto è stato importante per la tua carriera l’ingresso nelle Fiamme Oro?
Io devo sempre ringraziare le Fiamme Oro e tutto l’ufficio di Sabaudia, che mi hanno accolto nella loro squadra, perché loro mi permettono di allenarmi senza pensieri, per raggiungere il mio obiettivo alle Olimpiadi“.

Durante i Giochi del prossimo anno compirai 34 anni: quali sono i tuoi progetti post Tokyo?
Non lo so ancora, sto valutando tante opzioni, ma nessuna concreta: per adesso ho la testa altrove“.

Come ti alleni in questo periodo, senza avere un obiettivo preciso nel mirino?
L’obiettivo sono le Olimpiadi del prossimo anno: mi alleno con un obiettivo a lungo termine, sperando che magari a settembre ci sia qualche gara nazionale“.

In che modo stai vivendo questo periodo in cui tutta l’Italia è zona protetta?
Come un periodo surreale, non avrei mai pensato che potesse accadere una situazione del genere. Il mio pensiero va a tutte le persone in difficoltà, a cui sono vicino, e al nostro Paese, che sta affrontando uno dei peggiori momenti di sempre“.

Come affronti la paura del contagio?
Prendo tutte le precauzioni del caso e seguo tutte le linee guida del Governo, ma con fermezza, senza creare agitazione e farmi prendere dal panico e, per quello che posso fare, aiuto la gente anche con piccoli gesti“.

roberto.santangelo@oasport.it

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Foto: Archivio Privato Pietro Willy Ruta

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