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Nuoto, Matteo Milli: “Per che cosa ci stiamo allenando? Con il coronavirus ora non abbiamo obiettivi”



Fermarsi è dura per tutti, per impiegati e dottori, avvocati e uomini d’affari. Fermarsi, probabilmente, è ancora più dura per chi sta inseguendo un’Olimpiade, non da qualche giorno, non da mesi, ma da anni interi. Abbiamo incontrato Matteo Milli (tesserato con la In Sport Rane Rosse), oro nei 50 dorso e bronzo nei 100 agli ultimi Campionati Italiani Assoluti di nuoto di Riccione e atleta che, alla soglia dei trentun’anni, vede nell’edizione giapponese a cinque cerchi l’ultima chiamata della carriera.

Con la consapevolezza che i 50, sua distanza preferita, non faranno parte del programma olimpico, abbiamo chiesto a Matteo le sensazioni sui cento metri che gli potrebbero regalare il sogno di una vita. C’è stato spazio per parlare di avversari, obiettivi, condizione e, ovviamente, per discutere di tutto ciò che sta cambiando con la pandemia globale che sta martoriando il nostro pianeta in questi giorni.

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Come stai vivendo questi giorni di quarantena e come la tua quotidianità è mutata in relazione alle nuove normative del Governo?

“Posso dire che per me questo stop forzato è di certo molto impattante. Ho un programma di allenamento ed uno stile di vita che prevede il continuo movimento e normalmente svolgo una sessione mattutina in acqua di 2/3 ore ed una il pomeriggio tra acqua e palestra di altre 2/3 ore. Ovviamente il non avere orari ora mi sta destabilizzando. In accordo con i miei tecnici abbiamo comunque deciso di lasciar passare questa settimana di transizione e vedere se qualcosa cambierà nella prossima”.

La Federazione ha dato la possibilità agli atleti di interesse nazionale di nuotare, quali sono però i principali problemi che vi impediscono di svolgere una corretta tabella di marcia?

“Il problema principale riguarda in realtà gli impianti che, ovviamente, non possono restare aperti solo per due o tre atleti. Le nostre società, in sinergia con la Federazione, stanno cercando in tutti i modi di trovare una soluzione ma ovviamente non è facile. In quest’ottica credo che potrebbe essere una buona idea, ovviamente nel rispetto della prevenzione imposta e della salute di tutti, quella di realizzare un collegiale in unico impianto (come stanno facendo in altre discipline) che ci permetta comunque di nuotare, stando al sicuro ed evitandoci di vanificare un intero anno di lavoro”. 

Come variano i tuoi obiettivi e i tuoi programmi di allenamento con la cancellazione dei Campionati Assoluti Primaverili di Riccione (sede per ottenere il pass olimpico) e il pericolo slittamento di Europei ed Olimpiadi?

“La cosa più incredibile è in realtà la vera e propria assenza di un obiettivo in questo momento. Nuotare per un Europeo od un Olimpiade, anche se dovessero slittare di qualche settimana, avrebbe comunque un senso. La mia paura è però che, anche ascoltando testimonianze di atleti stranieri con cui sono in contatto, pur se l’Italia dovesse riuscire a superare questo momento di crisi, non è detto che all’estero possa avvenire lo stesso. Non vorrei che, come ora in molti abbiano paura a venire in Italia, tra qualche mese saremo noi italiani a non sentirci più al sicuro nel dover prendere parte ad un evento fuori dai nostri confini”. 

Sperando nella realizzazione della stessa e considerando il tuo attuale stato di forma, come vedi il tuo sogno olimpico e come vivi questa stagione così cruciale per te?

“Diciamo che, dopo la grande delusione del 2012 in cui, per soli tre decimi, non sono riuscito a volare a Londra, quest’anno ho ricominciato a credere in questo sogno chiamato Olimpiade. Il mio corpo, dopo quello scotto, si è quasi istintivamente spostato dai 200 alle distanze più brevi del dorso e quest’anno come non mai, pur essendo il tempo limite molto difficile da realizzare, mi sentivo in grado di poterci finalmente riuscire”. 

Riguardo la tua gara, i 100 dorso, chi temi di più per la selezione in chiave olimpica?

“Considero attualmente Thomas (Ceccon, ndr) l’atleta con le maggiori potenzialità in circolazione. Ha un incredibile eclettismo e io lo considero un vero e proprio “artista” del nuoto. Credo che, se non si farà influenzare dalle critiche numerose che spesso riceve, potrebbe essere l’avversario più ostico anche perchè la sua giovane età gli permetterà probabilmente di gareggiare per il pass con più serenità. Vedo lui avanti agli altri che, sotto pressione, a volte hanno dimostrato di non riuscire a gestirsi al meglio”. 

Come vedi invece la staffetta 4×100 mista, a cui potresti prendere parte, a livello mondiale? 

“Credo che, per le enormi potenzialità di cui dispone, forse manchi un progetto più ampio alle spalle, come quelli portati avanti per le staffette a stile libero. Il fatto di non riuscire ad allenare insieme i quattro stili e di non ottenere una sinergia di squadra nella quotidianità dell’allenamento credo che possa in qualche modo aver svantaggiato questa staffetta che però, nei singoli, ha davvero delle enormi potenzialità”. 

Ultima domanda: chi va alle Olimpiadi per l’Italia nei 100 dorso?

“Intanto c’è da vedere se ci saranno le Olimpiadi…(ride). Per il resto sinceramente non lo so, ho visto Simone (Sabbioni, ndr) e Thomas andare molto forte quest’anno ma io ci sono, sono in forma e di certo non mi tiro indietro”. 

michele.giovagnoli@oasport.it

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Foto: Swim4LifeMagazine

 

 

 

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