Ciclismo su pista, Martina Alzini: “Dopo i Mondiali capiremo cosa limare per Tokyo 2020. Ce la giochiamo sui centesimi”

Da domani, mercoledì 26 febbraio, a domenica 1 marzo, andranno in scena i Mondiali su pista 2020 di Berlino, l’ultima tappa per accumulare punti in vista delle Olimpiadi di Tokyo e chiudere, di conseguenza, il cammino di qualificazione ai giochi nipponici. Nel fortissimo gruppo azzurro appena volato in terra tedesca, c’è la pistard milanese Martina Alzini, che sarà in gara nella prova regina dell’Inseguimento a squadre e nella gara individuale. La ventitreenne, portacolori del team Bigla-Katusha, ci ha raccontato il suo avvicinamento al Campionato del Mondo teutonico, e la preparazione fatta sinora, in questa annata fondamentale per il ciclismo azzurro, con quel sogno olimpico sempre più vivo nelle menti e nelle ambizioni della nostra Nazionale.

Un tuo giudizio complessivo sulla Coppa del Mondo su pista 2019-2020.

Quest’inverno ho avuto modo di prendere parte a due tappe di Coppa del Mondo: Minsk a inizio novembre e Brisbane a metà dicembre. Nella prima siamo andate a medaglia terminando terze con il quartetto, dopodiché per alcune di noi la stagione si è conclusa e ci sono state le tanto meritate ferie. Mentre nella seconda tappa l’obiettivo era quello di ‘riprendere’ mano con la pista e con la tecnica, visto che per alcune di noi è stato il primo appuntamento della stagione 2020 dopo la nostra pausa”.

Come hai affrontato l’avvicinamento ai Mondiali su pista? Che riscontri hai avuto dai raduni di Benicassim, Duitama e, ovviamente, Montichiari? 

“È stato un periodo molto impegnativo: sono stati tanti i giorni lontani da casa, tante le ore di viaggio, ma ancora di più le ore trascorse sulla nostra sella; per non parlare di adattarsi bene al fuso orario o ai 2600 metri di altitudine di Duitama, al clima caldo della Colombia, per poi ritornare alla nostro inverno italiano. Però si sa, questo fa parte della nostra vita da atleta e non bisogna mai trascurare ogni minimo dettaglio. Fortunatamente tutte le sessioni di allenamento sono andate bene e sono molto soddisfatta di come abbiamo lavorato tutte assieme e del bel gruppo che siamo”.

Quanto è stata importante la riapertura di Montichiari? 

“È stata importantissima. La nostra ‘casa’ ci ha permesso di ritornare ad allenarci tutte assieme con continuità, per poter affinare al meglio la tecnica e i lavori; un tassello fondamentale per una disciplina come la pista e in particolare per la specialità dell’inseguimento a squadre”.

Come giudichi la condizione attuale di tutta la Nazionale femminile su pista?

Sono molto scaramantica a riguardo. Ripeto, so e sappiamo di aver lavorato bene, con il massimo impegno e curando ogni minimo dettaglio. Vedremo ai Mondiali”.

Le nazionali anglosassoni sono superiori o l’Italia potrà giocarsi un posto sul podio nell’inseguimento a squadre (parlando sia dei Mondiali che di Tokyo)? 

Noi ovviamente combatteremo fino all’ultimo centesimo per una medaglia, ma bisogna fare un passo per volta. I Mondiali saranno sicuramente un bel test per tutte, ma la strada verso Tokyo è ancora lunga”.

A Tokyo dovrete migliorare sensibilmente il record italiano per andare a medaglia. Di quanto a tuo modo di vedere? 

“Come dicevo prima, la strada tra i Mondiali e l’Olimpiade di Tokyo è ancora lunga e niente è scontato. Bisognerà aspettare dopo la prova iridata per capire realmente dove e come si può migliorare”.

Cosa ti aspetti dalla stagione su strada? In cosa vorresti migliorare? 

Sicuramente vorrei essere di supporto alle altre ragazze della mia squadra. Purtroppo fino ad agosto il mio calendario su strada sarà un po’ sacrificato, ma non è detto che io non possa togliermi qualche sfizio o qualche soddisfazione personale in qualche gara”.

Quindi quali saranno i tuoi primi appuntamenti di questo 2020 col Team Bigla? 

Sinceramente ora sono focalizzata al 100% sul Mondiale pista, ma non nascondo che mi piacerebbe fare una bella campagna del Nord, anche perché sono le mie gare preferite”.

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lisa.guadagnini@oasport.it

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Foto: Profilo Instagram Martina Alzini

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